Splendido articolo, davvero.
Desidererei sottolineare anche un altro aspetto di questo silenzio che è affiorato dalla mia esperienza vissuta. Spesso le persone vedono la mancanza di risposta, quella risposta non data che tanto a me personalmente inquieta e disturba, come rispetto, o accentuando ancora, gentilezza, sensibilità, delicatezza... da parte di qualcuno che è tanto sensibile e delicato da farsi scrupolo (inutile ed inopportuno), "di non ferire i sentimenti altrui" e quindi, proprio tale "dolcezza" e "bellezza interiore", spinge tali amabili soggetti a non far pervenire risposta alcuna.
Ora, colgo l'occasione di questo meraviglioso articolo, per dirvi cosa penso a riguardo. L'atteggiamento da me appena illustrato è puro sadismo (in senso Deleuziano): indifferenza, gelo, che porta questi soggetti pseudo-sensibili a ridurre a mera accidentalità la presenza di chi sta loro davanti in attesa di una risposta.
Non è delicatezza: è crudeltà subdola, sottile, da parte di coloro che, non solo ti riducono a fantasma ma accentuano tale tua presenza fantasmatica perchè guardano "oltre" te, negandoti, non vedendoti, mettendo a nudo il risvolto invisibile dell'essere visibile trapassandoti con lo sguardo.
E se per caso incroci uno di loro nella tua vita e ti trovassi - tuo malgrado - nella dolorosa situazione di soffrire, non potendo fare a meno di mostrare loro il tuo patire, questi, per "non farti ancora più male" te ne arrecano ancora di più - ma, dato che sono di una sensibilitù sopraffina - per giustificare il loro comportamento si affidano ad un poeta come Dante e ad il suo "non ti curar di loro/guarda e passa".
Già, passa. Perchè se non si lascia passare, se ci si coinvolge emotivamente ed affettivamente, ci si compromette, si perde la dignità...ma, se ha ragione Giorgio Agamben nell'affermare che nell'amore la dignità è inopportuna, allora c'è ancora tanto su cui pensare.
Torno ancora su queste "anime belle" bene, a buona pace di Schiller, queste persone che nel privato si comportano in un modo, pubblicamente il loro volto assume i tratti amabili dell' essere qualunque e quindi parlano di affettività, emozioni, fantasmi, empatia, esitazione, inconscio....non tutte sia chiaro, nella mia mente ho impressa una giovane donna, molto stimata ed un'altra più matura ma altrettanto stimata ad esempio e, tale mia critica non è per nulla generalizzabile dato che prende le mosse da due individualità particolari, che spero proprio rimangano tali e non siano estendibili a dimensione comune.
Concludo e mi congedo dicendo che non mi auguro coerenza (i nazisti erano coerenti) ma fedeltà a se stessi, la quale implica, eticamente, la riscoperta dell'amabilità, se si vuole dell'esperienza interiore la quale, perchè possa dire qualcosa di comune deve essere vissuta e non una pura e semplice fascinazione.
Proprio il mio amato Benjamin dice: "difettiamo di esperienze singolari e significative" e a questo gli fa eco Bataille "l'esperienza interiore non è comunicabile".
Già, non è comunicabile perchè etica e quindi in atto e pratoca: non una notte gelata di silenzio impenenetrabile, ma perchè viva e non mortifera, con tante cose da dire. Anche solo nel gesto di prendersi a cuore chi si ha di fronte e che aspetta un pò di amabilità, gesto che può rispondere più di ogni effimera parola.
Un caro saluto.
Silvia Migliaccio






