Il mio Corallo
Raccontateci il vostro Corallo Einaudi preferito

In occasione della mostra Giulio Einaudi. L'arte di pubblicare, aperta fino al 13 gennaio 2013 a Palazzo Reale a Milano, vi invitiamo a raccontarci con una fotografia e una didascalia (max 1000 battute) il vostro corallo Einaudi preferito, quello letto tanti anni fa o che fu importante in un momento della vostra vita.

 

 

I Coralli dunque, ma soprattutto il Corallo, quello comprato o dimenticato, quello preso in prestito o regalato, magari anche quello rubato o quello ritrovato, dopo anni, su una bancarella o ricomprato su ebay.

 

Inviate la fotografia e il breve testo a

ilmiocorallo@doppiozero.com

I pezzi migliori verranno publicati su doppiozero

 

L'iniziativa è in collaborazione con la fondazione giulio einaudi



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Commenti: 8

Silvia Migliaccio Ven, 21/12/2012 - 12:09

Colgo l'iniziativa. Di cuore. Grazie infinite.

Torless Lun, 24/12/2012 - 02:07

Fedora, andrai alla mostra? E dire che pareva una notte di festa... se sparisci intaso tutto il Doppiozero di appelli perché ti ritrovino.Dove sei finita? Nella regione Basca? Perchè quello scrivere come fossero pagine postume pubblicate in vita? Non vorrai lasciare che la mia sia la voce nella tempesta..Credo che tu non ti ami. Non è vero che sanno tutto, son finzioni, non forniscono nessun recapito, nessuna risposta. Preferiscono parlare delle mummie. Per favore, te lo dico sulle note del Secondo tempo del Concerto di Grieg. Hai accennato ad un progetto, il muro, prima che sia troppo tardi ne avrei uno da salvare , è importante. Teacher, almeno Lei , se ha notizie, mi dica qualcosa ( mi ribello all'idea che Lei , a casa di lei, ma davvero è stato così? non è possibile ...) . Tony, diavolo, che fine hai fatto? Mi va bene che risponda anche Adelelmo, quello dei calendari. Dite qualcosa, perdinci, non abbiamo più molto tempo. Non si doveva cercare di fare trovare qualcosa appena un poco meglio di così? Come glielo spieghiamo dopo che non ho saputo muovere un dito perchè non fosse tutto annientato dall'Inghiottitoio? Tanto lo so già, Fedora, qual è il tuo Corallo preferito.( Qui non chiedono un Twitt per dirlo.) . So anche che certe cose ti danno la nausea, come la darebbero al Giovane Holden . Torless

Deanna Adelelmo Lun, 24/12/2012 - 12:03

Esimio dott. Torless,
è il Caso o la Necessità che incrocia le nostre strade, pur nella diversità di costumi e di opinioni (che è sempre un notevole arricchimento!) alla mostra sugli antichi Coralli? Mi faccio latore della presente a nome della Signorina Fedora. La quale, nonostante la giovane età e una meritoria ristrettezza di mezzi (da non confondere mai con la dignità morale! Mai) non si è peritata di inviare, mezzo raccomandata celere, uno speciale contributo al calendario "Non oscuriamo la montagna". Si tratta di una riflessione sui muri, solo agli occhi dell'ignoranza dura (che fa comodo a un malinteso potere basato sul sonno della ragione) incongrua ai temi trattati.
La Signorina mi ha chiesto in cambio, attesa la sua attuale indisponibilità di Internet per ragioni domestiche, di inoltrare un messaggio proprio a Lei, dott.Torless. Lo farò alla fine. Nello scritto della signorina (dove allo spessore culturale, ma non voglio influenzare nessuno, si intreccia una sacrosanta pretesa di derivazione artistica) non si tratta di muri nel senso stretto in cui al Giro d'Italia si parla del "muro dello Zoncolan" o del "muro di Montelupone". No, sono muri muri. Il pezzo è attualmente al vaglio del CISOP (Commissione dell'Indiscutibilità Sotto Ogni Profilo) ovvero un gruppo ristretto di soci scelti per giudicare più che altro lo spessore culturale. Anzi, le dirò di più, sono in riunione proprio mentre Le scrivo, nella stanza attigua. Li sento discutere animatamente: il notaio dott. Preziosi Coralli, il professor Bilico, il medico della mutua dott. Sonulla e l'editore Sparapane. Che Vigilia di Natale meravigliosa e insospettata, questa dedicata allo studio dello spessore culturale nella cultura giovanile applicata alla montagna, con la signorina Fedora e i suoi muri. E su di noi (perdoni il mio lirico lasciarmi andare per un attimo) il sol che da invitta campagna lancia i suoi strali luminosi sull'inclito, antico borgo.
Il Preziosi Coralli si è fissato assai sulla lunghezza e che per tagliare il pezzo c'è bisogno della liberatoria della signorina Fedora. La quale sospetterà una manovra della Stasi e griderà alla censura di questo porco mondo. Il medico Sonulla è possibilista. Il prof. Bilico intravvede l'affare. Trama cioè che questa Fedora, data l'età, vada ingaggiata in qualità di futura promessa della letteratura impegnata sulla fascia montana, con tanto di esclusiva. Sarebbe la fine dei problemi di autofinanziamento e una dimostrazione di lungimiranza del genere "largo ai giovani" ecc.. Sparapane dice che lo spessore c'è e che se il calendario funziona l'anno prossimo bisogna fare un almanacco mensile di prose. "No che porta jella" ha tuonato il notaio Preziosi Coralli, noto collezionista di amuleti, adducendo esempi.
Secondo me il pezzo verrà calendarizzato, anche perchè si parla sì di muri ma contiene scottanti rivelazioni a sorpresa su una delle glorie della cultura italiana: il dott. Mario Giacomelli, fotografo di spessore internazionale benché marchigiano. Quanto alla lunghezza si vedrà di arrivare a un onorevole accordo.
Prima del messaggio al dott. Torless, vorrei ringraziare le gentilezze della sig.ra G.M.. Grazie per il consiglio di scrivere senza farla lunga e basta all'indirizzo di posta elettronica avente per incipit la triplice insegna del luogo comodo. Sfidando la sensazione trattarsi di scherzo ho provato. Ma quella strana figura di lombrico su se stesso ritorto, al centro esatto dell'indirizzo cos'è? Dov'è sulla tastiera? E' l'ideogramma del peccato, una trottola, uno scherzo? Devo andare su "Inserisci simboli"?
A Lei e a Lei solo, dott. Torless, la generosissima, in senso lato, la Signorina Fedora ha indirizzato il seguente messaggio che modestamente ho l'onore di trascrivere:
"Torless, baci, baci, baci. Ho mandato la mia riflessione sui muri agli amici dell'Associazione 'Quale futuro per la Sibilla', per due ragioni. La prima è che mi sembrano più svitati di me. La seconda è che tanto se la mandi a qualche rivista non ti si filano di striscio, manco ti rispondono per dirti che l'hanno ricevuta, trasparente sei, neanche la leggono se non gli dici che sei amica di uno dei tanto stomachevoli Ottentotti in circolazione. In questo caso l'attenzione triplica, il linguaggio si fa umido, la tastiera tremula e densa di attenzioni per le possibilità di future collaborazioni. Che schifo (te lo dico contenta e beata, con la bocca sporca di gelato cioccolato-menta). Altre che Quarta Repubblica, siamo alla Settima Preistoria. No. Io voglio mettere il mio corpo nei letti che scompifferano a me e il mio spirito nelle mani accoglienti del Presidente Adelelmo, del prof. Bilico, del notaio Preziosi Coralli e dell'editore Sparapane, persona, fra l'altro, molto seria, che ho conosciuto al festival della filosofia di Cervia.
Una sola cosa, Torless. Io sono a corto di soldi e non potrò venire a vedere i Coralli. Sì, deve essere una bella emozione vedere tutte quelle copertine sfilare come quadri preziosi. Ma se incontri qualcuno della redazione del Doppiozero chiedigli ragione della seguente frase contenuta ancora oggi nello spazio dedicato agli e-book:
"Non hanno l'odore della carta e della rilegatura: il feticismo non è mai sano" Secondo me ci stanno ripensando e fra qualche anno avremo il piacere di vedere il giovane debordante Wikimadia zompettare attorno a una bancarella dell'usato. By By".

Però che che lingua questa Signorina Fedora.
Esìmi, un abbraccio universalmente caloroso a nome dell'Associazione che indegnamente rappresento.
(Presidente per acclamazione)
Adelelmo Deanna

Torless Lun, 24/12/2012 - 19:03

Signor Adelelmo, grazie, diavolo, davvero. Per favore , posso? , chieda a Fedora se per caso abbia con sè un libro, no, non un Corallo, è un libro che probabilmente non è che le piaccia ma ha Immagini del sig.Giacomelli. Io l'avevo preso per un mio amico ( il libro lo buttavano via a scuola, dalla biblioteca ) ma dopo ci siamo persi di vista e non ho potuto più darglielo. Si intitola Ad occhi aperti.
Le chieda anche di scusarmi di non aver capito niente della faccenda Città Invisibili e anche se può evitare quei "baci, baci, baci" ( so che lo fa apposta per provocarmi e farmi il verso tuittico- telefonico.) Le dica che altrimenti la saluterò con un 'ciaociaociao' che le darà l'orticaria da qui all'Epifania. Torless
Se andrò a quella mostra e incontrerò qualcuno del Doppiozero, come farò a riconoscerlo per recapitargli la frase? Okkey , devo arrangiarmi, lo so.

Anonymous Dom, 06/01/2013 - 14:17

boh!

Anonymous Dom, 06/01/2013 - 15:48

Ma sta Fedora non sarà per caso la Befana?

Federico Dom, 06/01/2013 - 15:51

È passata stanotte e ha lasciato dolciumi nella calza. E fino al prossimo anno non torna, mentre Fedora e i suoi cloni restano qui. Quando si metterà un servizio di commenti con email obbligatoria? Non sarebbe mica male sapere chi scrive davvero, così sono scritte anonime come sui muri o nei cessi: si scrive e si nasconde la mano.

Anony Dom, 06/01/2013 - 16:23

Da qualche parte qui dentro ho letto un piccolo elogio dei commentatori anonimi, una cosetta così, naturalmente caduta nel silenzio più totale. Mia pare che Federico ( se eè lo steso Federico, seguo i suoi commenti se è un altro si può prendere il complimento per quel poco che vale-il complimento) sia persona molto attenta, gli chiedo la pazienza di cercare la pagina di quel piccolo elogio e di fornire a breve, se ha tempo, un suo commento a riguardo, magari copiaincollando l'elogio qui ( ho problemi con il computer e non riesco) . Mi pare di ricordare ch erisalga al dicembre 2012, forse l'8, ma non ricordo bene..Poi per una parte ti do ragione, Federico, ci son persone che qui cercano di salvare il (loro) salvabile, improvvisandosi scrittori-commentatori: ecco a questi va tutta la mia disistima e siccome io sono uno di quelli , bé , dammi tempo che sparisco senza bisogno di farmelo ripetere.
Ho seguito gli scritti di Fedora: che dire? Li ho raccolti e me li rileggo perché non sono cose che si riesce a lasciare tanto facilmente. Buon pomeriggio, Federico.

© 2013 doppiozeroISSN 2239-6004