L’albero del benvenuto

Sui monti dello Huangshan, in Cina, nel paesaggio celebrato dall’omonima scuola pittorica, tra nuvole di nebbia rocce metamorfiche e alberi secolari c’è il pino “che dà il benvenuto agli ospiti”. Vetusto e intrepido, svetta abbarbicato su uno strapiombo, icona del Picco della Fanciulla di Giada. In oriente, simbolo di sempre verde longevità oltre che di felicità coniugale per gli aghi sempre a coppie, talora il ramo del pino a fianco della casa è artificiosamente proteso a incorniciarne l’ingresso.

 

 

In mancanza di un giardino, la sapiente, spietata arte bonsai li piega e riduce a lari domestici. Le loro virtù, non solo naturali, sono cantate in concentratissimi haiku, in luminosi istanti lirici come questo del poeta sudcoreano Ko Un (1933):

 

Ho avuto un giorno così

Nessuno a cui chiedere informazioni

Scelsi la strada indicata

Da un lungo ramo di pino

 

Era la strada che cercavo.

 

 

Pino: nome comune di albero per chi gli alberi non sa riconoscere. Nell’ordine delle Coniferales diamo del pino ai diversi, numerosissimi, rappresentanti della medesima famiglia delle Pinacee, genere Pinus (famiglia comprensiva anche dei generi Abies, Picea, Larix, Cedrus). Anche nei nostri areali mediterranei ce ne sono di particolarmente vocati a dare il benvenuto agli ospiti. Benché defunto, a Napoli il pino di Posillipo non ha smesso di essere la cartolina ufficiale per i saluti dal golfo.

Sarà perché si riconoscono d’acchito con il fusto eretto fino all’ampio ombrello di rami e aghi binati, i pini italici o domestici (pinus pinea) e i pini marittimi (pinus pinaster) sono le vedette dei nostri giardini e delle nostre coste.

 

 

Distinguerli non è facile: più globoso e spesso il cappello dell’italico, con il tronco solcato da incisioni profonde e la scorza aranciata dei rami più giovani. Più irregolare e rada la chioma del marittimo con la corteccia a sfaldarsi in placche grigio-brune, viranti fino ai rossi delle crete e dei mattoni. Ma il vero discrimine sono le pigne: pigna da pinoli, chiusi in gusci legnosi, tondeggiante, larga fino a 12 centimetri, apice arrotondato quella del pino domestico; conica, affusolata, picciolata, con squame carenate verso l’esterno e semi alati quella del marittimo.

Irresistibile l’acre odore della resina sulle mani appiccicose; impagabile il profumo degli aghi sulla terra bagnata dopo il temporale estivo.



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Commenti: 3

Coq Gio, 08/03/2012 - 11:11

Grazie per dare voce agli alberi.

Secondo l'astrologia celtica il giorno del compleanno di una persona è collegato ad un albero, che, secondo i celti, ha prerogative tipiche dell'essere in manifestazione.

Il pino è l'albero delle persone nate dal 19 fino al 29 febbraio e rappresenta il Particolare.
Quella persona adora stare in buona compagnia, è robusta, sa come costruirsi un ambiente gradevole attorno a sè, è molto attiva, naturale, è una buona compagna, ma non sempre amichevole, si innamora facilmente, ma il fuoco della sua passione si spegne in poco tempo, non si arrende facilmente, si illude spesso finché non incontra il suo ideale, è attendibile e di carattere pratico.

Angela Gio, 08/03/2012 - 17:39

Grazie a lei per le informazioni celtiche; sono nata il 1° marzo e ho mancato di un ago il periodo del pino!

Daniela Mer, 04/04/2012 - 21:23

Cara Signora Borghesi,
leggo con grande ritardo questo Suo pezzo.
La ringrazio caldamente perché - come una maga di buon cuore - mi ha restituito un ricordo piacevole: i pini marittimi, scuri e intrepidi sui colli di Roma, accoglievano una me stessa energica, innamorata e in viaggio.
Accadeva molti anni fa, a quel tempo anche gli alberi mi apparivano più giovani.
Un caro saluto,
Daniela

© 2013 doppiozeroISSN 2239-6004