Immagini

Chiara Samugheo: eros e magia

Carla Cerati, Lisetta Carmi, Letizia Battaglia, Gabriella Mercadini, Inge Morath, Marilyn Silverstone, Ruth Orkin, Ida Wyman: questa lista di nomi, che potrebbe facilmente essere allungata, è fatta di donne fotoreporter nate a cavallo degli anni Venti e Trenta e che hanno operato nel secondo dopoguerra. Non sono riconducibili ad un’idea collettiva e neanche ad un qualche movimento culturale, sono donne che, in piena autonomia e singolarmente, sono riuscite, tutte insieme e ciascuna con la propria voce, a documentare il passaggio che ben si può definire epocale dalla società della produzione a quella del consumo. Questa generazione di fotografe, già matura negli anni della contestazione e della consapevolezza femminista, si è arresa solo davanti alla inesorabile legge del tempo. Due anni...

Una mostra a Riccione / Elliott Erwitt. L’attimo giusto e il momento speciale

Elliott Erwitt (Parigi, 1928) predilige le immagini che hanno un finale aperto, quelle che lasciano spazio all’interpretazione di chi le guarda, e anche le fotografie ironiche o drammatiche, che colgono la più sottile linea del non detto, dentro la cifra esistenziale dell’essere umano. A questa tipologia appartiene Pennsylvania, Pittsburgh (1950), dove un bambino afroamericano si punta una pistola alla tempia destra mentre ride platealmente guardando verso l’obiettivo. Il bimbo compie un gesto drammatico mentre si mette in posa e in relazione con chi gli sta puntando addosso la macchina fotografica. Ride forte e cerca di stemperare quel gesto con una ironia che però non tranquillizza fino in fondo il fruitore dell’immagine. In Bratsk, Siberia (1967), un invitato seduto accanto agli sposi...

Un saggio di Giovanni Attili / Civita: parole, visioni del passato e pietre

Le abbiamo sempre considerate come eterne. Creature senza tempo, che ci hanno preceduto e ci sopravvivranno. Cristalli minerali costruiti dalla specie umana ma che posseggono una autonomia e una forza sconosciute a ogni individuo. Sono i nostri artefatti più grandi e più audaci, gli unici a poter rivendicare di somigliare davvero al mondo. Sono gli unici artefatti capaci di trasformare la consistenza e il sapore della Terra, a renderla veramente abitabile e infinitamente più ricca, da ogni punto di vista. Le città sono state il teatro della libertà dei moderni: è tra le loro viscere che abbiamo distillato una forma di vita che si poteva costruire senza dover rispondere all'identità a cui l’avrebbe condannata un cognome e una genealogia; è negli incontri che esse rendevano possibili che i...

Periferica e Cinema Mattotti / Lorenzo Mattotti Underground

Curiosa la doppietta editoriale che Lorenzo Mattotti ci riserva in prossimità di Natale: Periferica e Cinema Mattotti, come dire: il Mattotti marginale e quello che ha sfondato, il Mattotti underground e il mainstream. Procediamo per gradi.   «Senza queste storie non avrei mai imparato cosa significa disegnare». Edito da Rizzoli Lizard, Periferica. Storie ai margini è un romanzo visuale di formazione dove la formazione è l’autoformazione artistica di Mattotti. Va da sé che si tratta di un’occasione ghiotta, anche considerato che le storie sono introdotte da testi scritti dall’autore ad hoc, tanto eloquenti dal punto di vista biografico quanto illuminanti sul piano dell’evoluzione stilistica, dai quali non mancherò di estrapolare sfiziose citazioni. Gli ancora non contagiati dalla...

L'immagine del mondo che cambia / World Press Photo: questioni di sguardi

La Fondazione Sozzani ospita la prima tappa italiana della mostra del World Press Photo, così come accade ogni anno dal 1994 grazie all’impegno di Grazia Neri, fondatrice dell’omonima agenzia fotografica, e di Elena Ceratti che per anni è stata il suo braccio destro. È considerato uno tra i premi più prestigiosi del fotogiornalismo mondiale. E l’edizione attuale 2021 è ovviamente dedicata al 2020. Per questa sua 64esima edizione sono state esaminate ben 74.470 fotografie, scattate da 4315 fotografi provenienti da 130 paesi, e premiate le opere di 45 autori. Uno dei pregi di questo premio è infatti quello di proporre sguardi e riflessioni sulla realtà attraverso gli obiettivi di fotografi provenienti da culture e Paesi estremamente diversi, superando quindi quella visione prevalentemente...

Una mostra di Luca Barcellona / A perdita d'occhio. Scrittura e immagine

«Teneva i buoi davanti a sé, arava bianchi prati, e aveva un bianco aratro, e un nero seme seminava»: alcune delle prime righe scritte all’origine del volgare italiano (il cosiddetto «indovinello veronese») parlano proprio dell’atto di scrivere, sotto mentite spoglie.  Come in ogni buona similitudine, molti sono gli elementi che si intrecciano per suscitare, in modo ingegnoso, un’immagine viva della scrittura: le mani avanzano sulle pagine bianche come buoi sul campo da arare, e il nero seme che è l’inchiostro si deposita in lettere e in parole. La forza di questa scena ci restituisce una mano nell’atto di compiere un movimento lineare, da sinistra a destra, retta e salda come un aratro ben condotto, e lo stupore di vedere depositarsi su una superficie, prima indifferente e ora ben...

Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi al MAXXI / Immagini che cadono avvinghiate a Lucifero

Concentrare   Recensendo il diario di Michihiko Hachiya, direttore dell’Ospedale di Hiroshima durante il bombardamento atomico, Canetti scrisse (in Potere e sopravvivenza. Saggi) che ogni sua pagina era preziosa: la distruzione della città era stata la catastrofe “più concentrata” sofferta dall’uomo in tutti i tempi. A sua volta, ogni riga del suo testo conserva un’inestimabile concentrazione creativa: Canetti infatti ha pubblicato pochissimi scritti, meno che mai recensioni. Intenzionalmente, solo capolavori. Questa è un’adeguata premessa anche per le opere di cui vogliamo parlare. I lavori di Gianikian e Ricci Lucchi, presentati in quattro eventi al MAXXI durante il 2021, non sono composti da scritti ma da fotogrammi. La fotografia proiettata in sequenza diviene cinema, l’arte che...

La mostra al Museo Civico, Bassano del Grappa / Ruth Orkin. La ruota dell’occhio

Nel 1939 Ruth Orkin ha 17 anni e desidera vedere l'Esposizione Universale di New York City. Decide di andarci in bicicletta. Riesce a convincere i genitori a lasciarla viaggiare da sola; talvolta fa l'autostop e poi pedala per oltre 2000 miglia. Lungo il tragitto da Los Angeles a New York tiene un registro delle tappe di questo viaggio, inserendo per ogni foglio diverse immagini che testimoniano il suo passaggio. Stranamente lo sfondo è nero e le didascalie, redatte con una calligrafia minuta, sono visibili grazie a un inchiostro bianco, proprio come faceva sua madre Mary Ruby, attrice di film muti, quando documentava le riprese dei suoi film.    Per la giovane viaggiatrice è molto importante testimoniare il proprio passaggio, serve a dimostrare, innanzitutto a sé stessa,...

Una rivista tra sperimentazione, arte e industria / Imago: uno scrigno di creatività

Prendendo a prestito un termine dal campo informatico, si potrebbe dire che Imago è stata una pubblicazione multitasking. E di fatto, al significato originario di tasca da cui la parola trae origine, si lega il suo essere stata una rivista ch'era al tempo stesso contenitore e contenuto degli esiti di ricerche e di sperimentazioni culturali e artistiche nella Milano del boom economico, dove si provava anche ad attuare un fattivo rapporto di collaborazione tra quei fermenti e la realtà industriale. Imago, insomma, è stata uno scrigno di creatività, concepito da quel genio che fu Michele Provinciali (1923 – 2009), insieme a Raffaele Bassoli, titolare dell'azienda milanese che l'ha stampata, finanziata e sostenuta. Nata nel maggio 1960 come house organ della Bassoli Fotoincisioni, uscì senza...

Palazzo Strozzi / Il brillante desiderio di Jeff Koons

Qualcuno forse si chiederà: Dove l’ho già visto questo sorriso sempre stampato in faccia? A sua difesa devo dire che Jeff Koons ce l’ha spontaneo fin da giovanissimo ai primi successi. Me lo ricordo ancora in occasione della lunga intervista nella sede di “Flash Art”, era il dicembre 1986, per l’occasione con la redazione al completo schierata intorno a lui, con quell’aria da ragazzino timido che aveva, ma già tanto noto da avere gli onori della copertina dell’edizione internazionale della rivista. C’era anche Corrado Levi, che esponeva in quell’occasione una sua opera per la prima volta in Italia, nella epocale mostra Il cangiante da lui curata al Padiglione d’arte contemporanea.   Si parlava molto di America e di Duchamp, io, non masticando granché l’inglese, riuscii timidamente,...

1+1= G / Grazia Toderi e Gilberto Zorio a Vigone

A circa 30 km da Torino si trova Vigone, un piccolo comune di circa 5.000 abitanti, che, dal 2011 è promotore di “Panchine d’Artista”, un originale progetto culturale per la promozione dell’arte contemporanea. A cadenza annuale, il Comune di Vigone e l’Associazione Panchine d’Artista selezionano un artista per realizzare un’opera presso l’area verde dei Viali di Piazza Clemente Corte e per allestire una sua mostra personale nella Ex Chiesa del Gesù in Piazza Michele Baretta.  La panchina è il luogo principe di ritrovo cittadino, è il simbolo di una socialità quotidiana che oggi è quasi scomparsa. La panchina è soprattutto il luogo del possibile, dove tutto può accadere: un incontro inaspettato, un dialogo, una discussione, una riappacificazione, un momento di riflessione, di...

In mostra alla Villa Malpensata di Lugano / Hans Georg Berger, La disciplina dei sensi

Nello «Spazio Mostre» di Villa Malpensata di Lugano è allestita la mostra «La disciplina dei sensi. Hans Georg Berger. Una retrospettiva». Si tratta della prima grande esposizione dedicata a Berger, di cui il progetto luganese ripercorre l’intera carriera, divisa in sezioni, dai primi anni Settanta a oggi. Tra le opere esposte una colpisce particolarmente: mi riferisco a L’orto dei semplici. Perché è stata scattata? Questo posto che significato aveva per Berger? Guardando la fotografia con più attenzione, si notano erbe officinali, cespugli e rose cresciute su un terreno inospitale, sassoso e asciutto. Un piccolo miracolo. Un giardino segreto.    Dalla metà degli anni Settanta in poi il fotografo instaura un rapporto particolare con l’Italia: dopo un primo periodo trascorso in...

Intervista a Maria D. Rapicavoli / Surface Tension

Dal 6 novembre al 13 marzo, l'UB Art Galleries dell'università di Buffalo ospita Maria D. Rapicavoli: Surface Tension. Questa è la prima retrospettiva dell'artista catanese, da tempo residente a New York. Le dieci opere esposte, infatti, ripercorrono all'incirca l'ultimo decennio dell’eterogenea produzione di Rapicavoli, affrontando tematiche complesse quali neo e post colonialismo, la sorveglianza militare dello spazio aereo, razzismo, violenza domestica e di genere.  Ne abbiamo parlato con l'artista.   La tensione superficiale è una caratteristica propria dei liquidi e si tratta di un fenomeno fisico che porta alcuni oggetti o creature a galleggiare, a “camminare” sull’acqua. Perché hai deciso di intitolare così la mostra? In questo caso, credi che siano le opere, l’artista o...

Ristampato un classico / Strand e Zavattini: c’era una volta Un paese

Che strana sensazione aprire Un paese riedito da Einaudi e sfogliare le sue pagine, guardare le fotografie di Paul Strand e leggere le parole di Cesare Zavattini. Strano, perché le poche immagini del fiume Po che ci sono, salvo qualche dettaglio, come il ponte di barche a Viadana, potrebbero essere state scattate nei mesi scorsi, mentre il paese, Luzzara, non c’è più, o meglio ora è un altro paese. Pubblicato sessantasei anni fa, nell’aprile del 1955 questo libro ci mostra un mondo scomparso, quello appena uscito dalla Seconda guerra mondiale e da una guerra civile che da quelle parti era stata particolarmente dura e crudele, per entrare di lì a poco nella immancabile modernità italiana. Si può dire che Un paese segni la fine del neorealismo passando dal campo del cinema a quello della...

Saggi, conferenze, frammenti / Aby Warburg fra antropologia e storia dell'arte

C’è sempre bisogno di leggere lentamente e in profondità, come ammoniva Nietzsche, ma con certi libri è l’unica strada possibile, ad esempio per la raccolta di saggi di Aby Warburg (1866-1929) appena uscita da Einaudi a cura di Maurizio Ghelardi (Aby Warburg, Fra antropologia e storia dell’arte. Saggi, conferenze, frammenti, 725 pp.). Il volume fa séguito a quello, sempre tra i Millenni, dedicato ai saggi dello studioso amburghese su temi astrologici. Ghelardi propone una ricca serie di testi di Warburg, alcuni inediti in Italia, altri già pubblicati – a cominciare dalla prima edizione degli scritti dello studioso (La rinascita del paganesimo antico, 1966) – ma proposti ora in una nuova traduzione; si tratta di articoli, tracce di conferenze, appunti, un frammento di autobiografia, le...

La mostra alle Scuderie del Quirinale / Nel corpo dell’“Inferno”

  Dopo aver superato i tre controlli all’ingresso (temperatura, green pass e ticket) e aver lasciato gli “ingombri terreni” nel guardaroba, si accede all’Inferno salendo le scale – ovviamente elicoidali, seppure ascendenti. Su, al primo piano dell’Inferno, avvolti dal buio spezzato dalle “disperate strida” degli allarmi fatti scattare dai visitatori vinti dalla seduzione del colore, inizia il percorso ideato da Jean Clair e Laura Bossi per commemorare i settecento anni dalla morte di Dante. Ospitata dalle Scuderie del Quirinale dal 15 ottobre al 9 gennaio 2022, la mostra raccoglie le rappresentazioni dell’Inferno dantesco – da cui il titolo Inferno – succedutesi nei secoli. Lo spettatore, trasformato in un novello abitante degli inferi, percorre passo a passo le dieci sale tematiche...

Genius Loci di Stefano Chiodi / La vita segreta degli esseri stanziali

In che misura è ammissibile parlare di legami di correlazione tra pensieri e territori, saper-fare creativi e incarnazioni di significati, opere d’arte e memoria della specie, l’assetto ecosistemico della Terra e l’avvicendarsi di diverse civiltà nel tempo? Cos’è la stanzialità? Siamo certi di aver compreso la sua natura o ci resta ancora molto da apprendere? Anche senza pretendere di rispondere in maniera esaustiva, è utile interrogarsi a riguardo. Lo è in quanto, essendo entrati nell’era dell’antropocene, si è chiamati a riconsiderare le facoltà umane, se non a ridefinire radicalmente alcune di esse. Per farlo, però, occorrerà innanzitutto districarsi da un nodo: decidere se credere, come perlopiù è accaduto in epoca moderna, negli effetti di strutture, sistemi e dispositivi impersonali...

Romanzi a fumetti / Paco Roca, Ritorno all’Eden

In un mercato dei graphic novel dominato dalle narrazioni autobiografiche, l’uscita di Ritorno all’Eden, ultimo lavoro di Paco Roca, sembra a prima vista una conferma di questa inarrestabile tendenza. Al centro del libro – dall’intrigante formato orizzontale, già sperimentato dal disegnatore spagnolo in La casa – è Antonia, personaggio ispirato alla madre dell’autore (come La casa, specularmente, aveva al centro la figura del padre).  Cresciuta durante la guerra in una modesta famiglia di Valencia, Antonia attraversa in punta di piedi la storia della Spagna franchista: la fame e la povertà, le gabbie inscalfibili della gerarchia sociale e della chiusa mentalità ecclesiastica, la paura dei “rossi”, il mitico ritorno dell’impero spagnolo, la rigida segmentazione dei rapporti di genere...

25 anni di Arte all’Arte / La Galleria continua

Nel piccolo feudo incantato di Continua – formato dalla Galleria, con le quattro sedi nel centro della graziosa cittadina toscana di San Gimignano, e dall’Associazione Arte Continua –, si sono recentemente svolte le celebrazioni dei 25 anni di Arte all’Arte. Oramai operativa a livello internazionale (e i suoi avamposti sparsi per il globo lo confermano), la Galleria, sin dal suo esordio, rese immediatamente manifesta un’attività sensibile, attenta a cogliere, captare, individuare, le diverse espressioni artistiche sviluppate nei diversi angoli del mondo, rispondendo, al contempo, ai desiderata di un pubblico eterogeneo e diversificato. Già nel lontano 1990, intraprese un percorso dicotomico: da una parte quello della Galleria vera e propria, dall’altro quello avviato con la costituzione...

Galleria Anna Maria Consadori, Milano / Gli occhi di Steinberg

I ritratti di Steinberg non mi vengono molto bene. Gliene ho fatto più di uno, frugando tra le sue foto, ma nessuno mi ha mai soddisfatto pienamente. Il punto è che in un suo ritratto, perché sia proprio vero, non si può non cogliere, insieme ai lineamenti del volto, il carattere della sua mano, delle sue dita, della punta dei suoi polpastrelli. Perfino delle unghie. Del suo corpo intero, insomma. Quindi non è sufficiente guardare le foto e scavare nei segni della sua faccia.  Steinberg inoltre, davanti al fotografo, normalmente recita. Finge. Come fingono e recitano i suoi disegni. Steinberg ha disegnato e impresso in modo indelebile nella nostra mente il ritratto dell’America. In particolare di Manhattan, del suo aspetto e della storia. Come nessuno aveva fatto prima li ha tradotti...

Museo del Novecento, Milano / Anna Valeria Borsari: da qualche punto incerto

Con la mostra di Anna Valeria Borsari (fino al 13 febbraio 2021) il Museo del Novecento di Milano apre un nuovo capitolo del racconto e studio dedicato agli artisti italiani più significativi e pioneristici che hanno iniziato il loro percorso a partire dalla seconda metà del secolo scorso e che hanno spesso stimolato, con il loro esempio, autori più giovani. Curata da Giorgio Zanchetti e Iolanda Ratti con Giulia Kimberly Colombo, questa mostra, dal significativo titolo Da qualche punto incerto, più che una vera e propria antologica, è una sorta di sintesi ragionata capace di offrire un preciso spaccato del percorso artistico (iniziato a partire dalla fine degli anni Sessanta) di un’artista “anomala”, capace di declinare le sue molteplici riflessioni attraverso linguaggi a loro volta...

15 dicembre 2020 - 15 dicembre 2021 / Corrado Ambrogio. Il malinconico ilare genio gentile

“Materiali, pelli, superfici. Abrasioni, scottature, graffi: urti, strappi, corrosioni. Gli acidi sui metalli, la spinta rovente della lava che rotola in mare fumigante e si rapprende spezzandosi e sobbollendo, e si incrosta di sale, di frutti di mare, di cose portate a valle dal fiume. Colline franate, montagne spaccate, molecole asportate da fibre tessute, da pelli conciate, grumi, sassetti, prodotti sintetici premuti, compressi, laminati, attorcigliati. Materie secche che rapprese si sgretolano, plastici materiali elastici che si deformano e avvolgono materiali flaccidi che cedono e si spargono su squame e scaglie e lamine di zinco, punte dure strisciano sul rame, lame fanno saltare croste di scoria dai metalli, veli ruvidi lentamente elettroliticamente si sovrappongono e cortecce...