Immagini

Come bisogna vivere / Charlotte Perriand e il fotomontaggio

Il supermercato Monoprix si trova appena fuori dal centro di Arles, in una periferia uguale a molte altre. Passando fra scaffali di detersivi e di quaderni (saremo nel posto giusto?), si sale al primo piano. Qui, in un enorme spazio vuoto illuminato da neon industriali, è allestita la mostra dedicata ai fotomontaggi monumentali progettati dall’architetta e designer francese Charlotte Perriand (1903-99).  Fra i visitatori dei Rencontres de la Photographie di Arles non siamo in molti a spingerci fin qui: confortati dalla prossimità delle mostre nelle vie del centro storico, o ipnotizzati dal neonato edificio della Fondation Luma progettato da Frank Gehry, i più si arrendono alla fatica e al caldo. Ma è un peccato: la mostra mette in luce una pagina breve ma folgorante della produzione...

Scarabocchi / Come è difficile disegnare un albero

Si disegna sul foglio come gli alberi spogli tracciano il cielo lanoso di alcune mattine d’inverno. Ogni volta che dalla finestra osservo le linee dei rami, quelle linee si fanno memoria. Ogni volta che lascio la penna nera scorrere sul foglio, scarabocchiando senza senso, non mi accorgo di ripetere le linee dei rami guardati da molte finestre durante la mia vita.   Nell'inverno del 1961, al MIT di Boston, Edward Lorenz, matematico e studioso di meteorologia, si accorse che una perturbazione impercettibile poteva far evolvere in modo imprevedibile un sistema complesso, creando degli effetti a catena, capaci di cambiare il sistema stesso. Non c’era sistema deterministico che potesse sfuggire a questa legge, creando un alone di indeterminatezza che rendeva ogni previsione incerta....

Oggi a Novara! / Scarabocchi. L’arte dei bambini

A Oslo in Norvegia c’è il Museo internazionale per l’arte dei bambini che raccoglie una ricca collezione di arte di giovanissimi da 180 paesi (Det internasjonale barnekunstmuseet); fu fondato nel 1986 grazie a una coppia di origine sovietica Rafael e Alla Goldin Venne. La scheda del museo, che si può trovare in rete, dice che nell’“Al Lille Frøens vei di Oslo puoi vedere il mondo attraverso gli occhi dei bambini e capire come l’arte dei bambini sia portatrice di valori estetici. Il museo riguarda l’arte dei bambini come parte viva dell’arte popolare e anche come un elemento importante nella nostra cultura nazionale e universale”. Che le opere dei bambini trasmettano valori estetici e siano parte di un patrimonio culturale popolare universale non è sempre stato scontato. Ma oggi, in alcuni...

Una mostra a Camera / I paesaggi sovraesposti Walter Niedermayr

Il percorso proposto sui lavori di Walter Niedermayr – in mostra a Camera fino al 17 ottobre  è uno sguardo vastissimo e al tempo stesso chirurgico sul paesaggio, in particolar modo sul paesaggio alpino. Il punto principale della ricerca del fotografo altoatesino classe '52 - che ha partecipato a mostre al MAXXI di Roma come al White Cube di Londra e al Centre Pompidou de Paris - è proprio lo spazio e la sua percezione, sia in ambienti aperti sia chiusi, e il contrasto tra il paesaggio naturale e l’intervento umano su di esso finalizzato al progresso dell’industria del turismo e degli sport alpini. In mostra viene proposto un excursus di gran parte della produzione dell’autore, allestito in modo non cronologico, inclusi due video.    Tutti i progetti dell’artista sono “in...

Scarabocchi / Tito Faraci: raccontare l’invisibile

Negli anni Novanta, Tito Faraci è stato fra quelli che più hanno contribuito a riportare in primo piano la figura dello sceneggiatore in ambito disneyano. Figura poliedrica (è anche musicista, scrittore e autore radiofonico), Faraci annovera nel proprio curriculum sceneggiature per “Diabolik” e per varie testate bonelliane, “Tex” e “Dylan Dog” su tutte. Ma i risultati più riconoscibili e duraturi – tant’è vero che hanno fatto scuola – li ha ottenuti in casa Disney, innervando l’universo di topi e paperi di uno humour demenziale e di insolite atmosfere hard boiled. Chi scrive ha potuto cogliere “in presa diretta”, a cavallo del millennio, la portata innovativa delle sue trovate sulle pagine di “Ridi Topolino”, “Pk- Paperinik New Adventures” e “Mickey Mouse Mystery Magazine” (esperimento...

Gadget / Odradek al Fuorisalone

Molto tempo fa, quando la televisione era in bianco e nero e quando ce n’era una sola, Silvio Noto e Enzo Tortora presentavano un quiz che si chiamava, se ricordo bene, “L’oggetto misterioso”. Si trattava di indovinare il che cosa, cioè di nominare un oggetto incomprensibile di cui venivano fornite immagini parziali o vedute enigmatiche. Da quando il design è diventato un’istituzione culturale, al pari dell’arte e della moda, pare che la maggior parte dei suoi prodotti riprenda questa sfida dell’irriconoscibilità.  C’è però una differenza sostanziale rispetto alla tradizione del Moderno. Quella produceva oggetti originali la cui destinazione d’uso, magari a fatica, risultava comunque comprensibile. La cosa, l’oggetto, erano accompagnati da un nome poetico, ma dietro “Tolomeo” o “...

San Lorenzo / Tre navi per la Venere di Milo

Quella che da duecento anni esatti è un’icona pop paragonabile solo alla Gioconda ha iniziato la propria carriera ufficiale nel luogo più paludato possibile, l’Académie Royale des Beaux-Arts di Francia. Immaginatevi tanti signori eleganti con un’aria molto dotta, tra loro illustri esperti e rinomati artisti: davanti a essi, il 21 aprile 1821, l’anziano Quatremère de Quincy – un protagonista della vita politica e culturale dalla Rivoluzione in poi – lesse una memoria “sulla statua antica di Venere scoperta nell’isola di Milo nel 1820”. Era passato solo un anno dalla scoperta, e già la statua vantava un illustre riconoscimento da parte del mondo degli studiosi. Eppure l’alone mitico che circonderà la statua fino ai nostri giorni era apparso ben prima della dissertazione di Quatremère de...

Intervista a Narciso Silvestrini / L'ordine dei colori

Narciso Silvestrini è un maestro del colore: è stato docente all’Istituto Statale d’arte di Monza (ora Liceo Artistico Nanni Valentini), una scuola sperimentale nella quale ha insegnato per oltre 20 anni, alla Scuola del Libro all’Umanitaria di Milano, al Politecnico di Milano e alla Scuola Politecnica di Design di Milano. Nel 1986 ha curato per la Biennale di Venezia il tema Colour Order Systems e possiamo trovare le tavole esposte, accanto ad altre che ne ampliano il complesso quadro, nel volume inglese Color Systems in Art and Science (Regenbogen Verlag, Konstanz 1996) oppure nel testo Farbsysteme in Kunst und Wissenschaft (DuMont, Köln 1998), pubblicati in collaborazione con Ernst Peter Fisher. Le tavole originali, raccolte in volume, si trovano al Bauhaus-Archiv di Berlino....

Tocatì / Arte in gioco

Nelle opere della Storia dell'Arte sono sempre stati raffigurati i giocatori e le giocatrici, mentre il tema del gioco si ritrova in un unico, famosissimo quadro. Tuttavia, se si escludono le sculture che rappresentano atleti, piuttosto ricorrenti nell'arte greca (che avevano un fine religioso, d’altra parte, come ha sostenuto Johan Huizinga in Homo Ludens, il mondo del gioco e quello del sacro appartengono al medesimo universo), e alcune pitture tombali etrusche (di carattere invece più evocativo e celebrativo della vita, a dispetto dei luoghi in cui furono eseguite), le immagini di giocatori e di giocatrici non sono moltissime (a meno che non se ne voglia estendere il concetto  - alla Roger Callois, cfr. I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine - allo sport, al circo, al...

Una storia ancora da raccontare / Le donne delle avanguardie

C’è una rinnovata attenzione per le storie delle donne, evidente nel numero crescente di pubblicazioni che ruotano attorno a figure femminili più o meno note. Grazie all’apporto fondamentale del femminismo e ai women's studies, che negli anni hanno posto al centro del discorso l’autonarrazione delle donne, oggi sono visibili i frutti di un lavoro tenace e continuativo che ha riportato nella storia ufficiale vicende ingiustamente trascurate, restituendoci la ricchezza del lavoro di scienziate, pensatrici, politiche e artiste. Le ricerche della studiosa e collezionista Claudia Salaris si collocano in questo percorso: da tempo impegnata in una paziente opera di recupero delle vicende delle artiste coinvolte nelle sperimentazioni del futurismo, torna con un volume intitolato Donne d’...

Claudia Losi, Voce a vento / Tessere il canto, tessere i luoghi

Esiste nella pratica artistica delle donne una frequentazione con le pratiche relazionali, con l’immateriale del canto, con gli spazi umili e lungamente non visti del quotidiano e con il recupero di un sapere manuale parzialmente dimenticato, un sapere troppo spesso relegato al folklore e alla sottocategoria dell’artigianato, con tutti i malintesi che la divisione tra arte alta e bassa ha lungamente comportato.  Claudia Losi esplora da sempre questi ambiti e il verbo esplorare descrive con accuratezza il suo andare alla ricerca di ciò che non si conosce – un andare metaforico e fisico, perché il suo lavoro si compone anche di cammini –, la sua relazione profonda con il paesaggio e il suo farsi addentro ai luoghi. Losi declina la geografia attraverso l’arte, la trasforma e ne...

Una mostra ad Astino / Guido Guidi. Cinque viaggi

Si intitola Cinque viaggi (1990-1998), la mostra di Guido Guidi, a cura di Corrado Benigni, tutt’ora in corso presso il Monastero di Astino a Bergamo. Sulla copertina del catalogo il fotografo ha disegnato un intreccio di linee: sono il fiume Adda, che segna i confini tra Bergamo e Milano, il tracciato dell’Autostrada A4, le Tangenziali Est e Ovest di Milano, l’Autostrada che va a Genova, l’Autostrada del Sole e la Milano-Laghi.     Si pensa subito al Viaggio in Italia ed anche alle Esplorazioni sulla Via Emilia a cui Guidi ha partecipato. Da allora l’Italia non è più stata quella dei monumenti famosi, delle cartoline, dei panorami, ma un paesaggio “emarginato, escluso, (…) dell’ambiguità, del finto, del doppio”, un’Italia  “sostanzialmente esclusa, (…) che però è...

Novara 19-21 settembre / Mi disegni un albero e forse ti dirò chi sei

Solo il disegno di un albero abbozzato sembrava sufficiente per imprigionare l’alunno/a, già dai primi giorni di scuola in una categoria precisa: introverso, estroverso, triste, allegro, forse generoso e/o probabilmente egoista. Anche se il giudizio non era assoluto, il sospetto nell’educatore “vecchia maniera”, rischiava di protrarsi oltre la terza classe elementare. Con l’aumento delle informazioni visive, qualcosa è cambiato; pare che il disegno di un albero non dipenda solo dal carattere di chi lo ritrae ma anche da influenze esterne, questo lo hanno compreso gli insegnanti e forse anche gli psicologi.  Bimbi in età prescolare, vecchi pittori, grafici affermati, illustratori professionisti, tutti hanno il potere di far vivere un albero sulla carta, a modo loro. L’ultima categoria...

Visite guidate (8) / Francesco Furini, Ila e le ninfe

La prima cosa che ho pensato davanti a questo quadro magnifico e conturbante, è stata: “a me non è mai capitata un’avventura del genere”. La seconda è stata chiedermi perché il giovanotto sembra così renitente. La terza perché porta quel cappello. Ma poi, vedendo come il giovane cerca di sfuggire, preso più da spavento che da semplice timore, ho anche pensato che chi l’aveva dipinto, dopo aver covato un desiderio simile al mio, si è messo invece nei panni del ragazzo, che prova in ogni modo di divincolarsi dall’abbraccio e dal desiderio di quei giovani corpi meravigliosi, e che è questa sua attrazione e paura che il pittore ha dipinto e che fa la bellezza dell’opera.   __title__   Il quadro, di cospicue misure (230 x 261 cm) che favoriscono un forte impatto di presenza, si...

Musei dell'Est (1) / Comunismo per turisti

Nella capitale della Repubblica ceca un Museo del comunismo esiste già dal 2001 per volontà di un giovane imprenditore americano, Glenn Spicker, laureato in relazioni internazionali, frequentatore dell’Europa fin dagli anni Ottanta, precedentemente cimentatosi con un jazz club e poi una catena di ristoranti detti Bohemia bagel. La prima sede del museo era passata alla storia, prima di ogni altra ragione, per la sua sensazionale collocazione: tra un casinò e un Mac Donald’s su una delle vie più frequentate della città, na Příkopě.   L’ingresso al primo Museo del comunismo (giugno 2008). Pareva voler sottolineare, fin dalla sua posizione topografica, l’assurdità del proprio contenuto in netto contrasto con la realtà post-socialista che la città stava affrontando. Eclatante era pure...

Scarabocchi / Kafka: una volta, sai, ero un gran disegnatore...

In una lettera a Felice del febbraio 1913 Kafka si definisce così: “gran disegnatore”, ma questo, si corregge subito, “una volta”; ora, nel momento in cui scrive, non lo è già più, il suo talento è stato irreparabilmente guastato dallo “studio convenzionale”, condotto sotto la tutela di una non meglio identificata “pittrice mediocre”. E questo suo contemporaneo attribuirsi e negarsi una qualità (nella fattispecie l'abilità nel disegno) è davvero tipico, è davvero (diciamola la parolaccia) “kafkiano”. (“Ma chi è questo Kafkian?” – ebbe a domandarsi giustamente un comico alcuni anni fa in un film di cui non ricordo più il titolo). Basterebbe rievocare celebri incipit: “Com'è cambiata la mia vita e come in fondo non è cambiata affatto” (Indagini di un cane).  Oppure il comandante che,...

Un libro di Michel Poivert / Che cosa è la fotografia contemporanea?

Il libro di Michel Poivert, La fotografia contemporanea, si potrebbe definire in continua crescita grazie anche alla dinamicità della fotografia stessa, che ha, per così dire, obbligato lo studioso ad ampliare e modificare negli anni questo testo per stare al passo con le molteplici evoluzioni del mondo fotografico. La prima edizione, per i tipi di Flammarion, risale al 2002 e si basava su soli quattro capitoli: Etica del moderno, Crisi degli utilizzi, Autorità della fotografia, Utopia documentaria. Nel 2010 l’autore aggiunge altri due capitoli: uno dedicato alla fotografia sperimentale (che indaga le ambiguità della ricezione visiva e mette in scena l’esperienza stessa del vedere fotografico) e il secondo alla staged photography, o “immagine-performance” come lui la definisce, ovvero una...

Collezioni Capitoline / Freud e i mosaici

Nel mosaico a tessere bianche e nere trovato all'ingresso della Casa del Poeta Tragico, un cane alla catena digrigna i denti. Lo scintillio degli occhi è rappresentato da tessere bianche, ma cosa rappresentano quelle che formano delle macchie chiare sul corpo dell’animale? La difficoltà interpretativa svela la convenzionalità della comunicazione: le macchie sono un codice visivo utilizzato per rappresentare la lucentezza del pelo nero (Ernst Hans Josef Gombrich, L'immagine visiva, in Le Scienze, numero 61, settembre 1973). A questa convenzione non siamo stati educati e per questa ragione, invece di un cane da guardia dal pelo nero lucente, vediamo un cane dal pelo nero macchiato di bianco, che digrigna i denti.   Mosaico raffigurante un cane con inserita la scritta CAVE CANEM (...

Galleria Borghese / Damien Hirst, Archelogy now

Fendo l’aria torrida e appiccicosa di una Roma sfinita di fine luglio e arrivo, quasi nuotando nell’aria, alla biglietteria della galleria Borghese. Il mio biglietto, acquistato diversi giorni prima, è quello del turno 17:00-19:00 con la dicitura “Galleria Borghese + Damien Hirts - Archeology Now”. In attesa che diano il via libera alla mia batteria, uno dei turnisti mi domanda: «ma lei è qui per vedere la galleria o la mostra di Hirst?». «Hirts!», rispondo con una sicurezza che non dura nemmeno il tempo della monosillabica risposta, perché, proprio quel “più” frapposto tra i due nomi, è segno che indica contemporaneamente sia una separazione/disgiunzione che una congiunzione additiva. Una prima ambiguità, o aporia, a cui si aggiunge subitanea quella del titolo ossimorico della mostra,...

Visite guidate (7) / Albrecht Dürer, “Nemesi” e “La Morte e il lanzichenecco”

Non ci sono solo i musei, i palazzi, le chiese o le mostre, che è indispensabile visitare di persona se si vuole vedere veramente le opere dei grandi e meno grandi pittori. Per una parte della loro produzione a volte bastano i libri, o, ai nostri giorni, internet. Questo vale per i disegni (non tutti: basta andare al Museo ambrosiano di Milano per avere una clamorosa smentita davanti ai cartoni preparatori di Raffaello per l’affresco La scuola di Atene, dei Palazzi Vaticani: una esperienza da togliere il fiato) e ancor più per le incisioni e le stampe in bianco e nero genere. Esse pure con varie eccezioni, come quelle dell’Arco trionfale composto di 192 xilografie, per una grandezza complessiva di 341×292 cm, eseguite sotto la direzione di Albrecht Dürer tra il 1512 e il 1515 per l’...

21 aprile 1948 - 13 agosto 2021 / Gino Strada

Un ritratto.   Guarda anche: Gabriella Giandelli, Un ritratto Marco Revelli, Gino Strada: la guerra è il male

Una mostra alla Fondation Henri Cartier-Bresson / Vedere Parigi con Eugène Atget

“La fantasticheria contemplativa liberamente divagante non si addice alla loro natura. Esse inquietano l’osservatore; egli sente che per accedervi deve cercare una strada particolare”: così Walter Benjamin parlava, nel 1939, in occasione della seconda stesura del suo testo più noto delle fotografie di Eugène Atget. Per l’osservatore odierno, nulla si è perso dell’aura enigmatica che le avvolge, complice anche la scenografia delle sale della Fondation Henri Cartier-Bresson che, in occasione della mostra ora in corso fino al 19 settembre “Eugène Atget, Voir Paris”, si presentano in una penombra favorevole alla conservazione delle delicate stampe d’epoca e alla contemplazione inquieta del loro mistero.   Parigi vista da Atget è uno dei due grandi protagonisti della mostra, Atget...