Immagini

Intervista con Simone Santilli / Immagini ai margini dello sguardo

Mentre cerco di figurarmi quali ulteriori vie possano essere percorse per comprendere le metamorfosi e i processi delle immagini, mi sovviene Karma Fails ‒ Meditation Is Visualization (2017), la performance messa in azione da The Cool Couple, dove i due artisti, con la collaborazione di alcuni fruitori delle loro opere, utilizzano la meditazione come uno strumento utile per mettere a fuoco una serie di fenomeni che solitamente sono relegati ai margini dello sguardo.  Questa opera-esperimento è interessante per questioni che sono riconducibili a una serie di analisi del neoliberalismo e del capitalismo cognitivo, alla capacità di dirottare l’attenzione, di alterare la visibilità di qualcosa o qualcuno, di comprendere le strategie delle forme di potere e di controllo più efficaci e...

Donne e fotografia / Lee Miller, Letizia Battaglia e le altre

La mattina del primo maggio 1947 Evelyn McHale sale all’ottantaseiesimo piano dell’Empire State Building e si lancia nel vuoto. Non si schianta al suolo: il suo corpo si arresta sul tetto di un’automobile, quasi intatto. Gli occhi sono chiusi, sembra addormentata; con una mano tiene la sua collana di perle. La fotografia la scatta un certo Robert Wiles, aspirante reporter, e viene pubblicata senza troppi scrupoli sulla rivista Life Magazine come Picture of the Week. È difficile staccare gli occhi da questa immagine, dove la bellezza imperturbabile della donna sembra cercare un impossibile equilibrio con il suo gesto di ribellione estrema. “Una donna che aveva fatto la storia, senza avere una storia”, dice Nadia Busato, che le dedica il suo romanzo Non sarò mai la brava moglie di...

Gallerie d'Italia / Tiepolo. Con il naso all’insù

Un pittore spia dei cannibali che arrostiscono delle teste umane. Un macaco strappa le piume a uno struzzo. Caimani, cammelli e una varietà di soggetti bizzarri si arrampicano, transitano o sostano sul cornicione del soffitto dello scalone monumentale della Würzburger Residenz. Lungo questa cornice Giambattista Tiepolo mette in scena la rappresentazione allegorica dei quattro continenti allora conosciuti.   Giambattista Tiepolo, Apollo illumina e vivifica i quattro continenti, allegoria dell’America, particolare, 1753. Würzburg, Residenz.   Giambattista Tiepolo, Apollo illumina e vivifica i quattro continenti, allegoria dell’Africa, particolare, 1753. Würzburg, Residenz. Nelle decorazioni che Tiepolo affresca, insieme a figli e aiuti, per residenze pubbliche e private, il...

Una scoperta / I libri mastri di Edward Hopper

Molti artisti americani vissuti fra l’Ottocento e la prima metà del Novecento avevano l’abitudine di tenere dei libri mastri in cui appuntavano la contabilità riguardante la compravendita delle loro opere. Tra questi anche Edward Hopper, il quale, con l’aiuto di sua moglie Josephine “Jo” Nivison, per tutta la vita ha compilato un inventario dei dipinti che uscivano dal suo studio. L’unicità di questo inventario sta nel fatto che Hopper ai semplici dati amministrativi aggiungeva schizzi, annotazioni e aneddoti sulla realizzazione delle opere. L’inventario, avviato sull’esempio del suo maestro Robert Henri e redatto su tre quaderni che coprono l’arco temporale che va dalle nozze tra Edward e Jo (1924) all’anno che precede la morte dell’artista (1966), è ora riprodotto in un volume...

Un'antologia / Racconti di fotografia: da Conan Doyle a Carver

Le fotografie, quelle stampate di una volta, avevano diverse virtù. Ma forse la più grande era la loro capacità di poter sbucare. All’improvviso, da qualche parte, in mezzo a due fogli, in un cassetto. Anche i biglietti e le lettere hanno la stessa facoltà. Ma con una differenza fondamentale: quando le foto sbucano, non puoi non vederle. Le lettere e i biglietti devi leggerli, le foto invece sbucano e sono già dentro il tuo sguardo. In quanto immagini, si imprimono nella retina prima ancora che tu voglia vederle. Semplicemente perché esistono e sono sbucate all’improvviso sotto i tuoi occhi.    Lo studio dei complessi rapporti tra letteratura e fotografia, che hanno condizionato una larga parte dell’età moderna, dovrebbe tenere presente questo aspetto primario e materiale delle...

Arte contemporanea / Luca Patella: un artista enciclopedico

Lo stile di un artista, diceva Schopenhauer, è la “fisiognomica dell’anima”: ci permette, in un certo senso, di sbirciare dentro la sua psiche. E l'arte, aggiunge Arthur Danto, è «la capacità spontanea che ha l'artista di farci vedere il suo modo di vedere il mondo». Potremmo allora dire che, attraverso la sua opera, è come se noi guardassimo la psiche dell'artista dall'esterno e il mondo dal suo interno.  Tutto ciò ha una straordinaria consonanza con l'artista a cui Elio Grazioli ha dedicato il suo ultimo libro: Luca Maria Patella disvelato (Quodlibet studio, 2020), biografia – o meglio, studio critico ordinato cronologicamente e intrecciato alla biografia – di uno dei più multiformi e inclassificabili artisti del Novecento italiano. Patella è infatti un artista per cui l’...

Gli scrittori di Van Gogh / I libri di Vincent

Libri letti   Vincent Van Gogh (1853-1890) aveva un rapporto quasi fisico con la lettura e con i libri, di cui aveva bisogno quanto il pezzo di pane. Il consiglio di Nietzsche di “masticare Madame Bovary” non gli sarebbe probabilmente dispiaciuto. In I libri di Vincent. Van Gogh e gli scrittori che lo hanno ispirato (Johan & Levi 2020, pp. 232) Mariella Guzzoni intende “tracciare un percorso visivo-concettuale e umano interno ai ‘preferiti’, in un continuo dialogo tra il suo lavoro d’artista e gli autori e gli illustratori chiave che lo hanno ispirato” (p. 16). Ripercorre così l’arco intero della vita e della produzione di Van Gogh, segnate dalle tre figure del mercante d’arte, del predicatore laico e del pittore.    Tre Van Gogh che hanno come costante la lettura e per...

Dal paleolitico alle aule scolastiche / Impronte di mani

Le pitture rupestri preistoriche suscitano stupore e interesse immutati da quando i primi uomini moderni le hanno riscoperte spingendosi a fondo negli oscuri recessi delle caverne che le custodivano e ancor oggi non cessano di interrogare le menti degli studiosi. La meraviglia per queste immagini provenienti dalla preistoria dell'umanità ha condotto a produrre un’eterogenea serie di teorie per tentare di dar ragione del motivo per cui questi nostri progenitori paleolitici avessero riempito le pareti delle caverne con immagini di animali, scene di caccia o semplici segni rivelatori della presenza umana. Teorie che si ispirano alla magia simpatica, altre basate sull'idea dell'uso sciamanico delle immagini, altre ancora che ricercavano simboli archetipici nelle pitture, quasi tutti questi...

Photographs and drawings / Il realismo magico di Paolo Ventura

Prima della chiusura degli spazi espositivi dovuta all’emergenza sanitaria da Camera – Centro italiano per la fotografia di Torino era in scena il Carousel di Paolo Ventura (Milano, 1968). Mai titolo è stato più appropriato per portare in mostra la summa della produzione artistica di Ventura: una giostra mirabolante, dai volti e dalle storie infinite e fantastiche, con l’accompagnamento di quella musichetta per bambini al confine tra la malinconia adulta delle memorie passate e il mondo onirico e dalle infinite possibilità di un fanciullo. Da una ventina d’anni Ventura è padre di storie che si dispongono in equilibrio tra la memoria storica, la fantasia, il sogno e la realtà, con un linguaggio visivo che amalgama tutto senza offrire allo spettatore la disambiguazione dei diversi piani, e...

Una carovana / Il Sassetta, Il viaggio dei Magi

C’è questa carovana che scende un pendio guidata da un asino sulla cui groppa è sdraiata una scimmietta. Si allontana da una città che sta sullo sfondo, in cima a un poggio come molti borghi toscani, circondata da mura rosate, o rosse, simili a quelle di Siena, e di Gerusalemme. Al centro della carovana tre uomini a cavallo con un’aureola attorno alla testa, uno vecchio con la barba, uno giovane e biondo e un altro presumibilmente adulto (così completano lo schema delle tre età). Prima e dopo di loro, alcuni uomini a piedi, quasi certamente servitori, e a cavallo, appartenenti al seguito e scorta armata. Il paesaggio è trattato a colori uniformi, con sfumature per suggerire gli strati delle rocce e l’ondulazione del terreno, al quale radi alberi spogli conferiscono un ritmo discreto a cui...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (5) / Sud Italia

L’Italia scopre l’Italia. Il Sud in particolare, che, nei primi anni del dopoguerra, è ancora una “Terra incognita”.  Il cinema, la fotografia, l’antropologia, il giornalismo più avvertito, diventano esercizi di conoscenza, con qualche brivido di stupore, e molti colpi allo stomaco. L’immagine del “bel paese” si sgretola, mandando in frantumi la cappa di retorica che si era andata stratificando durante il Ventennio. Ed è uno spoglio paesaggio quello che ora viene alla luce: il Sud del Paese è alla fame, frenato da un irriducibile fondo arcaico e un “paziente dolore” che resistono a ogni intenzione modernizzatrice.   Un primo atto, un gesto inaugurale: il “viaggio al principio del tempo” di Cristo si è fermato ad Eboli, il libro di Carlo Levi steso fra il ’43 e il ’44, pubblicato...

Una mappa sonora / Le voci di Valle Aurelia

1981. È l’estate rovente di Alfredino e il pozzo, dell’incidente fatale di Rino Gaetano, del matrimonio di Lady Diana e Carlo d’Inghilterra, delle diciotto reti di Roberto Pruzzo. Nella calura appiccicaticcia romana Eleonora e Liviana sistemano i panni bagnati sui fili, lo stendino è piazzato di fronte alle porte degli appartamenti nuovi di zecca, su un grande pianerottolo spoglio. Finalmente le lenzuola quest’inverno si asciugheranno per bene, l’umidità non spezzerà più le ossa.  A via di Valle Aurelia, nel complesso di case popolari di cemento grigio e rosso, centinaia di famiglie sono alle prese con la loro nuova vita. “Era una casa che volevamo tantissimo, avevamo baccajato con tutte le forze. Io con la pancia grande, in attesa della seconda figlia, stavo sempre a protestare....

Miguel Vila / Padovaland, linguaggio e paesaggio

Il percorso che Miguel Vila (Padova, 1993) propone nella sua opera d’esordio Padovaland (Canicola, collana “I Quindici”, 160 pp., 18 euro) offre uno spaccato estremamente a fuoco di quelle che sono le dinamiche interpersonali della generazione attuale, che comprende i nati degli anni ’90, (i cosiddetti millenials), la cui realtà quotidiana è permeata da un senso di smarrimento profondo. Nonostante il titolo, con un gioco di parole, rimandi ad una sorta di area geografica di fantasia, che prende il nome di Padovaland - insieme terra desolata e scintillante Luna-park - la porzione di realtà che viene raccontata è tutt’altro che “verde” e spensierata. Assume piuttosto dei tratti grotteschi, e i colori saturi e le geometrie video-ludiche delle vignette - che esasperano il piano della realtà...

Il liberty a Napoli / N'aria 'e Primmavera alle Gallerie d'Italia

Uno dei modi possibili, e meraviglioso, di conoscere Napoli, già percorse le sue piazze e le sue chiaie, frequentate le sue chiese, visitati i suoi musei e le mostre nei suoi spazi pubblici ed esplorate le sue viscere, è quello di fare un giro fra i suoi numerosissimi e opulenti palazzi nobiliari, spiandone l'intimità, o apprezzandone la destinazione divenuta pubblica, sempre in estasi di fronte alla loro magnificenza. È il caso di quello che sorge al numero 187 di via Toledo, Palazzo Zevallos Colonna Stigliano, ora sede delle Gallerie d'Italia, polo culturale e museale di Intesa Sanpaolo.  Opera dell'allora quotatissimo architetto e scultore bergamasco, naturalizzato napoletano, Cosimo Fanzago, il palazzo fu eretto fra il 1637 e 1639 su commissione di Juan de Zevallos, un facoltoso...

Gian Butturini / Social e varie inquisizioni

Ho partecipato a uno di questi dibattiti elettronici da tempo di Covid, che detesto. Avevo già detto di no a altre proposte di intervento sul tema, ma questa volta ho accettato. L’argomento era quello dell’ennesimo episodio inquisitoriale che ha investito il libro London, di Gian Butturini.  Il libro, uscito in prima edizione nel 1969, è stato recuperato grazie a Martin Parr, che ha aggiunto una prefazione alla nuova edizione inglese e gli ha fatto conferire un premio. Una ragazza ha accusato sui social Butturini, Parr, l’editore e il libro di essere un'operazione razzista. Naturalmente, soprattutto in Inghilterra, questa denuncia ha subito suscitato una quantità di approvazioni e manifestazioni che hanno indotto Parr a dimettersi dal premio e a consigliare l’editore di ritirare...

Una antologia Stile moderno / Georg Simmel e l'estetica sociale

Se, come affermava Goethe, non bisogna cercare nulla dietro i fenomeni poiché sono essi stessi la dottrina, sono gli oggetti stessi a guidare il sapere e a dettarne la forma, proprio gli aspetti materiali della cultura costituiscono per Georg Simmel (1858-1918), filosofo e sociologo tedesco, occasione di pensiero. “L’ansa del vaso diventa uno dei problemi estetici più degni di meditazione” scriverà Simmel nel 1905 nel suo saggio “di estetica” dedicato a questo elemento liminale, cerniera tra l’oggetto e la mano che ne fa uso, “inglobato nel tessuto di gesti finalizzati di cui è fatta la vita”, poiché è nell’ansa che “il vaso si affaccia in forme visibili e manifeste nel mondo della realtà […]” (p. 307). Il singolare approccio di Simmel traspare già da queste brevi citazioni: l’attenzione...

Affreschi / Cappella Sistina: racconto pittorico

Monumento della genialità dell’arte rinascimentale, la Cappella Sistina è un racconto pittorico delle varie tappe della storia dell’Umanità in prospettiva cristiana. Un progetto che prende slancio dall’atto della Creazione, attraversa narrazioni e passioni delle Storie di Mosè e di Cristo, e giunge fino all’anticipazione del Giudizio Universale. Sia per la meraviglia che si prova nel fare i primi concitati passi tra stuoli di turisti, sia per quel senso di straniante familiarità generato dagli innumerevoli riadattamenti contemporanei dei suoi capolavori, la Cappella Sistina non smette di stupire.    Dall’arte contemporanea alle immagini sul web, i capolavori di Michelangelo Buonarroti in essa contenuti sono un propulsore sia per nuove produzioni artistiche che per l’elaborazione...

San Lorenzo / Faber navalis

La forza delle immagini, più spesso di quanto si direbbe, dipende meno dalla qualità artistica che dalla scelta del soggetto. A paragone delle opere di grandi maestri della stessa epoca, il livello delle incisioni che compongono la raccolta di Giacomo Franco (Habiti d'huomeni et donne venetiane ..., Venezia 1614) è decisamente modesto. Ma l’argomento scelto per una di esse ha ben pochi confronti, e non solo nel panorama del tardo Rinascimento.      L’incisione contiene una sorta di lunga didascalia: “Questa è la porta del maraviglioso Arsenale, nel quale del continuo si fanno galere, ed altri vasselli da guerra, e questa gente che si vede è la maestranza, la quale entra la mattina ed esce fuori la sera, con bellissimo ordine”.  In altre parole, è l’uscita degli operai...

Un'intervista / Gipi e Critone: “Aldobrando, il mio lato più luminoso”

Un eroe dal cuore puro e una principessa in pericolo. Un medioevo immaginario popolato da guerrieri brutali, stregoni e inquisitori machiavellici. Aldobrando, scritto da Gipi (al secolo Gian Alfonso Pacinotti) e disegnato da Luigi Critone, è un’avventura nel senso più classico del termine, ma per il fumettista pisano è anche un ritorno alla fantasia, dopo tanta realtà anche tormentata (come quella raccontata nel 2019 in Momenti straordinari con applausi finti). Ed è anche una prima volta: la prima volta di Gipi come sceneggiatore “puro”, la prima volta alle prese con una storia di totale fantasia. Per affrontare la prova, Gipi si è scelto come scudiero un amico, oltre che un disegnatore dal talento cristallino: Luigi Critone, fumettista italiano da tempo attivo in Francia. Insieme hanno...

David Campany / Sulle fotografie: immagini indisciplinate

Quando era un giovane studente David Campany, oggi critico, scrittore, artista e docente, ebbe la ventura di trascorrere un pomeriggio con Susan Sontag. Durante la conversazione l’autrice del celebrato volume Sulla fotografia apparso negli anni Settanta gli chiese a bruciapelo: “Che cos’è che ti preoccupa dei miei scritti sulla fotografia?”. Campany le rispose che a suo avviso il libro non parla a sufficienza di nessuna immagine in particolare. Al che la scrittrice americana gli replicò: “È vero. Il mio libro riguarda più la fotografia come fenomeno artistico e sociale”. Poi con quel sorriso, che le era tipico, aggiunse: “Forse un giorno sarai tu a scrivere un libro intitolato Sulle fotografie”. L’aneddoto è raccontato da Campany alla fine della prefazione al suo volume che reca il titolo...

La riscoperta di un capolavoro / Il polittico Griffoni

Avrebbe dovuto aprire il 12 marzo 2020 la mostra dedicata alla ricostruzione del Polittico Griffoni, curata da Mauro Natale e Cecilia Cavalca, ospitata nelle sale di palazzo Fava a Bologna; ma solo a giugno i primi, timidi, visitatori si sono affacciati con mascherina e prenotazione obbligatoria, dopo che tutte le nostre abitudini, compresa quella di visitare un museo, erano state sconvolte dalla pandemia da Covid19 e dal lockdown.  Non è visitabile, ma possiamo sperare che lo diventerà, perché si tratta di un’occasione unica di ricomposizione dei pannelli superstiti del polittico, da tempo dispersi in nove musei in seguito a travagliate vicende collezionistiche. Eseguito fra il 1470 e il 1472 per la sesta cappella sulla navata di sinistra della basilica di San Petronio a Bologna, il...

Cultura visuale di Michele Cometa / Leggere le immagini

Mi ha colpito un’osservazione di Bredekamp, non ci avevo mai pensato: parlando della bandiera americana posta sul volto della statua abbattuta di Saddam Hussein, a un certo punto, scrive: «Celare il volto della statua equivaleva a metterle la fascia usata durante le esecuzioni capitali per coprire gli occhi del condannato: non per risparmiare a lui la vista, bensì per risparmiare ai tiratori la vista del suo sguardo. I soldati agirono secondo questo modello autoprotettivo» (Horst Bredekamp, Immagini che ci guardano. Teoria dell’atto iconico, trad. it. di Simone Buttazzi, Raffaello Cortina, Milano 2015). Pensavo che la fascia sugli occhi del condannato fosse appunto un gesto, per così dire, umanitario; si tratta invece di evitare lo sguardo dell’uomo che uccidi. Mi sembra questa una delle...