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Grecia

(43 risultati)

Oracoli, santuari e altri prodigi

Un libro davvero particolare (Dino Baldi, Marina Ballo Charmet, Oracoli, santuari e altri prodigi. Sopralluoghi in Grecia, Humboldt Books/Quodlibet), sia per il testo che per le immagini, e naturalmente per il loro rapporto, visto che i due autori, Dino Baldi per il testo e Marina Ballo Charmet per le fotografie, hanno fatto sì il viaggio insieme, ma la fotografa non si è data pena di accompagnare il testo e si è ritagliata uno spazio a sé. Due lavori autonomi dunque, quello di Baldi e di Ballo Charmet, anche se legati da una sicura sintonia.     Per il testo richiamiamo solo questa dichiarazione d’apertura perché ha a che fare con l’immagine: "Non credo serva a niente, oggi, andare in Grecia con gli occhi del vigoroso esploratore dell’Ottocento nutrito di buone letture, o dello stanco profugo del Novecento in cerca di una via di fuga dall’orrore. Sono tutte immagini che, decantate e addomesticate, sono scese sulla rètina del viaggiatore moderno a formare un velo opaco che rende ogni cosa immobile e uguale a sé stessa, e tutta la Grecia una lezione al mondo. Preferirei invece che...

Peer-to-Peer e marxismo

Pubblichiamo un’intervista, realizzata da Jean Lievens, sul rapporto tra P2P e Marxismo. Il fondatore della Fondazione per le Alternative Peer-to-Peer, Michel Bauwens, descrive l’ascesa del modo di produzione P2P e dei nuovi processi politici che possono nascerne.   Tutti conosciamo esempi di P2P nel campo immateriale: Linux, Wikipedia, Arduino. Puoi darci degli esempi di P2P nel mondo ‘reale’, materiale, ad esempio nel campo della produzione?   Arduino è già un esempio che tocca la produzione materiale poiché le schede madri progettare collaborativamente sono prodotte e vendute sul mercato da imprese che usano il marchio Arduino. Un caso che mi piace davvero è il Nutrient Dense Project [Progetto per l’Alta Densità di Nutrienti], una rete collaborativa di ricerca di agricoltori e di scienziati urbani che utilizza direttamente la ricerca sui nutrienti nella propria produzione immediata. Una delle aree più eccitanti è probabilmente quella delle cosiddette automobili open-source, come la Rallye Motor e il veicolo d’assalto della marina XC2V finanziato dalla Darpa, quest...

Le lacrime del servizio pubblico greco

Su El Pais giovedì è apparsa una foto. Ritrae un tecnico donna al mixer video. Il tecnico si sta asciugando le lacrime. Piange la chiusura della sua televisione. E' una foto che non può non commuovere e infatti è diventata subito virale in Rete. Ma questa immagine è ideologica, come tutte le narrazioni che in questi giorni si sono costruite attorno alla notizia della chiusura del servizio pubblico greco.     L'immagine della donna in lacrime ha due letture entrambe possibili. La prima è una lettura liberista: quella donna piange per colpa dei dirigenti pubblici incapaci di amministrare in maniera efficiente un bene comune. In tempi di crisi non si possono più sostenere sprechi simili. La seconda lettura è invece più socialista: quella donna piange per colpa delle politiche di austerità imposte dall'Europa alla Grecia: il taglio della spesa pubblica. Quali delle due letture è quella giusta? Probabilmente nessuna delle due. Vorrei provare a rimettere in discussione le retoriche attorno a questa notizia. La chiusura della radio-tv greca è l'occasione per tornare...

Bob Wilson. Odyssey

Un poema epico antico, un regista americano, un drammaturgo inglese e una compagnia di attori greci. Gli ingredienti della ricetta Odyssey paiono, almeno sulla carta, piuttosto contraddittori e dissonanti.   L’esito della coproduzione tra il Piccolo e il Teatro Nazionale di Atene è invece uno spettacolo armonioso e unitario: Bob Wilson si mostra capace di amalgamare e fondere ogni aspetto, trasformando in punti di forza tutti i potenziali limiti. Primo tra tutti, una lingua largamente ignorata come il greco moderno: non pochi spettatori storcono il naso all’idea di dover seguire tre ore di spettacolo con uno sguardo costante ai sovratitoli. Eppure il suono delle voci avvolge il pubblico con dolcezza, i noti nomi odissiaci acquisiscono una sonorità misteriosa e arcaica, e l’ascolto di una lingua sconosciuta non pare più così ostico. Forse non è dettaglio privo di importanza che il greco sia estraneo anche allo stesso regista: Wilson sembra dirigere la straordinaria squadra di interpreti come un’orchestra, puntando tutto sulla musicalità delle voci. La musica è del resto contributo non secondario all...

La sinistra al mento

Due manifesti elettorali per le elezioni politiche nazionali e per quelle in Lombardia, e due atteggiamenti – almeno a prima vista – identici: se si accostano le immagini scelte per la campagna di Bersani e per quella di Ambrosoli, salta agli occhi l’analoga impaginazione che privilegia prima di tutto il volto. È come se Bersani si fosse improvvisamente girato verso di noi per intercettare il nostro sguardo;     Ambrosoli, invece, si è messo proprio di fronte, e dunque tutti e due i candidati ci guardano negli occhi. Soluzione inevitabile in un manifesto elettorale, perché da sempre lo sguardo diretto verso lo spettatore è quello che consente un contatto immediato tra chi osserva e chi è osservato. Ma le analogie non finiscono qui. È vero che il segretario del PD sembra indossare la giacca (e forse la cravatta) e che Ambrosoli porta invece un maglioncino con camicia appena sbottonata, ma è l’atteggiamento della mano ciò che accomuna le due fotografie, al punto che viene da chiedersi se questa somiglianza sia solo casuale.     Detto altrimenti: sono i due politici...

La poesia di Atene

Bermuda e sandali, la quarantina rasserenata, Massimiliano Damaggio mi aspetta all’aeroporto, cartello in mano. Poeta, ha pubblicato a febbraio un’antologia presso le Edizioni Ensemble. Ma la sua vita da tre anni è di nuovo ad Atene, dopo esser stato qui a lungo negli anni '90.   L’economia allora andava benissimo: “Quando sono venuto qui per la prima volta - mi spiega subito - mi sono detto che avevo trovato un paese normale. Pochi supermercati, niente botteghe standardizzate. La vita era semplice ma molto bella. Tutto questo è cambiato velocemente, e poi tutto è crollato. I greci non hanno industria. Ma hanno avuto voglia di consumare, come tutti”.     Da qualche settimana, i fornitori stranieri dell’azienda francese per cui lavora non vogliono più fare credito, hanno paura del ritorno alla dracma. “Volevano farmi tornare a Milano, un lavoro ben pagato, ma ho detto di no. I poeti lì mi danno fastidio, si danno delle arie. Lì, ti chiedono subito che cosa fai di mestiere e poi anche quanto prendi”. Al semaforo, una ragazza ci dà l’edizione locale...

In mezzo alle terre / Betweenlands

Nel corso del 2011 abbiamo visto un Mediterraneo protagonista e spettatore di un’energia collettiva univoca all’interno di un’area da sempre considerata culla della cultura. Un’energia che partendo dalla sponda araba ha generato un profondo cambiamento riverberato fino alle porte dell’Europa. Un’energia che ha sconvolto e coinvolto diversi paesi in cerca di un’identità nuova e cosciente: dalla Tunisia, passando per l’Egitto e fino alla Libia, giungendo come un’eco a Lampedusa e in Grecia. Unico comun denominatore: la piazza, la folla, la colle ttività.La partecipazione. La libertà. Betweenlands è un progetto di Loris Savino e Marco Di Noia che racconta tutto questo: il rinnovato sentimento di coscienza, di dignità, di responsabilità che si è esteso da un paese all’altro, da una sponda all’altra del Mediterraneo. Il racconto parte dagli attori di questo cambiamento: le persone, le loro voci, i loro visi, le loro necessità e motivazioni. Persone che hanno avuto il coraggio e la coscienza di dire basta ai regimi e alla mancanza di libertà, che...

Pregiudizi o conoscenza, per risanare l’Italia?

Leggo in questi giorni: “l’evasione fiscale in Italia raggiunge il 18% del Pil e colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria internazionale dopo la Grecia. Ad affermarlo è il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, durante un’audizione in commissione finanze del Senato”. Il dato si aggiunge ai tanti del bloc-notes che immagino riempito d’appunti da chi in questi giorni tenta una strategia economica per risollevare le sorti del Paese. In clima di riassesto, mentre i leader internazionali si dicono rassicurati dal nuovo governo italiano, la fiducia fa proseliti tra istituzioni e cittadini: Istituto sondaggi Piepoli, “un italiano su due si fida di Monti”; Vaticano, “una bella squadra”; Merkel, “l’Europa ha bisogno di Monti”; Berlusconi, “siamo in buone mani” (sic!, perché prima no?), salvo poi a ripensarci per tornare ai soliti temi d’interesse generale: “quella delle intercettazioni è una vergogna”.   Ma nel paese delle scenate in piazza (così almeno lo vedeva E. M. Foster nelle pagine del suo A Room with a View...

Vedi alla voce Tradimento

Caduto (o quasi) martedì scorso il governo, il Presidente del Consiglio si è soffermato a lungo in Parlamento a individuare i nomi di coloro che gli hanno sfilato da sotto la poltrona: i traditori. I giornali vicini a Berlusconi hanno anticipato, rilanciato e amplificato la parola, corredandola di biografie esplicative. Ma che cosa indica precisamente il termine tradimento? L’etimologia, che copriva una variegata area di significati, si è poi ristretta, nel corso della storia, ad alcune accezioni negative derivanti dall’ambito scritturale e militare.   Il verbo latino trado spaziava infatti tra vendere, raccontare, comandare ed affidare, secondo molteplici accezioni, sempre contenendo l’idea di passaggio data dal prefisso trans. Ad imporsi fu poi il significato di consegna (di una città, di armi o amici) durante un conflitto e certamente attraverso il dolo, come nell’uso del verbo in questione nei Vangeli ad indicare la consegna di Gesù da parte di Giuda (Luca, 22, 4). Ciò segnala che il tradimento si dà quando viene violato un patto di fedeltà o di lealtà, esplicito o implicito (e di...

Dopo la rivolta

Lei ha di recente pubblicato un libro, La rivolta (Cronopio), tradotto immediatamente anche in Francia, in cui ipotizza che l’età delle rivoluzioni abbia lasciato il posto a quella delle rivolte. Le pare che gli avvenimenti degli ultimi anni e soprattutto mesi le diano ragione, dalle banlieue ad Atene, da Londra a Roma?   Naturalmente ogni rivolta esprime una propria peculiarità con elementi differenti che non vanno minimizzati. Premesso ciò, credo sia possibile individuare un filo rosso che lega le rivolte che stanno ciclicamente infrangendo la normale esistenza del mondo. Si tratta, per dirla in breve, di un rifiuto politico della politica che emerge con il collasso dei tradizionali centri di governo dell’esistenza ed il fallimento sociale dell’architettura neo-liberale. Il contagio delle rivolte, la loro diffusione a catena, il tratto esemplare che ognuna di esse esprime, mi sembra confermare il carattere politico di queste insorgenze. Nel volume cui lei fa riferimento, in questo senso, cerco di pensare un fondamento onto-antropologico delle rivolte: il declino complessivo del progetto politico moderno, lascerebbe spazio alla...

Lega a Berlino

Anche attraverso la buona alimentazione, le buone cure, noi uomini possiamo aumentare di poco la nostra statura. Ma abbiamo inventato il prestigio. Chi sale sulle spalle di un altro impressiona. Per istinto – quello per cui l’animale china la testa di fronte al maschio alfa – rispettiamo chi è più alto. Ciò vale anche in economia: il suo primo fattore è l’inconscio collettivo, che include gli impulsi non consapevoli né razionali della società. Niente è più solido di lui: neppure un metallo. Niente vale più di lui: neppure l’oro. Per lungo tempo la valuta della economia più forte – il Re Dollaro – è rimasta seduta sull’oro. Poi, 40 anni fa, Nixon abolì la convertibilità del dollaro in oro. Da quel momento il dollaro sedette sulle spalle di se stesso. Conservò la sua alta statura come il Barone di Münchausen che, dice la fiaba, riusciva ad alzarsi prendendosi per i capelli e tirandosi su. Così ha agito il prestigio dell’economia americana nel suo insieme. Quando le autorità europee decisero la creazione dell...

L’antica eccezione della pirateria

Nel quarto libro del dialogo platonico Le leggi l’ospite ateniese, discorrendo con Chinia di Creta e ricordando i tributi anticamente versati dagli abitanti dell’Attica a Minosse, dotato di una potente flotta, all’improvviso si lascia andare a un’invettiva contro la guerra marina: “E, è certo, sarebbe stata cosa utile a loro perdere ancora molte volte sette fanciulli prima di avvezzarsi, divenuti marinai da fanti e solidi opliti che erano, a sbarcare di frequente e poi lestamente a fuggir di nuovo correndo sulle navi, senza ritenere di commettere alcuna azione vile non osando di morire resistendo sul posto ai nemici accorrenti e l’aver invece sempre pronte scuse fittizie per giustificare l’abbandono delle armi da parte loro e le fughe fuggite, secondo loro, non vergognosamente”.   La contrapposizione tra l’oplita terrestre che combatte a viso aperto senza retrocedere e l’oplita di marina che sbarca sulla riva ed è sempre pronto a riprendere il largo è dunque netta. Più avanti viene supportata da un passo omerico in cui Ulisse rimbrotta Agamennone che offre ai guerrieri la vista...

Lamezia Terme, 5 maggio 2011

E invece Aristofane lo faccio aspettare ancora. Perché è successa una cosa davvero molto brutta. Sono entrati di notte dentro Palazzo Panariti, dove teniamo gli incontri di Capusutta, hanno sfasciato porte e finestre. Ladri? Ma non c’era niente da rubare, il palazzo è ancora vuoto, appena inaugurato, non ci sono attrezzature, solo due piccoli monitor per la sorveglianza. Dei balordi, può essere. E se fosse invece un brutto segno, una specie di intimidazione? Contro chi? Ci nascono strani pensieri in testa, che vorremmo ricacciare indietro.   Speriamo che non siano segnali contro Tano Grasso e il suo irruento procedere a cercare di portare novità nella cultura cittadina. In effetti non c’è un’aria rassicurante in giro: sembra da certi discorsi - sembra, ripeto - che qualcuno remi decisamente contro. “È che il teatro di ricerca qua non funziona!”, “che prima di voi c’erano altre esperienze di laboratorio teatrale, mica era il deserto!”, e argomentazioni simili. Che bisogno c’era di ricorrere a Ravenna e a Napoli, in sostanza. E in effetti, a parte le porte sfasciate, c...

Il tradimento e la congiura

Specie nei periodi più turbolenti della società capitolina quali il passaggio tra monarchia e repubblica, nel travaglio delle guerre civili o durante i più bui anni dell’impero, pullulano per la verità figure di traditori interne al mondo romano e tratteggiate dai propri storici. Il giudizio degli scrittori si fa allora sferzante perché costoro sono degeneri rispetto all’essenza stessa del genus nazionale o, potremmo dire, ne mettono a nudo la notevole quota di costruzione ideologica. La loro colpa più grave è di attentare all’integrità dello stato gettando i semi della discordia civile, per futili o viziosi moventi personali, siano essi l’orgoglio (Coriolano secondo Plutarco) o un’annosa dissolutezza (il Catilina di Sallustio e di Cicerone). Tacito, dalla sua particolare prospettiva di classe, colpisce soprattutto gli imperatori che vogliono conservare il comando, il loro corrotto entourage, i sottoposti avidi di riconoscimenti, sempre pronti ad oscure e sediziose trame per sbarazzarsi dei superiori e dei rivali, degli amici, e dei familiari per appropriarsi del potere con la congiura....

Una lunga storia in brevi esempi

Quelli che seguono sono gli elementi del raid che ci hanno offerto mito e storia greci. I protagonisti formano un gruppo ristretto, dotato di caratteri eccezionali che li rendono diversi dagli uomini o dai combattenti comuni. Talvolta il gruppo, alcuni suoi componenti o anche uno solo, che in genere sono giovani, subiscono un mutamento nel corso dell’azione. Si tratta di un’iniziazione violenta e unica poiché la narrazione del raid rappresenta un’esperienza fondante ed irripetibile. Questa consiste essenzialmente nell’entrare ed uscire dal campo nemico. Il rientro alla base costituisce di solito la riuscita dell’azione, che tuttavia, pur essendo vincente, talvolta coincide con la morte di parte o di tutto il gruppo. Abbiamo registrato tre tipologie fondamentali di raid con alcune varianti al loro interno. La sottrazione del bene, materiale o umano, spontanea o guidata da un potere superiore; in questo caso soltanto il rientro garantisce la riuscita del raid. Il danneggiamento del bene, materiale o umano, ugualmente spontaneo o guidato da un potere superiore; qui la morte dei protagonisti potrebbe portare lo stesso al compimento della missione...

Ritorni e sopravvivenze: peltasti e cripti

Demostene nel 426 a.C. guida la spedizione ateniese per la conquista dell’Etolia, una regione montuosa posta nella Grecia centro occidentale, per lungo tempo ai margini del grande sviluppo delle poleis. Così Tucidide racconta il primo scontro nel III libro (97.2) de Le storie:“avanza verso Egitio, l’assale e la piglia a viva forza. Gli abitanti infatti erano fuggiti e si erano posti sui colli che dominavano la città: questa si trovava in luoghi montagnosi a circa ottanta stadi dal mare. Ma gli Etoli che erano già accorsi in aiuto di Egitio, scendendo dai colli, chi da una parte chi dall’altra, attaccavano e saettavano gli Ateniesi; e quando l’esercito ateniese attaccava, si ritiravano, quando quello si ritirava, incalzavano. E a lungo durò una tale battaglia di inseguimenti e di ritirate, ed in entrambi i casi gli Ateniesi avevano la peggio”.   Gli Etoli, “gente armata alla leggera” (III,98.1), veniva respinta dagli arcieri che scortavano la falange ma, una volta stancati e scompigliati questi, si materializza la rotta degli Ateniesi, con i nemici “veloci nella corsa ed armati alla leggera...

Il trionfo della falange

La guerra arcaica in Grecia esaltava, nell’ambito del conflitto in campo aperto, lo scontro basato sulla forza e la destrezza individuali, che trova nel raid una piega nascosta, anche psicologicamente notturna, frequentata da pochi con qualità di areté, ma pure di metis ed apaté. L’evoluzione successiva delle poleis sembra superare tale concezione cancellando addirittura il raid. Lo spazio diventa necessariamente un terreno largo e pianeggiante, stabilito in precedenza dal comune accordo dei contendenti. Una piana riquadrata in una serie di blocchetti accostati strettamente che, in una vertigine di orizzontalità, incidono lo spazio fronteggiandosi con perfetto equilibrio. Ciò nell’avanzata primavera o nella piena estate, con un tremolante velo di caligine meridiana che divide e nel contempo unisce la specularità incantata dei due eserciti. L’irreale silenzio e poi lo strepito, il clangore dell’impatto frontale. Lo schieramento è fisso su linee parallele e ranghi serrati. Fanteria pesante, ma allenata nel disarticolarsi e ricomporsi dalle colonne in marcia alle otto per il combattimento, che...

Correre

Nel suo libro dedicato alla corsa e intitolato L'arte di correre Haruki Murakami racconta un suo viaggio in Grecia nel lontano 1983. “Nel giugno di quell' anno – scrive – corsi da solo da Atene a Maratona”.   Tutto nasce dalla tipica richiesta da parte di una rivista di annotare le impressioni di uno scrittore sulla Grecia, in particolare sui monumenti classici. “La Grecia, però, – precisa ancora Murakami – non è solo la patria del Partenone, ma anche quella di tutti i corridori, per chi corre Maratona è un luogo sacro”. Il resoconto del viaggio diventa allora imprescindibile dalla necessità di correre – con un percorso inverso a quello del percorso tradizionale – da Atene a Maratona. È la scelta di conoscere un paese calpestando la sua terra con il peso del corpo, il piombo delle gambe. Alle comodità del turista intellettuale Murakami oppone una sfida che ha come nemici il caldo, la polvere, la fatica e la sete, rispetta l'impegno preso e mantenuto con se stesso di correre senza trucchi, senza sconti, sognando una birra ghiacciata.   L'unica...

Il raid omerico: l'impresa

Ecco che i due eroi della metis, una volta rivestiti delle adeguate protezioni, s’inoltrano “per la notte oscura” (v.384), nel campo – “atra laguna” (v.386) – cosparso di armi e di cadaveri, seguendo il segno di Atena, cioè un airone che li guida ciechi con il suo “strido” (v.355). Ci troviamo ormai sul terreno accidentato del raid, “un mondo fluttuante, sempre oscillante” in cui “procedere per vie traverse”, per usare ancora le parole di Vernant, dove necessita “un’intelligenza così elastica e ritorta da poterla piegare in tutti i sensi, un’andatura così curva da aprirsi contemporaneamente a tutte le direzioni”. Alla dea Ulisse, felice del ben augurante aiuto, eleva una preghiera. Omero abbandona lì per un momento i Greci, in quella brumosa terra di morti, e con un audace controcampo ci proietta sul lato opposto del luogo di mezzo. Nel campo troiano per l’appunto, dove si sta svolgendo, guidata da Ettore, una speculare riunione tra comandanti; anch’egli si mostra assetato di notizie sul nemico, evidentemente vitali in un momento cos...