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Philippe Ariès

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Un libro di Asher Colombo / La solitudine di chi resta

A partire da febbraio 2020, a causa del repentino inizio della pandemia da Covid-19, sono aumentate in maniera esponenziale le riflessioni – sulle pagine dei quotidiani, durante le trasmissioni radiofoniche, nei convegni universitari, ecc. – relative al modo di intendere, di affrontare e di vivere la mortalità propria e delle persone amate, tanto da un punto di vista prettamente individuale quanto da uno più collettivo. Per un anno intero abbiamo messo in relazione le analisi dei comportamenti dei cittadini, sottoposti al rischio del contagio e dunque costretti a un isolamento casalingo forzato, con la loro specifica consapevolezza – acquisita man mano – del legame vigente tra la vita e la morte. È innegabile, per esempio, l’incidenza della decennale rimozione sociale e culturale della morte sugli atteggiamenti più irrazionali che abbiamo avuto modo di osservare durante gli ultimi mesi: da una parte, l’esasperazione patologica dell’autoisolamento che, nei fatti, si è tradotta in un autentico terrore di uscire di casa e dall’altra, viceversa, una baldanzosa esposizione del proprio scetticismo nei confronti delle regole imposte, la quale spesso è sfociata in un deleterio...

Sciascia Trenta / Cruciverba

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto. La letteratura come fonte di conoscenza del mondo intorno a noi e di noi stessi. De te fabula narratur.   Non è certo il libro più noto di Sciascia. Però l’autore assicurava (nella quarta di copertina dell’edizione originale, Einaudi 1983) che scrivere alcuni dei saggi di cui si compone questa raccolta, la sua terza del genere, gli era costato un impegno sicuramente non inferiore a quello...

Il web ci insegna a conviverci? / La morte si fa social

Diversi autori, a cominciare da Norbert Elias e Philippe Ariès, hanno sostenuto che prima che emergesse la nozione di individuo, e cioè all’incirca fino all’Alto Medioevo, la morte non era vissuta come un evento così drammatico come oggi. Non a caso fino al XV secolo esisteva ancora la Danza della Morte, grande festa egualitaria e collettiva in cui re, aristocratici, vescovi, borghesi e plebei erano uguali davanti alla morte. È infatti nel secolo successivo che questa dimensione festosa e gioiosa della morte si è ridimensionata sino a scomparire. Ciò è accaduto, come ha affermato Jean Baudrillard nel volume Lo scambio simbolico e la morte, «con la Controriforma e i giochi funebri e ossessivi del Barocco, ma soprattutto con il protestantesimo che, individualizzando le coscienze davanti a Dio, disinvestendo il cerimoniale collettivo, accelera il processo d’angoscia individuale della morte. È da esso inoltre che sorgerà l’immensa impresa moderna di scongiuro della morte: l’etica dell’accumulazione e della produzione materiale, la santificazione mediante l’investimento, il lavoro e il profitto che si chiama comunemente lo “spirito del capitalismo” (Max Weber)» (p. 160).   ...

Dalla "scoperta dell'infanzia" all'infanzia oggi / Pedofilia

Confesso di aver paura di scrivere o parlare di pedofilia – oggi, è come attraversare un campo minato. Il vespaio provocato dal romanzo di Walter Siti, Bruciare tutto, il cui protagonista è un prete che desidera i bambini ma casto, mostra bene che la pedofilia tocca certi nostri nervi scoperti. Siti in un’intervista (“Il caso Siti”, La Repubblica, 20 aprile 2017) si è sbagliato quando ha detto che desiderare i bambini senza farci nulla non è reato. Invece, si incrimina qualcuno anche solamente per aver visitato siti pedopornografici. Non solo gli atti pedofili, ma il desiderio pedofilo in sé oggi è criminalizzato. Come il decimo comandamento, il solo che proibisca un desiderio – dei beni altrui, compresa la donna altrui.   Anni fa una rivista di psicoanalisi mi chiese un intervento sulla pedofilia, e io scrissi un saggio in cui esaminavo alcuni casi di pedofilia presi dalla letteratura clinica. Con mia sorpresa il saggio fu rifiutato; il compianto amico Pietro Barcellona, membro della redazione, mi disse che quel mio scritto era apparso una lancia spezzata a favore dei pedofili. Caddi dalle nuvole. Il mio pezzo, almeno così credevo, era un’analisi scientifica, cioè distaccata...