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Premio Ubu

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A che punto è la scena? / Premi Ubu, politiche e mondi possibili

Fine dell’anno. Tempo di bilanci. Anche nel periodo che stiamo vivendo, stretto fra l’impossibilità della rimozione di quanto accaduto e l’altrettanto comprensibile esigenza di andare avanti; nel permanere di uno schiacciamento sul presente che impedisce di affrontare un passato ancora in fase di elaborazione e però, perciò, pure di costruire un domani possibile.  Sarà rischioso, tendenzioso, vano, ma è un esercizio di analisi dell’accaduto – e, perciò, anche un po’ di immaginazione del futuro – quanto mai necessario. Anche perché a fine anno si affastellano occasioni di questo tipo, fuori e dentro casa, in teatro come altrove: dall’orizzonte imminente della domanda ministeriale per il nuovo triennio Fus, all’ormai fittissima moltiplicazione di premi che in Italia costella la chiusura dell’anno solare. Fra questi, il più storico e forse celebre: il Premio Ubu voluto da Franco Quadri, la cui 43a edizione, doppia stagione 2020-21, si è svolta il 13 dicembre al Cocoricò di Riccione e in diretta su Radio3.    La squadra di Politico poetico del Teatro dell’Argine di S. Lazzaro di Savena (BO). Che senso ha, dopo anni come questi – trafitti da difficoltà...

Materiali per una tragedia tedesca / Un serial teatrale di Tarantino-Arcuri

“Il futuro di un manipolo di giovani disperati e senza più futuro contro il passato di un uomo il cui passato è stato soppresso nel profondo del cuore della stessa Germania”. È qui che si situa Materiali per una tragedia tedesca di Antonio Tarantino diretto da Fabrizio Arcuri e prodotto dal CSS di Udine: in un luogo storico, politico, culturale schiacciato fra la seconda guerra mondiale e gli anni del “boom”, fra ricostruzione e contestazione, fra le azioni della Baader-Meinhof (o, meglio, RAF, Rote Armee Fraktion) che sconvolsero la Germania Ovest e il potere stesso del Paese (rappresentato nella battuta di Andreas Baader messa in apertura dalla figura di Hanns-Martin Schleyer, industriale in vista del Paese con un passato nelle SS che fu rapito e ucciso dalla RAF in uno dei momenti più caldi e atroci della vicenda).       L'apice della tragedia – su cui si concentrano i Materiali – si svolge in pochi, pochissimi mesi (circa un anno e mezzo): dall'inquietante suicidio in carcere di Ulrike Meinhof (maggio '76) ai momenti finali della detenzione degli esponenti della RAF nel tristemente celebre carcere di massima sicurezza di Stannheim (Meinhof e Baader, con Gudrun...