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Re Lear

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3 febbraio 1909 - 3 febbraio 2022 / Simone Weil: l'ombra e la grazia

«Twice or thrice had I loved thee/Before I knew thy face or name» (J. Donne, Air and angels)   Simone Weil fu visitata da un angelo. Accadde durante la Settimana Santa a Solesmes nel 1938, l’anno che per molti segna l’inizio dell’esperienza mistica di Weil e la sua conversione al cattolicesimo. Nella lettera che scrisse a Padre Joseph-Marie Perrin raccontandogli l’incontro, Weil ricorda questo messaggero divino in termini febbrili: per primo le aveva mostrato la «virtù soprannaturale dei sacramenti», trafiggendola con «lo splendore veramente angelico di cui pareva rivestito dopo essersi comunicato». È difficile non immaginarlo avvolto in un manto di luce, il capo cinto da un’aureola di stelle. «Il caso – preferisco sempre dire caso anziché Provvidenza – fece di lui, per me, un vero messaggero», dice senza nascondere l’amore e la gratitudine che prova per lui. Nella sua Vita di Simone Weil (Adelphi, 1994) Simone Pétrement sostiene che questo angel boy – così lo chiamava Weil – si chiamasse John Vernon, ma i dettagli sono incerti. La stessa Pétrement ricorda chiaramente solo una cosa: le «parlò dell’angel boy e della luce che emanava dal suo volto».    La sua...

Alla Scala di Milano / Macbeth: un capolavoro di frontiera

Il primo incontro di Verdi con Shakespeare ha una storia singolare, per molti aspetti unica. L’idea del Macbeth, l’opera che il 7 dicembre inaugura la stagione della Scala, nacque durante l’estate del 1846, dopo il debutto primaverile di Attila alla Fenice di Venezia. In laguna Verdi si era ammalato di una “febbre gastrica” durata varie settimane e il medico gli aveva prescritto sei mesi di riposo, esortandolo a trascorrere un periodo alle Terme di Recoaro, per “passare le acque”. Nel pieno dei cosiddetti “anni di galera” – contrassegnati da un attivismo frenetico e da condizioni produttive sempre al limite – il musicista decise di seguire scrupolosamente la prescrizione, anche se una simile pausa rischiava di avere conseguenze sulla sua carriera. Con il senno di poi, una scelta vincente.   Trovatosi nelle condizioni di pensare a un’opera con calma e in profondità, come fino a quel momento non gli era mai accaduto, Verdi avrebbe realizzato un “unicum” non solo rispetto alla sua produzione precedente, ma nell’intero suo catalogo. Un dramma musicale sempre prediletto e difeso dai detrattori. E infatti, diciott’anni dopo il debutto (Firenze, Teatro della Pergola, 14 marzo 1847...

Il corpo dell’antropocene / Appunti di Neoecologia

Che la nostra azione abbia modificato l’ambiente è chiaro a tutti, ma la forma che gli abbiamo dato, influenza noi e i nostri corpi? Pare proprio di sì e non solo, determina anche i comportamenti. Ci sono studi che dimostrano che l’inquinamento dell’aria è strettamente correlato al crimine, tanto che si sono sviluppati modelli di previsione di omicidi e furti a partire dalla qualità dell’aria di una città.   Come ha cambiato l’Antropocene il nostro corpo è quello che si è chiesto Vybarr Cregan-Reid, docente di Environmental Humanities alla University of Kent at Canterbury, nel suo Il corpo dell’Antropocene, uscito per Codice Edizioni nel febbraio 2020. Le sequenze di DNA che programmano il nostro corpo sono simili a un testo teatrale, seguono un copione, ma il risultato dipende dal contesto ambientale in cui le istruzioni vengono eseguite. Per circa 2 milioni di anni il tipo di lavoro svolto dal nostro corpo è rimasto pressoché lo stesso, poi qualcosa è cambiato e Cregan-Reid propone quattro grandi punti di svolta da quando la nostra specie è comparsa. Il primo e più importante, è il passaggio dallo stile di vita mobile a quello sedentario avvenuto con l’agricoltura circa 12....

Rapporti di lavoro / I robot avranno sempre bisogno di noi

Quello che dobbiamo aspettarci da una filosofia della forza lavoro non è la rivolta degli androidi assassini, né la sostituzione del lavoro da parte degli algoritmi, ma una rivoluzione nel nostro rapporto con le macchine e con noi stessi. Da qui passa il potere, da qui passa l’alternativa.    ***   Agli ingegneri della Silicon Valley, e a quelli del Pentagono, piace la fantascienza. Questo genere letterario, e cinematografico, ha la capacità di anticipare l’esistenza dei dispositivi digitali che governano la nostra vita cinquant’anni prima che siano commercializzati. Mother è il super-computer che esegue la volontà della multinazionale che ha deciso di portare sulla terra un’arma di distruzione di massa come Alien. La stentorea, e angosciante, voce femminile inventata da Ridley Scott nel 1979, è simile a Google Home, il potente speaker e assistente vocale che suona la musica che vogliamo in cucina o in bagno, chiama i nostri amici, controlla il riscaldamento, accende il forno, risponde alle nostre domande.     Nel primo Alien, Sigourney Weaver programma la distruzione del Nostromo. Potremmo fare anche noi la stessa cosa, ma per una ragione diversa dal...

Il consigliere

Con Il royal baby (Rizzoli 2015) Giuliano Ferrara lancia un'opa, per nulla ostile, sul governo Renzi, o meglio, benché sia una cosa sola, sul giovane premier. A far da coerente termine medio Berlusconi, a cui per vanto e non per scorno viene avvicinato Renzi: «Ha il fuoco nella pancia, il nuovo nato, come l'altro, il babbo, brucia di megalomane ambizione. Ma è anche lui mite, alla fine, e ridanciano e innamorato del suo ostentarsi piacente al populazzo (Ludovico Ariosto)». Non che, quanto a megalomane ambizione, Ferrara sia da meno, quando intitolando capitoli e sottocapitoli Io e Renzi, Craxi. Il Cav. Renzi. E io, si mette ben in evidenza nella foto di famiglia. È proprio la psicologia del consigliere di cui vorremmo fare un po' di filogenesi.   Matteo Renzi e Silvio Berlusconi   Per tracciare il profilo, anche storico, di tal figura, il primo nome che verrebbe alla mente è quello dell’Ulisse dell’Iliade allorché comincia col suggerire le modalità con cui Elena potrà scegliere tra i suoi molti pretendenti (Biblioteca Di Apollodoro) e termina ovviamente in gloria con l’...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Entra nel vivo, dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poema inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (2014).   Giuliano Scabia a Oliveto Valsamoggia nel 2014, ph. Maurizio Conca   VOLO SOPRA LA CITTÀ DI LONDRA   1. Nel verde risonante   Nel verde risonante apparve la città: era nel futuro: copriva con la sua immensità ogni verde, era brulicante – era l’umanità.   Tigri, elefanti, leoni, leonesse, coccodrilli, mammuth, pitoni, pitonesse, lupi, formiche, uccelli piccoli e...

Un attore, Claudio Morganti / Ritratti

  Probabilmente è una questione di respiro. Bisogna avere il fiato lungo per lasciar sedimentare una ricerca, partita ormai trent’anni fa, sapendola tener viva e radicale, compiendo delle scelte controcorrente, soprattutto in questi ultimi anni in cui il mercato ha ammorbidito e omologato i lavori di molti artisti contemporanei. Riuscire ad ascoltare il proprio respiro significa guardare alla figura umana e riflettere sui sentimenti sovrani: la paura, l’amore, l’odio, la gelosia, la follia. Tendere l’orecchio all’umano dovrebbe essere per un attore principio fondativo e prioritario; ma saper far vibrare la corda giusta e far suonare le grandi passioni umane è privilegio di pochi. Morganti è uno di questi.   Dalla tradizione attoriale italiana Morganti eredita naturalmente molte cose. Ma il primo incontro – quasi un’iniziazione – con Carlo Cecchi, gli permette probabilmente di guardare al passato con una lucidità e una ferocia molto rare: il profondo rispetto per le radici corre in parallelo all’ostinata rimessa in discussione delle esperienze precedenti, in un equilibrio che...