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Senilità

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Un romanzo di Alessandro Mezzena Lona / L’ultima indagine di Italo Svevo

Una tempestosa mattina di febbraio Ettore Schmitz s’imbarca sulla nave a vapore Venus. Da Trieste è diretto a Murano per affari. Si gela, piove, tira vento. Eppure l’elegante bionda che dal parapetto scruta l’orizzonte è indifferente alla furia degli elementi. Non ha freddo? Cosa guarda? E perché gli ricorda tanto qualcuno? Si apre così il nuovo romanzo di Alessandro Mezzena Lona, L’amore danza sull’abisso (Castelvecchi, 184 pp.) che segna il ritorno del detective più letterario che si può desiderare – Ettore Schmitz, in arte Italo Svevo.  Già protagonista di La morte danza in salita. Ettore Schmitz e il caso Bottecchia, in cui indagava sulla sorte del ciclista vincitore di due Tour de France, lo scrittore ci conduce questa volta sulle tracce di un omicidio. È un viaggio inquietante fra passato e presente, in cui la psicanalisi gioca un ruolo di primo piano, sullo sfondo di una Murano cupa e nebbiosa dove compare, fragile e invecchiata, l’indimenticabile protagonista di Senilità, la bellissima Angiolina o meglio la donna che quel personaggio aveva ispirato, Giuseppina Zergol. Colei che era stata “l’amore, il tormento, la felicità, la discesa all’inferno e l’improvvisa...

Tempo di libri - incipit / Italo Svevo, Senilità

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, abbiamo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera. Riprenderemo i temi delle giornate - dalle donne al digitale -, daremo voce a maestri che parlano di maestri, i nostri autori scriveranno sugli incipit dei romanzi più amati, racconteremo gli chef prima degli chef, rileggeremo l' “Infinito” di Leopardi e rivisiteremo la Milano di Hemingway, rileggeremo insieme testi e articoli del nostro archivio, che continuano a essere attuali e interessanti.   Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T'amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d'accordo di andare molto cauti –. La parola era tanto prudente ch'era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po' più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io,...