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Simon Garfield

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La nascita del can-uomo / Simon Garfield, Il miglior amico del cane

Tra le numerose suggestioni che ci offre Il miglior amico del cane del divulgatore inglese Simon Garfield (Ponte alle Grazie, trad. di Alessandro Peroni), ce n’è una che lascia il segno: “Persone che difficilmente mi saluterebbero se camminassi da solo ora chiacchieravano rilassate con me; se sono con il cane, gli altri mi considerano più affidabile, meno minaccioso, più dolce. Avere un cane, mi resi conto una volta di più, non ci lega solo a un essere vivente ma a un mondo più ampio, un mondo responsabile e socievole, una comunità con uno scopo”. Che sia questo il segreto della relazione uomo-cane? L’uomo che diventa “can-uomo” ha qualcosa in più perché è parte di un gruppo più affidabile? Vede il mondo diversamente? Si comporta in un altro modo? Aveva allora ragione Nietzsche, quando affermava che “il mondo esiste grazie all’intelligenza dei cani”? O Temple Grandin, sostenendo che “gli animali ci rendono umani”? Il libro di Garfield – stratificato, colmo di traiettorie e spunti che sovrappongono le acquisizioni scientifiche più recenti a itinerari personali, col solo difetto di essere prevalentemente circoscritto al mondo anglosassone (peraltro patria della cinofilia...

A ciascuno il suo typo

Sapete in che carattere è composto l’articolo che ora state leggendo? Probabilmente no. Forse è solo una curiosità, dal momento che nessuno, salvo gli addetti ai lavori, “vede” il carattere usato in doppiozero: Arial per i titoli e Georgia per i testi (scelti entrambi da www.studiopaola.it, che ha progettato la grafica di questo sito e dei suoi ebook). E i caratteri del romanzo che avete appena comprato o che state già leggendo? Quelli dei cartelli stradali e della pubblicità che guardate quasi ogni giorno? Non spaventatevi, è normale, nessun problema: i caratteri sono cosa da grafici. Ma se vi affascina l’idea di riconoscerli, e se provate a fare come Cyrus Highsmith, vi troverete di sicuro nei guai. Alcuni anni fa questo disegnatore di caratteri newyorkese decise di passare un intero giorno senza incontrare l’Helvetica, uno dei caratteri più diffusi al mondo. Disegnato nel 1957, è versatile, senza grazie, sobrio e leggibile, buono per tutti gli usi e soprattutto coetaneo di due tra i più importanti fenomeni del XX secolo: i viaggi di massa e il consumismo. Appena alzato Cyrus non...

Carattere trash ai Giochi

La prima volta che l’ho vista, per caso e di passaggio dietro le tribune di una partita di pallanuoto, ho strabuzzato gli occhi: possibile che abbiano scelto un carattere così brutto per dichiarare sede e anno dei giochi olimpici? Invece è proprio così. La font delle Olimpiadi di Londra si chiama 2012 Headline, linea di testa, e secondo Simon Garfield, autore di Sei proprio il mio typo (Ponte alle Grazie), sarebbe anche peggiore del logo stesso dei giochi disegnato da un artista con tanto di esposizioni alla Tate, Wolff Olins, che innumerevoli discussioni ha causato sin dalla sua comparsa. Mi riferisco all’immagine che secondo alcuni descrive Lisa Simpson che fa sesso, oppure una svastica, o, com’è stato scritto da un giornale americano “un uomo di mezz’età che cerca invano di sembrare figo sulla pista da ballo”. Costo, pare, 600 mila euro. Non male per un obbrobrio del genere.   Ma per tornare al carattere, o font, come dicono gli anglosassoni, si tratta certamente del più brutto carattere pubblico degli ultimi cent’anni. Se volete guardarlo meglio è qui; autore: Smuggle Sisters...