Alfabeto Pasolini

Ritratti

"Io voglio che Dio mi mostri il suo volto" / Kerouac e il buddhismo a ritmo di be-bop

Pensi Kerouac e immagini Grandi Spazi. Leggi Kerouac e ti vedi al volante di una Hudson Commodore del 1949, sulle strade di una tua personale America del Kansas. Dici Kerouac e tiri in ballo sesso, droga e rock ’n roll (anche se sarebbe più esatto tirare in ballo il be-bop). Difficile, insomma, che, lì per lì, ti venga in mente di accoppiare Kerouac a Buddha. Tanto meno al divino Dharma, termine vagamente traducibile con “ciò che è coerente con l’ordine dell’universo”, visto che di Jack Kerouac puoi dire tutto, ma non certo di essere uno coerente. Così sfidando pervicaci stereotipi, l’editore Mondadori, ha appena mandato in libreria un imponente Some of the Dharma (che sarebbe come dire “Appunti sul Dharma”, in formato Enciclopedia Treccani), un inedito (da noi in Italia) di Kerouac, di...

Un ricordo / Giuliano Scabia. A un anno dal viaggio nei Campi Elisi

Un anno fa Giuliano Scabia partiva per il viaggio estremo, attraverso i sentieri delle Foreste Sorelle verso i Campi Elisi. Oggi alle 18 sarà ricordato al Punto Einaudi – Galleria Immaginaria di via Guelfa a Firenze, in un incontro in cui Sandro Lombardi e Annibale Pavone leggeranno brani dal suo ultimo romanzo, pubblicato postumo dalla casa editrice torinese, Il ciclista prodigioso; Margherita Scabia suonerà il violoncello; il suo allievo Gianfranco Anzini racconterà parti del libro sugli anni dell’università, Scala e sentiero verso il Paradiso (la casa Usher). A un certo punto arriverà, con amicizia, Stefano Massini. Terrà i fili della memoria chi scrive questo ritratto, apparso già in forma lievemente differente e con titolo diverso in “La Falena. Rivista di critica e cultura teatrale...

Alfabeto Pasolini / La Grecia secondo Pasolini

Dal mondo antico in poi, “barbaro” e “greco” hanno avuto il senso di termini antitetici. Agli occhi dei Greci, “barbari” erano quelli che parlavano male e storpiavano la lingua greca, “gli altri”, gli incivili, quelli privi di cultura. Una “Grecia barbarica” sembra dunque una contraddizione irrisolvibile, eppure è così che Massimo Fusillo introduce il suo saggio La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema (Carocci, 261 pp.). Il libro, apparso nel 2007, viene ora riproposto con una nuova prefazione, in cui l’autore spiega la scelta di non aggiornare il saggio (un’impresa difficile, vista l’enorme bibliografia accumulatasi su Pier Paolo Pasolini in questi quindici anni, compresa l’opera completa uscita sui Meridiani Mondadori); in compenso, nella prefazione alla nuova edizione, Fusillo ne...

Alfabeto Pasolini / Pasolini: la letteratura non basta

La critica per me è sempre stata una forma di autobiografia. Non posso immaginare di scrivere su un autore che, in un modo o in un altro, non abbia incrociato il mio cammino e che non mi abbia lasciato tracce profonde. Tutto ciò che di buono può uscire dalla forma della mia critica dipende ogni volta dal trauma conoscitivo dei miei incontri reali o immaginari.   *   1973. Con mio padre a Cervignano del Friuli, a casa di Giuseppe Zigaina (1924- 2015), pittore e amico di infanzia del poeta. Avevo dieci anni. Mio padre scriveva poesie. Anch’io. Avevo iniziato a nove anni. Il modello, allora l’unico, lo avevo a portata di mano.  Quando ci penso mi sembra incredibile, ma a quell’epoca già leggevo Pasolini e Pavese. Erano i due poeti italiani della nostra adolescenza (certo, c’...

Una strana amicizia / Chaplin e Churchill a piedi nudi sulla spiaggia

Tra il pubblico presente il 14 settembre 1925 alla prima londinese del film di Charlie Chaplin La febbre dell’oro, tenutasi allo storico Tivoli Theatre, da poco restaurato, era presente, ricordano le cronache, l’allora Cancelliere dello Scacchiere, in pratica il Ministro delle Finanze del governo di Sua Maestà, sir Winston Churchill accompagnato dalla moglie Clementine Hozier, entrambi entusiasti ammiratori di Charlot e del suo “vagabondo”. Una simile presenza non passò inosservata, tanto che un paio di giorni più tardi il domenicale britannico The People approfittò del ghiotto ”avvistamento” per punzecchiare il controverso Cancelliere e la sua allora ancor più controversa politica deflazionistica (l’obiettivo che Churchill si era prefisso, era il ritorno alla parità aurea della sterlina...

Storia di Svetlana Geier / Tradurre Dostoevskij come ragione di vita

Le lettrici e i lettori di lingua tedesca hanno conosciuto Dostoevskij soprattutto grazie alle traduzioni di Svetlana Geier, che in tedesco ha tradotto i suoi romanzi più importanti. Oltre a Dostoevskij, Geier ha tradotto molti altri classici russi – Puškin, Solženicyn, Bulgakov, solo per citarne alcuni –, conquistandosi così la fama di grande dame della traduzione letteraria russo-tedesca. Numerosi premi e riconoscimenti di cui è stata insignita nel corso degli anni testimoniano questa fama: dal Leipziger Buchpreis zur Europäischen Verständigung 1995 alle lauree ad honorem delle università di Basilea e di Friburgo (conferitele, rispettivamente, nel 2004 e nel 2007), fino al prestigioso premio alla traduzione della Fiera del libro di Lipsia del 2007. Ma più che i premi, a rendere...

1931 – 2022 / Piergiorgio Bellocchio: al di sotto della mischia

Piergiorgio Bellocchio è stato un intellettuale tra i più influenti e al tempo stesso più appartati del proprio tempo. Il suo nome è legato ai ‘Quaderni Piacentini’ da lui fondati (1962) e diretti e che prendono il nome dalla città emiliana dove è vissuto per tutta la vita. Nel tempo si affiancarono nella direzione Grazia Cherchi, poi Goffredo Fofi, ma vanno aggiunti, tra i collaboratori, almeno i nomi di Luca Baranelli, Francesco Ciafaloni, Giovanni Jervis, Michele Salvati, Bianca Beccalli, Giovanni Giudici, Carlo Donolo e molti altri. La rivista era un punto di riferimento per la sinistra non marxista che aveva tra i suoi maestri Raniero Panzieri (1921-1964) e un rapporto dialettico con i grandi intellettuali del tempo, in particolare con Franco Fortini, ma anche con Cesare Cases e...

Un’automitobiografia sui muri del manicomio / Nannetti e la polvere delle parole

Nannetti. La polvere delle parole (ExOrma, 2022) è il romanzo che Paolo Miorandi, psicoterapeuta e scrittore, intreccia intorno alla figura di Oreste Ferdinando Nannetti, recluso nell’ospedale psichiatrico di Volterra. Miorandi descrive la sua storia nella forma di un romanzo rapsodico, sospeso, digressivo, dagli echi sebaldiani, che ora è narrato dalla voce del matto, ora da quella dell’infermiere che lo custodisce, ora dall’autore che riflette sui temi della follia, della scrittura, del tempo. Fin dall’inizio, il libro ci persuade e ci disorienta per quella sua atmosfera di viaggio inabissato nel presente e nel passato, durante il quale tante voci arrivano a parlarci, a perderci, a ritrovarci. Scrive Miorandi: «….Nannetti, tu sempre a scrivere; non faceva nient’altro, non giocava a...

1947 - 2022 / Dal Lago e la sociologia come critica

La morte prematura di Alessandro Dal Lago acquisisce un particolare valore simbolico, soprattutto se valutata in rapporto allo stato della Sociologia italiana. La sua vocazione critica e la sua apertura interdisciplinare – in particolare grazie al dialogo costante tra sociologia, antropologia e filosofia – rappresentano un modello per i giovani sociologi nostrani, troppo spesso ammaliati dalle sirene di una deriva pragmatica, quantitativa e mercatista, frutto di un drammatico complesso d’inferiorità nei confronti delle scienze quasi esatte. Oltre alla cura e/o all’introduzione di testi chiave della cultura sociologica e filosofica, come quelli su Georg Simmel, Hannah Arendt, Hans Jonas, Erving Goffman, Michel Foucault ecc., l’attività intellettuale di Dal Lago consta di una vasta...

L’ampia produzione in un Meridiano / Nicola Chiaromonte, chi era? Chi è?

Nicola Chiaromonte, chi era? Chi è? Leggendo il corposo Meridiano che gli è stato recentemente (novembre 2021) dedicato – a cura di Raffaele Manica, autore anche del saggio introduttivo, appassionato e assai avvincente – si possono tentare varie risposte. Nicola Chiaromonte è stato un vero antifascista, esule e combattente nella Guerra di Spagna; è stato un pensatore, un filosofo, un letterato, un critico teatrale; è stato soprattutto uno spirito libero e un osservatore mai banale delle cose d'Italia, e non solo, visto che ha soggiornato diverso tempo all'estero, in Francia e negli Stati Uniti, per esempio. Ha fondato e diretto per anni la rivista “Tempo presente” (1956-1968); le sue cronache teatrali sono apparse sulle colonne del “Mondo” e poi, da ultimo, sull'“Espresso”, fino al...

20 marzo 1992 - 20 marzo 2022 / Lina Bo Bardi: intellettuale organica e progettista umanista

Quest'anno, la Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia ha conferito il Leone d'Oro alla memoria a Lina Bo Bardi (1914 - 1992). Qui uno stralcio delle motivazioni nelle parole di Hashim Sarkis, curatore della XVII edizione della rassegna espositiva: "La sua carriera di progettista, editor, curatrice e attivista ci ricorda il ruolo dell'architetto [...] come creatore di visioni collettive. Lina Bo Bardi inoltre incarna la tenacia dell'architetto in tempi difficili, siano essi caratterizzati da guerre, conflitti politici o immigrazione, e la sua capacità di conservare creatività, generosità e ottimismo in ogni circostanza." Per rendere omaggio alla sua figura, Joahn & Levi ne ha da poco pubblicata la biografia, redatta da Zeuler R. Lima, con il titolo: La dea...

Vent’anni dopo / Postumo Carmelo Bene

Carmelo Bene è scomparso vent’anni fa, il 16 marzo 2002. Cosa rimane della sua opera, del suo togliere di scena, della sua di-scrittura, della sua phonè, della sua macchina attoriale, del suo in-cantare, dare corpo alla poesia, essere poesia? Della sua eccezione? Ce lo racconta innanzitutto un libro di Jean-Paul Manganaro, arrivato in libreria un mese prima del ventennale, Oratorio Carmelo Bene, comprendente anche alcuni interventi pubblicati in passato. Negli ultimi giorni sono usciti un numero di “il Verri” intitolato Bene non comune, e un’antologia di scritti di Piergiorgio Giacchè, Nota Bene. Vent’anni dopo…      Oratorio Carmelo Bene   È arduo il compito di raccontare Carmelo Bene, e Jean-Paul Manganaro, professore emerito di Letteratura contemporanea italiana...

Alfabeto Pasolini / Pasolini. Un sogno nato a Casarsa

L’avvento dell’agricoltura ha condannato i nostri antenati a una vita più faticosa e più povera di esperienza di quella dei loro predecessori in cambio della speranza di avere un pasto assicurato nel futuro e di difendersi meglio dai predatori.  Le carestie e l’inermità hanno in seguito esposto i nuovi agricoltori a falcidie e umiliazioni, ma non sono tornati indietro (per l’inermità, con il tempo, hanno provveduto costituendo gli eserciti, dove morivano e uccidevano, a volte credendo di sapere perché, altre volte senza nemmeno quella consolazione).  La stessa cosa si può dire del progresso industriale, a ogni strappo in avanti, sempre meno vita originale, maggiore dipendenza da fattori imprevedibili, crescente omologazione. Fino a quando il futuro produttivo ha preso il posto...

L’ultima fiamma dell’ottantaquattrenne scrittore / Henry Miller e Brenda Venus: J’aime, j’ai aimé, j’aimerai

Nella collana “Fantasma”, pubblicata in cento copie da Antiga edizioni a Crocetta del Montello (TV), vede la luce un libro scritto da Patrizia Sanvitale: Brenda & Henry. We’ll alwais have Paris. Il volume si compone di cinque parti, Intervista a Brenda Venus, Parigi, Scrittura, Donne, California, arricchite da una introduzione e da una postfazione, e descrive l’eccentrico amore dell’ottantaquattrenne Henry Miller, autore di romanzi erotici e autobiografici famosi, come Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno, e una sua giovane lettrice, la ventinovenne Brenda Venus, attrice di origine siciliana, che lavorò in diversi film dell’epoca, anche con Clint Eastwood (Assassinio sull’Eiger) e Nick Nolte (48 ore). Ma questo libro non è solo la cronaca di un amore senile: è l’affresco...

Il teatro e le rivoluzioni / Asja Lācis, l'agitatrice rossa

Ci sono personaggi che, seppur rivoluzionari, spariscono dalla memoria e tornano a vivere solo dopo il disseppellimento di loro documenti dagli archivi. A questa schiera appartiene Asja Lācis (1891-1979), attrice, regista teatrale, pedagogista e rivoluzionaria lettone, protagonista del volume Asja Lācis. L’agitatrice rossa. Teatro, femminismo arte e rivoluzione, curato da Andris Brinkmanis e pubblicato da Meltemi nel 2021. La riemersione di Asja Lācis dagli archivi berlinesi avviene nel 1968, quando è ancora in vita e, grazie al lavoro di Hildegard Brenner, vede la luce Professione: rivoluzionaria, il primo volume della regista, curato da Brenner e pubblicato a Monaco nel 1971. Cinque anni dopo appare in Italia l’opera tradotta, di cui il recente L’agitatrice rossa costituisce una...

Poesie 1947-1995 / Che cosa resta di Allen Ginsberg

C’è una generazione che è cresciuta con “Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia” e un’altra con “Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. Io non so a quale appartengo, perché all’epoca del primo “ho visto” avevo due anni e all’epoca del secondo ne avevo ventotto, ma ricordo benissimo che a quindici anni la lettura di Urlo e delle altre poesie dell’antologia Jukebox all’idrogeno, nella traduzione di Fernanda Pivano, era stata una delle esperienze più formative, nel vecchio senso pedagogico, che avessi mai attraversato. Ero in vacanza in Liguria, con i genitori e i parenti, tanti parenti, e di colpo non ero più sprofondato nella vecchia, scassata poltrona dell’appartamento affittato con vista sul Golfo di Ponente. No, ero stato strappato...

Dizionario Fenoglio / Fenoglio e le Langhe: il paesaggio tra le pagine

“Queste cominciano a essere le Langhe del mio cuore: quelle che da Ceva a Santo Stefano Belbo, tra il Tanaro e la Bormida, nascondono e nutrono cinquemila partigiani e gli offrono posti unici per battagliarci.” (Appunti partigiani 1944-1945, Einaudi, 1994) Per Beppe Fenoglio, il paesaggio delle Langhe non è il luogo della prima giovinezza e della nostalgia come per Pavese, non ha nulla di mitico. È invece una presenza viva, che accompagna le peripezie dei protagonisti delle sue storie, anche nel tempo atmosferico, specie quando li avvolge di nebbia o di pioggia. I crinali delle colline, che formano quelle lingue di terra da cui deriva il nome Langhe, sono il luogo del viaggio, nella ricerca come nella fuga dei protagonisti delle sue storie. I rittani, alte e profonde fessure tra le...

20 giugno 1952 – 18 aprile 2022 / Valerio Evangelisti, scrittore totale e militante

La morte di Valerio Evangelisti, che lottava da anni con una grave malattia, non è arrivata inaspettata, ma lo sconforto che ha colpito la comunità dei suoi lettori è comunque palpabile. In questi giorni, moltissime persone condividono sui social e sulle riviste il loro ricordo di Evangelisti – il loro incontro con la sua opera o con lui in persona, visto che Evangelisti era noto per la sua disponibilità, per il sostegno che dava a iniziative e a giovani autori, e in generale per la cordialità che accordava a lettori e curiosi. Io non l’ho mai incontrato di persona, e lascio ad altri il compito di ricordare quello che è stato un grande scrittore e una figura essenziale per la letteratura di genere in Italia. Da parte mia, posso solo cercare di proporre un bilancio dell’importanza che...

5 marzo 1935-13 aprile 2022 / Letizia Battaglia: la colomba e la bellezza

La mia prima reazione, alla notizia della morte di Letizia Battaglia, è stata il ravvivarsi di un ricordo, l’immagine di una sua fotografia. La scattò a Trapani nella domenica di Pasqua del 1989. Una colomba vola verso due ragazzini, che la guardano mentre si avvicina ai loro volti. Un uomo, di schiena, si allontana ignaro, ma i ragazzini vengono catturati da questa magia. Sono immobili, increduli, uno sembra persino avere la bocca aperta. La colomba è sospesa al centro del fotogramma. È una di quelle foto che si scattano quando quello che si vede è già dentro lo sguardo, quando l’istante perfetto è solo la fine del processo, perché ciò che ha generato l’immagine è nella vita vissuta, nel modo di guardare il mondo, nelle speranze, nei desideri. Quando la intervistai, nel 2016, mi raccontò...

23 marzo 1922-23 marzo 2022 / Ugo Tognazzi, sperimentatore dell’eccesso

“A me Ugo Tognazzi fa paura”, mi ha detto C. qualche tempo fa, mentre in TV passava In nome del popolo italiano (1971), film bello, diseguale e disperato di Dino Risi, in cui l’attore è protagonista a fianco di Vittorio Gassman. Quando, un po’ sorpreso, le ho chiesto il perché, mi ha risposto che ha sempre associato Tognazzi a qualcosa di esagerato, di eccessivo, che la spaventa.  Ci ho pensato su a lungo, e devo ammettere che in effetti l’eccesso è, ed è stata, una componente di grande rilievo nella vita e nella figura pubblica di Ugo Tognazzi. La voglia matta di vivere è il titolo dell’affettuoso documentario che il figlio Ricky gli ha dedicato in occasione del centenario della nascita, avvenuta a Cremona il 23 marzo 1922. Una “voglia matta” legata soprattutto ai piaceri primari...

Roma Culture e Doppiozero / Alfabeto Pasolini

Venti incontri, venti parole, venti biblioteche, venti oratori, venti podcast: cento anni di Pasolini. Un ciclo di incontri e di testi affidati a scrittori e esperti per attraversare l'immaginario pasoliniano, un progetto Doppiozero in collaborazione con Roma Culture.   Biblioteca Guglielmo Marconi sabato 5 marzo ore 11 Alfabeto Pasolini. Corsaro con Marco Belpoliti   Biblioteca Cornelia mercoledì 16 marzo ore 11 Alfabeto Pasolini. Romanzi con Filippo La Porta   Biblioteca Pier Paolo Pasolini mercoledì 27 aprile ore 11 Alfabeto Pasolini. Teatro con Stefano Casi   Biblioteca Goffredo Mameli giovedì 5 maggio ore 16.30 Alfabeto Pasolini. Televisione con Walter Siti   Biblioteca Arcipelago giovedì 12 maggio ore 11...

Dizionario Meneghello / Amaluàmen

Libera nos amaluàmen: queste parole sono l'inizio, il centro e anche la fine di un libro che riassume tutti gli altri di Luigi Meneghello. Tutto parte dal titolo: Libera nos a Malo, dove Malo si intende il paese-parrocchia in provincia di Vicenza in cui lo scrittore da bambino ha vissuto prima della seconda guerra per diventare poi un buon soldato poi un bravo partigiano, e infine scrittore e professore a Reading, nella contea di Berkshire del Regno Unito. Sappiamo che nella maggior preghiera del cristiano, questa è la conclusione del Padrenostro in latino: Ne nos inducat in tentationem: sed libera nos a Malo. Amen" (non indurci in tentazione, ma liberaci dal male. Così sia). Ora il Padrenostro è la preghiera che nella tradizione è stata detta per la prima volta da Cristo a suo Padre, e...