Ritratti

Tra architettura, religione, psicologia / Roberto Orefice, entronauta

Ci sono persone che nell’arco della loro esistenza terrena vivono più vite, e tutte straordinarie (nel significato proprio del termine di ‘fuori dell’ordinario’): Roberto Orefice (1935-2021) è stato una di queste. Mente brillante, dotato di una intelligenza superiore alla media, colto, sagace e appassionato in ogni cosa che faceva, ancora giovanissimo ha scritto brani di critica all’architettura italiana del dopoguerra, le cui somme acuzie e lungimiranza sono ancora ineguagliate. Nell’età di mezzo è stato un insegnante di progettazione architettonica innovativo e maieutico, capace di stimolare al massimo grado la creatività dei suoi allievi e di indurli ad esprimere il proprio talento, perfino quello più recondito. Infine, nell’età matura, ha agito come terapeuta sensibile e profondo....

Una vita coraggiosa / Lady Montagu e il vaccino del vaiolo

Milady Montagute, così la chiamava Pietro Verri, nel lungo saggio Sull'innesto del vaiuolo, che chiude l'ultimo numero del “Caffè” (1766). Montegù, semplicemente e senza articolo, così era invece per Giuseppe Parini, nella lirica dal titolo molto simile (L'innesto del vaiuolo, 1765) che apre la raccolta delle Odi, dove veniva paragonata addirittura a Cristoforo Colombo per analogo ardimento e sprezzo dei feroci critici. Lady Montagu: questo il suo vero nome. Anzi, per la precisione, Mary Wortley Montagu nata Pierrepoint, figlia del conte di Kingston.  È una rappresentante privilegiata del Settecento, questo secolo elegante, frivolo, spregiudicato, vivace e spiritoso – e destinato a terminare in una carneficina generalizzata di teste tagliate.  Era una donna nobile, intelligente...

1° marzo 2012 - 1° marzo 2021 / Lucio Dalla: “Io diffido dei puri”

Nella voce di Wikipedia a lui dedicata, Lucio Dalla (1943-2012) è qualificato innanzitutto come “cantautore”. Nessuna meraviglia, certo: è questa l’etichetta più ovvia che gli si può applicare. In realtà, la sua carriera di “cantautore” in senso proprio (autore cioè dei testi, oltre che delle musiche) ha inizio piuttosto tardi, nel 1977, con l’LP Com’è profondo il mare. Dalla ha 34 anni, ed è già un musicista molto noto. Dopo gli esordi come clarinettista jazz, negli anni Sessanta – su pressione di Gino Paoli – è entrato nel mondo della musica pop come eccentrico vocalist, ha inciso alcuni pezzi “bizzarri” come Quand’ero soldato (1966) e si è fatto conoscere soprattutto attraverso le sue anomale partecipazioni al Festival di Sanremo: Pafff-bum! (1966, in coppia con gli Yardbirds), Bisogna...

1919 - 2021 / Lawrence Ferlinghetti: una vita e un ricordo

Duecento anni dopo Keats, come per una ponderata simmetria, se ne va Lawrence Ferlinghetti. Me lo immagino il quartiere di North Beach, a San Francisco, che piange il suo ospite più amato. Mi immagino il Caffè Trieste, all’angolo tra la Columbus e la Vallejo, il juke box silenzioso, neanche le tazze di caffè si permettono di fare rumore. I poeti con lo sguardo basso, l’inchiostro asciutto.  Lawrence Ferlinghetti ha attraversato la storia del Novecento usando la poesia come arma per comunicare bellezza attraverso il caos. Dopo aver vissuto lo sbarco in Normandia, dopo aver visto i paesaggi di Hiroshima e Nagasaki, dopo aver testimoniato un’Europa che usciva dalle macerie della guerra, nel 1953 a San Francisco fonda la City Lights, libreria e casa editrice, insieme all’amico Peter Dean...

Ribelle e anticonvenzionale / John Fante, l'italoamericano

L’avere sempre scritto di sé, anche servendosi di narratori impliciti, non ha giovato a John Fante fino a quando, poco prima della morte, Charles Bukoswki lo ha proposto al pubblico americano come un autore non già wop (“senza passaporto”, cioè immigrato e cattolico) ma wasp, ovvero bianco, anglosassone e protestante, in qualche modo confrére di Salinger e un po’ “maledetto”. Fin troppo sottovalutato in vita, è oggi considerato un autore cult controcorrente, ma in realtà è ancora in attesa di definizione. Certamente originale, Fante è stato ribelle e anticonvenzionale per aver fatto della propria vita il portato di una sofferta condizione sociale e il precipitato di uno stato esistenziale, ma è apparso tutto sommato indifferente al suo tempo, cui non importavano davvero le sorti di un...

Un ritratto / Cioran: «Poiché in me tutto è ferita»

«Il fatto che la vita non abbia alcun senso è una ragione di vivere, la sola, peraltro». Questa riflessione è forse il centro del pensiero e della vita di Emil Cioran che lo ha ripreso e sviluppato in tutta la sua opera e nel suo vasto epistolario, del quale ora il lettore italiano ha a disposizione un’ampia scelta in tre importanti volumi: Lettere al culmine della disperazione.1930-1934 (Mimesis, 2013), Una segreta complicità. Lettere 1933-1983 con Mircea Eliade (Adelphi, 2020) e L’orgoglio del fallimento. Lettere ad Arsavir e Jeni Acterian (Mimesis 2021), che ci consentono un’ulteriore riflessione intorno al pensiero e al linguaggio del filosofo rumeno. Iniziamo da un tema essenziale: il suicidio, di cui parlerà in tutta la sua opera con appassionata ambivalenza. (AEA, p. 1667). «Il...

1931-2021 / Pepi Merisio

La sprezzatura, nel senso più nobile del termine, da sempre ha contraddistinto Pepi Merisio, uomo e fotografo, morto ieri a novant’anni, nella sua amatissima Bergamo. Tutto in lui sembrava accadere con grande naturalezza e disinvoltura, con una spontaneità immediata: il suo pensiero, il suo eloquio, il suo sguardo. Un grande lavoro dietro all'abilità delle sue immagini, ma ostentazione di nessuno sforzo. Questo è il tratto di Pepi Merisio che più ricorderò, insieme alla sua profonda cultura, mai esibita, dietro i suoi modi affabili. Sì, perché rispetto a molti colleghi della sua generazione, Pepi Merisio era davvero un uomo di cultura, una cultura non solo visiva, umanistica in senso ampio: laureato in filosofia alla Cattolica di Milano, all’inizio dei Cinquanta, negli anni è stata...

Promemoria / Luciana Nissim e Primo Levi

Siamo nel salotto di un appartamento di Milano, l’ambiente è inondato di luce e sembra faccia caldo. Nell’inquadratura una signora di una certa età siede sul suo divano nell’angolo in cui di solito “legge libri gialli”. Indossa un vestito al ginocchio, blu scuro e comodo, giacca turchese e classico filo di perle a incorniciare un viso disegnato dal tempo, incredibilmente espressivo. Gli occhi sono intelligenti, mobili e vivaci, spesso affettuosamente irridenti. La voce dell’intervistatrice le chiede quale messaggio lascerebbe alle generazioni future e a suo figlio. La signora appare sorpresa per la domanda, in un primo momento ride: non è tipo da lasciare messaggi ai posteri. Poi si ferma e si fa di colpo pensierosa, lo sguardo si sposta di lato e sembra andare altrove. Lei è Luciana...

Il ritorno di un maestro / Fernand Deligny. In lode all’Asino

Ci sono imprese editoriali che riaprono porte chiuse da decenni, quella che vengo a presentare è una di queste, la citazione bruniana del titolo vuole essere un ringraziamento per avere rimesso in circolo un autore straordinario e, in Italia, ormai dimenticato. Non così in Francia, dove grazie principalmente a Sandra de Toledo e all’editore L’Arachnéen, Fernand Deligny gode di una rinnovata attenzione. Ed è dal contatto virtuoso con Sandra de Toledo che una delle migliori realtà editoriali nazionali, le Edizioni dell’Asino, ha fatto nascere la proposta della raccolta di testi pedagogici di Deligny che andiamo a presentare, estratti dal monumentale volume delle Oeuvres (L’Arachnéen, 2007, p. 1845, E. 58).     Forse è il caso di spendere due parole per riepilogare il percorso...

19 gennaio 1921-19 gennaio 2021 / La fortuna di Miss Highsmith

Comunque sia e comunque voglia classificarsi, Patricia Highsmith preferisce la densità kafkiana ai cruciverba reticolari, è estranea al consumo delle ‘cellule grigie’ di Poirot per scovare il colpevole o alla necessità puritana di puntellare una società oscurata dalla devianza. Sia nell’ordinata luminosità delle ambientazioni inglesi che nelle ombrose metropoli sfregiate dal crimine, il suo non è un giallo “passatempo”, ma è atipico, esistenziale, inquieto. Patricia Highsmith è nata cento anni orsono a Fort Worth, in Texas. Il nome rimanda a romanzi noti, a film tratti dai suoi scritti, alla definizione assegnatale di “regina del crimine” in competizione con...

8 gennaio 1921-8 gennaio 2021 / Leonardo Sciascia: scrivere è curiosità

Abbiamo incontrato Sciascia il 25 gennaio del 1987, a Palermo, nel suo bell’appartamento di viale Scaduto. Aveva risposto molto simpaticamente alla lettera, in cui gli chiedevamo di rilasciarci un’intervista personale per la Radio Svizzera. Il contatto diretto lo avevamo avuto qualche tempo prima grazie all’amico comune Claude Ambroise. Avevamo specificato che parte della nostra famiglia viveva in Sicilia e che ci eravamo fidanzati a Cefalù.    Quella mattina presto, a Ginevra nevischiava ma al nostro atterraggio a Punta Raisi il sole inondava tutto. Leonardo Sciascia ci aspettava con un enorme vassoio di cannoli: era proprio come arrivare da uno zio affettuoso. Fu molto paziente perché all’epoca anche una semplice intervista radiofonica prevedeva l’utilizzo di...

Oracolo manuale / Baltasar Gracián. La lezione di Proteo

Cioccolatinizzazione; che mai vorrà dire, posto che esista, quest'orrido neologismo? Vuol semplicemente significare il triste destino che attende gli autori di massime, aforismi, apoftegmi e sentenze. Ciò che hanno distillato anni di esperienza di vita e di sagacia stilistica finisce per avvolgere gustosi cioccolatini. Anche Baltasar Gracián non sfugge alla regola e spesso accade, ai degustatori delle suddette dolcezze, di imbattersi in suoi detti, quando le estraggono dai loro involucri di stagnola. Ora, non so se per porre rimedio alla deplorevole sorte degli scrittori di massime, Adelphi pubblica, nella traduzione di Giulia Poggi, l'Oracolo manuale ovvero l'arte della prudenza, trecento aforismi usciti la prima volta nel 1647 e qui accompagnati da un poderoso saggio di Marc Fumaroli (...

1930 - 2020 / Franco Loi, San Siro e il derby del ‘45

Ieri pomeriggio è morto Franco Loi, uno dei più grandi poeti del Novecento. È stato la voce della Milano popolare, quel popolo di speranza che iniziava a ricostruire le proprie vite partendo dal nulla, o quasi. Loi era milanista. Negli ultimi tempi, costretto da un progressivo, inesorabile affievolimento della vista a indossare degli occhiali da sole, sfoggiava una spavalda montatura rossonera. L’aveva trovata come regalo in un uovo di Pasqua. Figlio di emigrati – sardo il padre, colornese la madre – Franco Loi rappresenta perfettamente anche l’anima casciavit della città, la Milano operaia che abitava le periferie e guardava con un po’ di sospetto, e di dispetto, alla borghesia benestante del centro, a vocazione prevalentemente interista. Oggi, va da sé, queste distinzioni socio...

Duecento anni dalla morte / Carlo Porta: un tabarro color nocciola

Milano, primi giorni di marzo del 1821. Fuori è una giornata scura, fredda e piovosa: l’inverno sembra non voler finire. Dentro, in una stanza, un uomo non si dà pace: guarda dalla finestra le piante fradice di pioggia, poi si siede sul letto, e affonda la testa tra i cuscini. Si sente di lontano, forse dalla chiesa di San Babila, una campana a morto. Il ricordo va al funerale di due mesi prima. Quell’uomo è lo scrittore Tommaso Grossi e la sua pena è il ricordo dell’amico Carlo Porta, morto il 5 gennaio e sepolto due giorni dopo al cimitero di San Gregorio.   L’è mort? L’hoo propi de vedell mai pù?… Gh’è di moment ch’el me par minga vera; passand de cà Taverna guardi su sul poggioeu de la stanza in dove l’era, e in del trovà quij gelosij saraa me senti streng el coeur, a manca ’l...

Chi era? / Mauro Rostagno, Macondo e io

È stata confermata dalla Corte di Cassazione (27 novembre 2020) la condanna all’ergastolo per Vicenzo Virga, il boss di Trapani ritenuto il mandante dell’omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno, fra i fondatori del gruppo di Lotta Continua (insieme, fra gli altri, a Enrico Deaglio, Marco Boato e Adriano Sofri), avvenuta 32 anni fa nel trapanese. Respinto invece il ricorso della Procura di Palermo contro l’assoluzione pronunciata in appello in favore del presunto killer Vito Mazzara. Mauro Rostagno venne eliminato perché dagli schermi di Radio Tele Cine, un’emittente locale, aveva alzato il velo sugli interessi di Cosa Nostra a Trapani, intrecciati con la politica, gli affari e i poteri occulti. L’agguato a Rostagno avvenne a Lenzi, vicino Trapani, il 26 settembre 1988....

Un'intervista / McCormick: democrazia machiavelliana

Negli ultimi dieci anni nessuno scienziato politico ha probabilmente fatto parlare altrettanto di sé nell’accademia americana. Le sue tesi sono discusse sul “New York Times”. Alcuni dei suoi articoli sono diventati dei veri classici studiati in tutto il mondo. Ha dozzine di seguaci tra gli studiosi più giovani, ma le critiche degli avversari sono sempre più aspre – anche in risposta a uno stile intellettuale che ama il confronto e rifugge dai giri di parole… Si parla di John P. McCormick: cinquantacinque anni, professore di Political Science presso l’Università di Chicago, con un antico rapporto con l’Italia. La particolarità dell’opera di McCormick è che da più di dieci anni propone di curare le democrazie occidentali con una terapia d’urto ispirata agli insegnamenti di Niccolò...

Addii / Raoul Casadei, il re del liscio

A me fa venire in mente le feste dell’Unità, con le coppie che si alzavano affaticate dagli anni e da corpi non proprio scattanti da sedie e tavolini, e poi si lanciavano come angeli sulla pista a volteggiare. Mi ricorda quelle bioniche ragazzine con gonnelline cortissime, che evocano le ballerine tuttegambe del varietà d’antan, e giovanotti vitaminici che accompagnano con ghirigori fisici pazzeschi le esibizioni delle orchestre spettacolo (vedi gli ExtraLiscio a Sanremo, il punk-liscio). Mi fanno venire in mente i frustatori di Dozza, ritmo di sciucaren, frustatori appunto, sulle frasi di valzer-mazurka-polka, e una vecchia “accademia di danza” (Lanzarini, forse?) a Bologna in via Ugo Bassi vicino al mercato, dove negli anni ’70 si vedevano fanciulle con la treccia lunga e le gonne sotto...

Note e recensioni / Ripellino pirotecnico

Figura ingiustamente tenuta ai margini degli allori nazionali e ricordata soltanto da alcuni amici e appassionati, Angelo Maria Ripellino è invece uno dei pochi autori del nostro Novecento che può vantare di aver esplorato la letteratura in lungo e in largo, fino agli estremi confini, mantenendo sempre alto il livello di scrittura: professore universitario amato dagli studenti, slavista a caccia di novità, narratore febbrile e ultragaddiano, poeta gorgogliante e clownesco, critico teatrale, ma anche prolifico giornalista culturale. Iridescenze. Note e recensioni letterarie 1941-1976 (Aragno, pp. 864, € 60), che raccoglie l’imponente attività divulgativa dello scrittore siciliano classe ’23, è finalmente disponibile in due eleganti tomi, curati con eguale passione e meticolosità da Umberto...

Altre rivoluzioni / Miles Davis e le forme della libertà

In un’intervista con il compositore, storico del jazz e rabbino Bob Gluck, il batterista Barry Altschul dichiarò: “per me la definizione di libertà è vocabolario. Più vocabolario musicale hai, più sei libero”. Il sassofonista Anthony Braxton, che con Altschul condivise la breve ma intensa avventura del quartetto Circle all’inizio degli anni ’70, grande appassionato di scacchi, da par suo dichiarò: “per me la bellezza degli scacchi sta nel fatto che offrono una splendida opportunità per osservare le strutture e le relazioni, i progetti, le strategie sugli scopi, e i rapporti fra queste strategie, le variabili, gli obiettivi e il conseguimento degli obiettivi. La bellezza degli scacchi si estende anche alla fisica e alle pressioni. Per quanto mi riguarda, gli scacchi dimostrano ogni cosa...

Biografie / L’altro Bene

Roma, 27 giugno 1994. Un’artista trentenne, fuggita a poco più di vent’anni dai vicoli di Napoli alla ricerca di un destino tutto per sé, si ritrova nella penombra pomeridiana di una villa sull’Aventino, seduta di fronte a un attore, autore, regista, poeta totem del Novecento teatrale, dentro una stanza semibuia arredata con un tavolo di marmo rosa, lampade, mobili intarsiati in madreperla e imponenti specchiere, tra pareti rivestite di seta giallo-oro. Lui parla, spiega, fornisce dettagliatissime disposizioni su “costumi che non devono essere costumi”, su corazze, armature, pugnali, gonnellini, tessuti iridescenti e sull’iconica matita nera per gli occhi, da procurarsi col resto dei trucchi da Indio in via Portuense; lei annuisce e prende appunti. Lui è Carmelo Bene e sta preparando il...

Il viaggio di Veronica / Ferdinando Scianna, il ritratto fotografico

Leggendo Il viaggio di Veronica (UTET, pp.195, € 29.00), il percorso che Ferdinando Scianna ci invita a fare nel suo ultimo libro tra i suoi fotografi preferiti, la prima domanda che viene in mente è: siamo di fronte a un autoritratto? Tutta la carriera di Ferdinando Scianna è contrassegnata dal fotografare e riflettere sul fotografare, che lo ha portato a dialogare e ritrarre grandi autori, da Leonardo Sciascia a Jorge Luis Borges. E il ritratto è soprattutto questo, da sempre: dialogo, relazione tra soggetto e autore.  Per cercare di capire fino a che punto il titolo del saggio sia la chiave per rispondere a questa domanda, si deve percorrere la bella prosa di Scianna fino in fondo e lasciare che la domanda ritorni a interrogarci. Scianna inizia il suo racconto per lo più...

Divi del calcio / Da Maradona a Rossi: la classe è classe

Paolo Rossi non era un Paolo Rossi qualunque. A dispetto del suo nome quasi comune, o forse anche per questo, era un idolo delle folle, il tipo del bravo ragazzo diventato eroe non per un giorno ma giù di lì. Venerato per le sue prodezze calcistiche, certo, ma anche per quel suo aplomb da persona qualsiasi, modesto eppure bravissimo, schivo ma straordinariamente amato dal popolo del calcio e dall’uomo qualunque. In un mondo in cui tutti provano con ogni mezzo ad apparire strani, originali, sopra le righe, speciali oltre misura, come certi personaggi coatti di Carlo Verdone, Paolo Rossi dimostrava che si può essere sagaci anche portando quel nome lì. In una società molliccia e appiccicosa, dove tutti provano ad atteggiarsi da divi sovraesponendo se stessi come in una perenne messinscena...