Ritratti

Una biografia di Marco Gaetani / Roberto Mancini, senza mezze misure

A Roberto Mancini, da quarant’anni protagonista della scena calcistica – i primi venti da giocatore talentuoso e carismatico, ma spesso incompreso, i secondi venti da allenatore fascinoso e nevrile, ma discontinuo – Marco Gaetani, romano, classe 1987, ha dedicato una dettagliata biografia, Roberto Mancini, senza mezze misure, uscito nella ormai ricchissima collana “Vite inattese” della casa editrice 66thand2nd (256 pp., 18 euro).    Il libro ha avuto un effetto beneagurante: l’inaspettato trionfo alla guida degli azzurri agli Europei 2020 – ma in verità di inizio estate 2021 – ha finalmente designato il “Mancio” tra i vincenti. Sembra questa un’affermazione assurda, a voler guardare il palmarès di uno che, nella sua lunga vicenda tra campo e panchina, non è rimasto propriamente...

1 novembre 1921- 1 novembre 2021 / Dieci ragioni per leggere Mario Rigoni Stern

Cent’anni fa, il 1° novembre 1921, nasceva uno dei maggiori narratori del nostro Novecento, autore di opere memorabili come Il sergente nella neve, Il bosco degli urogalli, Storia di Tönle, Quota Albania, Arboreto salvatico, Stagioni. I motivi per leggerlo sono moltissimi. Abbiamo provato a enumerarne dieci.   L’appassionata difesa della natura   Rigoni ripeteva spesso l’avvertimento di Giacomo Leopardi: L’uomo che distrugge la natura taglia le radici del proprio futuro. Presupposto indispensabile per amare e difendere la natura è la conoscenza – sosteneva – l’ambiente naturale dovrebbe essere studiato sin dai primi anni di scuola. I più giovani non devono abituarsi al deserto e al grigiore del cemento, devono sapere che un altro mondo è possibile. Il suo libro Arboreto...

30 ottobre 1871 – 30 ottobre 2021 / Paul Valéry, o la musica del pensiero

Centocinquanta anni dalla nascita di Paul Valéry. Walter Benjamin, negli anni parigini, immaginava di offrire al poeta, nell’occasione di un suo anniversario, un ex-libris che figurasse un compasso. Un compasso con una gamba nel fondo del mare e l’altra aperta verso l’orizzonte. Benjamin ricorreva all’iconologia, ai suoi emblemi: la scrittura di Valéry come ricerca di una verità che resta sempre nascosta e che la navigazione nei saperi può sì intravvedere ma mai disvelare, e allo stesso tempo la scrittura come sguardo rivolto verso l’orizzonte, verso il confine. Che è confine tra la terra e il cielo, tra il visibile e l’invisibile, tra il noto e l’ignoto. In effetti, quel che Valéry, nella sua poesia, nei suoi saggi e dialoghi e soprattutto nei suoi Cahiers – questo rigogliosissimo...

Ricordo di un amico / Il dente del pregiudizio

Tra i testi che il nostro amatissimo Aldo Zargani ci aveva lasciato in lettura e per l’eventuale pubblicazione dei suoi scritti, che poi in parte abbiamo raccolto nell’ebook La fortezza della pace che potete gratuitamente scaricare qui, c’era questa introduzione a un libro a cui stava pensando dal titolo “Il dente del pregiudizio”.  La pubblichiamo qui, nel primo anniversario della sua scomparsa che ci ha lasciato un vuoto che difficilmente riusciremo a colmare.   C’era una volta un bimbo con i sensi di milioni di anni prima adatti per qualche savana dell’Africa piena di bestiole da mangiare o esserne mangiati. Il bimbo piccolo nel 1939 si trovava in cucina con la sua mamma, orgogliosa del progresso della civiltà che aveva svelato le verità nascoste.  La mamma, armata di...

Da oggi in mostra alla Triennale di Milano / Direttamente dalla mano e dalla bocca di Steinberg

Viene inaugurata oggi alla Triennale di Milano la mostra Saul Steinberg Milano New York a cura di Italo Lupi e Marco Belpoliti con Francesca Pellicciari e realizzata insieme alla casa editrice Electa. È uscito da qualche giorno il volume 43 della collana "Riga" da cui questa intervista è tratta: Saul Steinberg a cura di Marco Belpoliti, Gabriele Gimmelli e Gianluigi Ricuperati, Quodlibet edizioni.    Saul Steinberg è un artista, un filosofo, un commentatore della società e un vignettista il cui lavoro si spinge ben oltre i confini del fumetto, in un mondo popolato di lettere aggressive, gatti a cui piacciono i numeri, linee che conversano e hanno dubbi. I disegni di queste pagine sono tratti dalla sua ultima raccolta, The New World (Harper & Row). Ad...

7 ottobre 1991 - 7 ottobre 2021 / Natalia Ginzburg e lo specchio della scrittura

Due encomiabili iniziative editoriali, curate da Domenico Scarpa, celebrano il trentennale della scomparsa di Natalia Ginzburg, morta a Roma l’8 ottobre 1991: con La Stampa e con Repubblica, ogni venerdì, si troveranno in edicola a partire da Le voci della sera 17 titoli firmati dalla scrittrice; da qualche giorno, inoltre, Einaudi ha ripubblicato Vita immaginaria, raccolta di articoli edita per la prima volta da Mondadori nel 1974 e mai più riproposta, se non all’interno del secondo volume del Meridiano delle Opere del 1986.  Quest’ultima appare un’occasione molto propizia per tornare a riflettere ancora una volta sul valore e sul senso che le pagine saggistiche di Ginzburg hanno avuto per lei, in particolare quelle in cui ha raffigurato il proprio autoritratto di scrittrice. Vita...

Nuovi documenti e un museo / Risarcire Camille Claudel

Il tempo restituisce cautamente spazio e forma, voce e luce alla figura e alle opere di Camille Claudel. Se penso alle vicende di questa artista, che visse sempre controvento a cavallo tra Ottocento e Novecento, mi viene in mente una clessidra in cui i granelli di sabbia determinano luci e ombre, anche sulla sua scultura. Dalla nascita, nel 1864, e per la durata di poco più della metà della sua vita la clessidra ha portato luce a una donna che diveniva una grande artista, con uno sforzo immane in un contesto socioculturale che la voleva altro e altrove, ma lei indefessa perseguì la sua passione di vita, la sua arte, i suoi amori, il suo modo di stare nel mondo. E il suo modo di stare nel mondo era contro ogni convenzione, sempre più non tollerato dalla madre e dal fratello, così...

1933-2021 / Jean-Paul Belmondo: quello sguardo in macchina

Dopo la scomparsa di Anna Karina nel dicembre 2019, con Jean-Paul Belmondo se ne va un’altra parte della Nouvelle Vague. Certo, per fortuna ci rimane Jean-Pierre Léaud, che insieme a loro – e a Jean-Claude Brialy, morto ormai da alcuni anni e oggi un po’ dimenticato – è stato uno degli interpreti-simbolo della Nouvelle Vague.  Belmondo ha lavorato con François Truffaut nel capolavoro La Sirène du Mississippi (La mia droga si chiama Julie, 1969) e con Claude Chabrol in uno dei suoi film meno belli, Docteur Popaul (Trappola per un lupo, 1972). Ma il sodalizio più importante è stato quello con Jean-Luc Godard: senza Godard, Belmondo non sarebbe diventato quel che è diventato. Dopo averlo diretto nel corto Charlotte et son Jules (dove è lo stesso regista a prestargli la voce, al...

A quarant'anni dalla scomparsa / Sergio Solmi: letteratura e destino

Il 7 ottobre 1981, esattamente quarant'anni fa, moriva a Milano, all'età di 81 anni, Sergio Solmi. Fu un critico letterario (leopardista, contemporaneista, francesista), un critico d'arte, un poeta, un memorialista, un appassionato cultore di science fiction.  Le sue pagine, di qualunque argomento trattino, posseggono sempre un profondo valore conoscitivo e sono non di rado stilisticamente splendide. Era forse un professore? Un accademico? Un giornalista culturale? No: di mestiere faceva l'avvocato (il “leguleio per mezzo secolo” come ebbe a esprimersi lui nel 1974). Era, per la precisione, a capo dell'Ufficio Legale della Banca Commerciale Italiana. L'insonnia lo aiutò molto. Le sue opere sono state ripubblicate, a cura di Giovanni Pacchiano, dal 1983 al 2011, per l'editore Adelphi...

11 luglio 1949 – 2 settembre 2021 / Daniele Del Giudice e la polvere del mondo

Ora che anche l’ombra del suo corpo esile, tenero, fragilissimo, si è staccata per sempre da terra, negando quel gerundio colmo di energia antigravitazionale, ariostesca, che apriva il suo titolo più bello; ora che una mano invisibile si è allungata verso il cruscotto e ha chiuso la radio, nonostante tutto «rimasta aperta […] con comunicazioni e crepitii tra torre e comandanti in avvicinamento», come nell’Atlante occidentale, mi domando che cosa sia stato quest’ultimo volo per lui, che l’Ombra aveva coperto da tempo, lasciandoci per anni di fronte alla sua «carne sola», ammutolita, «a lume spento». Non so quale luce illuminasse ancora il volto, la persona di Daniele Del Giudice negli ultimi tempi, dopo che la malattia lo aveva sottratto alla memoria, alla parola, all’immaginazione....

11 luglio 1949 – 2 settembre 2021 / Daniele Del Giudice: quando ti perdi nel vuoto

Qualcuno vi leggerà un disegno o un destino, nel lento scomparire di Daniele Del Giudice, perché la scomparsa, l’assenza, il silenzio sono sempre stati tra i suoi temi portanti. Fin dallo Stadio di Wimbledon che aveva al centro uno scrittore non scrittore, l’autore di Note senza testo, una gravitazione attorno al silenzio; poi in Staccando l’ombra da terra, dove il volo solitario faceva perdere le tracce sulla Terra; fino a Orizzonte mobile, esplorazione dei sovrumani silenzi dell’Antartide.   Qualcuno vi leggerà un disegno o un destino, nella descrizione della malattia di Nel museo di Reims, il cui protagonista, Barnaba, è condannato alla cecità:   «tutto mi appare dall'interno, come durante le visite dei miei amici all'epoca dei primi disturbi, quando non potevo dirmi in...

26 luglio 1940 - 23 agosto 2021 / Jean-Luc Nancy: il pensiero del corpo

Jean-Luc Nancy è morto. Aveva ottantuno anni. Non riesco a scrivere queste righe senza pensare al primo incontro con lui, e anche ai successivi. Era venuto all’Università Statale di Milano per una conferenza. Aveva parlato a lungo e a lungo aveva risposto alle domande degli studenti. Teneva accanto a sé un bicchiere e una bottiglia d’acqua. Sorseggiava incessantemente. Una parola, un sorso d’acqua, una parola, un sorso d’acqua. Un’infinita disponibilità strappata a un’infinita arsura. Mi spiegò poi che lottava con le conseguenze di un trapianto di cuore che gli aveva regalato una seconda vita. Gli aveva regalato, insieme all’immunosoppressione necessaria al trapianto, un tumore, che riusciva a tenere a bada faticosamente. Anche qui, strano nodo, una seconda vita che scontava a ogni passo...

3 agosto 1932 - 5 agosto 2021 / Laura Lepetit. Una vigile svagatezza

«Davanti ai libri mi sento come un cane da tartufi. Li cerco col naso, ne sento l’odore, capto i segnali che mandano e batto il terreno con il muso tra i cespugli.»    Queste parole, che compaiono in un volumetto di rara eleganza governato dal principio a lei così caro dell’understatement, Autobiografia di una femminista distratta (Nottetempo, 2016), sono un autoritratto folgorante di Laura Lepetit.  Mancata il 5 agosto scorso, Laura è stata una delle figure di intellettuale politico più interessanti degli ultimi cinquant’anni italiani. Chissà che adesso non si riconosca finalmente e pienamente il ruolo che la sua paziente pratica femminista ha avuto nella trasformazione ancora incompiuta della mentalità chiusa, conservatrice, patriarcale della società italiana e di tanta...

11 novembre 1821 - 11 novembre 2021 / Dostoevskij. Una vita incredibile?

Scrive Dostoevskij nei suoi Quaderni e Taccuini 1860-1881: «Il progetto. La neve fradicia» (QT, p. 413). La seconda parte delle Memorie del sottosuolo si intitola: A proposito della neve fradicia. È solo un caso che la neve acquosa e sporca ritorni sia come progetto di lavoro sia come titolo del secondo capitolo di uno dei più celebri volumi dell’autore russo? Nori afferma con chiarezza, in Sanguina ancora, che le opere di Dostoevskij da lui preferite sono Delitto e castigo e Memorie dal sottosuolo, il cui inizio lui stesso traduce così: «Io sono un uomo malato…Un uomo cattivo, sono. Un brutto uomo, sono io. Credo di esser malato di fegato. Però non capisco una mazza, della mia malattia, e forse non so neanche cos’è che mi fa male. E non mi curo e non mi son mai curato, anche se...

Un nuovo volume della collana Riga / Tutti i numeri di Saul Steinberg

Saul Steinberg è cresciuto. Insieme a Riga. 112 pagine in 16 anni. Dalle 422 del 2005 alle 534 di oggi. E sarebbe cresciuto ancora di più se 37 [pagine] non avessero dovuto emigrare sul sito online perché, insomma, in questa nuova fiammante edizione monografica, la numero 43, dedicata all’artista americano “fra i più conosciuti e insieme sconosciuti del Novecento”, credeteci non c’era proprio più posto. “Tutta colpa del pròto”, si sarebbe detto ai bei tempi della composizione a piombo. Riga (nel senso della “riga” che rievoca i quaderni di scuola di una volta) è una collana editoriale sbocciata nel 1991, fondata e diretta da Marco Belpoliti e Elio Grazioli. Un progetto “quasi enciclopedico della cultura del nostro secolo”, nato, spiegano, senza nessun particolare programma, con il...

David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens / Un Nobel all’empirismo

Fino a pochi anni fa i manuali di economia si aprivano con un avvertimento: il lettore era avvisato che lo studio dei fenomeni sociali è difficile e incerto perché non è possibile effettuare esperimenti controllati come quelli che effettuano i fisici, i chimici o i biologi. Per fortuna, proseguivano gli autori, nel corso del tempo gli economisti hanno sviluppato un apparato teorico in grado di spiegare un vasto raggio di fenomeni sociali partendo da poche e semplici assunzioni. I capitoli successivi erano quindi dedicati a illustrare un apparato teorico effettivamente unico nelle scienze sociali – un insieme di modelli matematici che permettono di analizzare un numero impressionante di casi concreti.   Questo stesso apparato teorico costituisce da sempre un vanto e un cruccio per gli...

Ritratto di gruppo con filosofo / Salvatore Veca e le ochette

Salvatore Veca ci ha lasciati. Salvatore Veca, il filosofo che fece suo il celebre incipit della Teoria della giustizia di Rawls: «La giustizia è la prima virtù delle istituzioni come la verità lo è dei sistemi di pensiero». Giustizia e verità furono i suoi fari, anzi a Veca riuscì di fonderli insieme, riuscì di trasformare la verità, da pura virtù dei sistemi di pensiero, a virtù della comunità, più vicina a una verità come condivisione, come consenso, come giustizia: la verità come risposta riuscita a ciò che vi è, così come le azioni giuste sono risposte riuscite a ciò che vale. Salvatore Veca propose una filosofia ospitale e accogliente, quasi un approdo sicuro dopo le fatiche della navigatio philosophiae, una filosofia, per dirla con un concetto riassuntivo, urbana, insieme cittadina...

Parisi: la fisica per salvare il Pianeta

Prima che il conferimento del premio Nobel lo portasse alla ribalta, Giorgio Parisi aveva ricevuto nel 1992 un altro premio, per alcuni versi ancor più significativo, quello dedicato a Ludwig Boltzmann, il fisico tedesco strenuo difensore dell’atomismo, morto suicida nel 1906. Oltre ad aver dato fondamentali contributi nell’ambito della termodinamica, Boltzmann aveva aperto promosso, insieme a J. W. Gibbs, lo sviluppo della meccanica statistica, lo studio cioè dei fenomeni che coinvolgono grandi numeri, insiemi composti da una molteplicità di elementi in interazione, come le molecole di un gas. Non potendo determinare le singole traiettorie delle molteplici particelle che formano un sistema complesso, si deve ricorrere a metodi probabilistici, un lavoro che ha ricevuto contributi...

Giorgio Parisi e la complessità dell’ordine

Nello studio della fisica classica il ricorso ad esempi conta su uno spettro limitato: la caduta di un grave, lo scontro tra palle sulla tavola da biliardo, la pallina da tennis che colpisce il muro. Al netto di una fantasia ridotta, che risponde in primo luogo al bisogno immediato di una scena di vita minima cui possano associarsi informazioni complicate, questi esempi raffigurano con efficacia le caratteristiche di un sistema semplice: date certe condizioni iniziali, il sistema composto da quell’unica entità evolve secondo una data traiettoria. La fisica è lo strumento che consente di predire quella traiettoria mediante equazioni differenziali. A tal fine, gli elementi richiesti sono la posizione e la velocità iniziali del sistema d’interesse, oltre alla risultante delle forze che su di...

Un'intervista del 2007 / Daniele Del Giudice: Sono uno scrittore senza target

Daniele Del Giudice è stato il mio relatore di tesi. Nel 2006-2007 ho seguito il suo corso di Letteratura Italiana allo IUAV di Venezia, dedicato a Primo Levi, Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini. Ricordo che a lezione parlava con calma, cercando accuratamente le parole. L’ho incontrato diverse volte nella sua casa a Venezia. Gli chiedevo di raccontarmi del suo rapporto con Calvino, su cui scrivevo la tesi. Questo lo portava poi a discutere di combinatoria, Oulipo, collegamenti ipertestuali, Internet, Second Life. I media digitali erano un tema ricorrente, credo lo incuriosissero. A volte passavano settimane senza che mi rispondesse, poi all’improvviso mi invitava a casa sua e parlavamo per ore. Con la sua voce dolce e il volto sorridente dietro gli occhiali, conduceva la conversazione...

Ottant'anni / Bossi: la solitudine del vitellone

Nel 1991 Umberto Bossi è stato eletto da quattro anni senatore della Repubblica quando oltre Manica, forse memori dell’indipendentismo irlandese, s’accorgono di questo cinquantenne che si è già fatto notare per i suoi modi inusuali e per le sue espressioni verbali accese in comizi vari. Così un giornale inglese chiede al fotografo della Magnum Ferdinando Scianna di realizzare un servizio sul Senatùr di Varese. Scianna va nella città lombarda per incontrarlo nella sede del movimento autonomista. È nato a Bagheria e da anni vive in Lombardia, a Milano. Niente di più lontano dalla sua cultura di questo esagitato politico dai toni irriguardosi e provocatori: “Roma ladrona”, “Forza Etna” scrivono i militanti leghisti sui viadotti e sui piloni delle autostrade e superstrade. Allora la Lega, che...