Teorie

Dispositivo della psicoanalisi / Divano, lettino e pazienti

Si sa, spesso le grandi mitologie hanno la loro origine in piccoli episodi, in dettagli di minuta vita quotidiana, spesso mossi da banale utilitarismo, che nel tempo, per quelle inspiegabili vicissitudini del senso e del successo, attecchiscono, si ricoprono di quarti di nobiltà nel loro ruzzolare nel futuro e diventano testate d’angolo. Sua maestà il divano, nell’atto stesso di entrare nella stanza del neurologo dr. Freud, la trasforma in stanza di analisi e il suo ingresso ha un motivo ben preciso: il dr. Freud trovava molto stancante sostenere lo sguardo delle/dei suoi pazienti per 8 ore filate e riteneva che anche le/i suoi pazienti sarebbero stati disturbati dal guardare il dr. Freud mentre, pur ascoltandoli con attenzione liberamente fluttuante, si abbandonava al flusso dei suoi...

Per una filosofia del tragico / Vita filosofica e vocazioni al dionisiaco

Può sembrare controintuitivo ma una delle tragedie del nostro tempo è che non abbiamo il senso del tragico. Questo concetto caro agli antichi greci e fondamentale per l’intera filosofia occidentale che da esso prende le mosse (Nietzsche), è quanto mai attuale se si considera tragica la vita stessa “sempre sul punto di andare in pezzi, tenuta insieme soltanto da uno sguardo che ne colga nessi e strutture, là dove, nel fitto degli avvicendamenti e dei coinvolgimenti, ci adoperiamo ciecamente”. Così Claudia Baracchi, curatrice della collana Mimesis/Philo – pratiche filosofiche, nella prefazione al bel libro di Alessandra Filannino Indelicato, Per una filosofia del tragico. Tragedie greche, vita filosofica e altre vocazioni al dionisiaco (pp.214, euro 20). Il sottotitolo indica la strada da...

Metazoa di Peter Godfrey-Smith / Gamberi, polpi e altri pesci interiori

All’inizio degli anni ’90, ai margini di un incontro di Spoletoscienza, uno Steven Jay Gould insolitamente divertito raccontava di un pranzo consumato qualche giorno prima a Parigi insieme al suo editore francese, entusiasta dell’ultimo libro che stava per pubblicare e così convinto delle tesi di Gould da provare a spiegare, al suo stesso autore, le ragioni per cui l’evoluzione degli organismi viventi non poteva più essere illustrata dalla metafora della scala del progresso. Tutto bene, finché l’appassionato commensale, al momento del dolce, come una candelina sulla torta gli aveva mostrato in anticipo la prova di copertina: con il disegno di una scala orientata da sinistra a destra, dal basso verso l’alto e con homo sapiens sull’ultimo piolo. Potenza delle metafore. Che Peter Godfrey-...

Parole per il futuro / Buio

Un concetto o una cosa?   Il buio è un’idea, un concetto, un’astrazione? No, il buio è soprattutto una cosa, un fatto, una realtà tangibile. Ma come talvolta succede, è anche un’idea, un concetto, un’astrazione, una metafora. Come tale, non gode di grande prestigio. Come cosa, forse ancor meno. Cercheremo dunque di spiegare perché il buio sia come concetto sia come cosa è importante per il futuro, come lo è per il presente e lo fu per il passato. E per farlo guarderemo sia alla sua dimensione reale sia a quella metaforico-simbolica. Ci piacerebbe consegnare al futuro un bene intatto e dire ai posteri: «Guardate che è prezioso, preservatelo delicatamente per il futuro», ma purtroppo il buio si trova già in pessime condizioni, gravemente alterato e danneggiato. Quindi si tratta di...

Silvano Fuso e Nathalie Gontard / Cozze, gechi e altri nanomateriali

Cosa sia la materia è una di quelle domande che hanno a che fare con altre curiosità che probabilmente abbiamo sempre avuto, vicina a domande come: cos’è il mondo, di cosa è fatto, che forma ha, perché una pietra è più dura di un ramo, perché l’acqua scorre e il sole scalda. Tutti quesiti che vengono necessariamente dopo che rami, terra, pietre, acqua e sole li abbiamo usati senza porci troppe domande sulla loro natura intrinseca. Prima usiamo, poi ci domandiamo cosa stiamo usando. Che la progressione sia questa e non il contrario ce lo mostra il fatto che non siamo la sola materia vivente che usa le cose del mondo, la maggior parte degli altri animali utilizza rami, terra, pietre, acqua e tutto ciò che trova e cerca per rendersi la vita migliore. Noi umani abbiamo preso l’abitudine,...

Emergenze attuali / Trauma: un'analista alla finestra

Trauma   L’etimologia della parola trauma risale al greco e indica una ferita, rottura o lacerazione determinata da una causa violenta. In ambito psicologico, il concetto di trauma si riferisce a un danno della psiche, conseguente a una o più esperienze ed eventi minacciosi, imprevedibili, inevitabili e insostenibili, fonte di intense reazioni emotive. Non è tanto l’intensità dell’evento a generare il trauma, quanto l’impotenza, quando il soggetto si sente sopraffatto e non è in grado di reagire o di difendersi con le sue risorse abituali.  La riflessione sul trauma è stata presente nella storia della psichiatria e della psicologia dinamica fin dalla fine dell’800. Presso la clinica Salpetrière di Parigi, studiosi come Jean-Martin Charcot e Pierre Janet svilupparono...

Un libro di Valentina Furlanetto / Noi schiavisti

C’è un esercito di schiavi che lavora per noi, e facciamo finta di non saperlo. Dunque siamo noi, gli schiavisti. Ma a volte noi stessi siamo schiavi e magari lavoriamo per loro, in un altro comparto e un’altra zona. Questa la tesi – dimostrata – dal libro di Valentina Furlanetto, Noi schiavisti (Laterza, 2021). Un libro che racconta e ascolta gli eserciti di schiavi e schiavisti, lasciandoci alla fine con due dubbi: ammettere che sappiamo, sapevamo, già tutto (e quindi, accettiamo tutto?); constatare che è il fisiologico funzionamento dei mercati, delle merci e del lavoro (e quindi, ci sta bene così?). Cominciamo da quest’ultimo punto, con il macellaio. “Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del fornaio o del birraio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno...

Stefania Maurizi e Il potere segreto / Julian Assange: un Peter Pan terrorista

Per il presidente USA Barack Obama, WikiLeaks aveva compiuto “un'azione irresponsabile e pericolosa”. Per il Segretario di Stato Hilary Clinton, era stato “un attacco alla comunità internazionale”. Per l'allora vicepresidente degli USA Joe Biden – che il giorno prima aveva dichiarato “Non credo che abbia fatto alcun danno sostanziale” – Assange era solo“un terrorista high-tech”. Per il repubblicano Newt Gingrich, avrebbe dovuto “essere trattato come un combattente nemico”. Per Bob Beckel, commentatore del canale televisivo Fox, bisognava “sparare in modo illegale a quel figlio di puttana”, come racconta Stefania Maurizi (Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e WikiLeaks, Chiarelettere, 2021, pp. 108-109; il libro verrà presentato nell'ambito di Bookcity in un...

Corrispondenze, echi, missive / Tim Ingold: le provocazioni del grande antropologo

La sociologia, secondo Tim Ingold, dovrebbe cominciare dallo studio degli alberi: dal modo in cui, in un bosco, essi vivono le loro forme di convivialità, si relazionano fra loro, quelli grandi che curano i più piccoli, le storie che si tramandano a vicenda, tutti che crescono insieme secondo ordini misteriosi, in barba agli incendi ricorrenti, alle deforestazioni brutali, all’uso massiccio e posticcio che ne fanno gli esseri umani sempre colmi di stupida hybris. Entrare in un bosco, continua l’antropologo scozzese, è come varcare la soglia di una biblioteca o di una cattedrale: i tronchi sfilano via come gli scaffali dei libri o le colonne delle chiese. “Ogni tronco – leggiamo in Corrispondenze, nuovo libro di Ingold appena pubblicato da Cortina (cura, traduzione e introduzione di Nicola...

Parole per il futuro / Incontro

Ora che è memoria, si può dire che l’“estate romana” fosse difficilmente prevedibile. In quell’inizio di 1977 comunque cupo, tra gli scontri di piazza all’inizio di marzo a Bologna e le manifestazioni dei primi di Maggio a Roma, immaginare un futuro come quello che si inaugurò solo qualche mese dopo, alla fine di agosto, alla Basilica di Massenzio, era a dir poco azzardato. Eppure le date sono quelle: 11 marzo l’uccisione di Francesco Lorusso nel capoluogo emiliano; 12 maggio quella di Giorgiana Masi nella capitale; il 25 di agosto, a due passi dal Foro Romano, si proietta Senso di Luchino Visconti: l’inizio di una stagione, impropriamente etichettata dell’effimero, che segnerà invece per lungo tempo il dibattito culturale e non solo di quello italiano. Ora che è memoria, molti ne sanno...

David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens / Un Nobel all’empirismo

Fino a pochi anni fa i manuali di economia si aprivano con un avvertimento: il lettore era avvisato che lo studio dei fenomeni sociali è difficile e incerto perché non è possibile effettuare esperimenti controllati come quelli che effettuano i fisici, i chimici o i biologi. Per fortuna, proseguivano gli autori, nel corso del tempo gli economisti hanno sviluppato un apparato teorico in grado di spiegare un vasto raggio di fenomeni sociali partendo da poche e semplici assunzioni. I capitoli successivi erano quindi dedicati a illustrare un apparato teorico effettivamente unico nelle scienze sociali – un insieme di modelli matematici che permettono di analizzare un numero impressionante di casi concreti.   Questo stesso apparato teorico costituisce da sempre un vanto e un cruccio per gli...

Parole per il futuro / Corpo

I nostri corpi non arriveranno nel futuro. È l’unica cosa certa che sappiamo: questo momentaneo aggregato di cellule che rappresenta il nostro corpo ha una durata limitata nel tempo e un giorno si disgregherà. Il corpo ha sempre un presente, che lo rende vivo in quest’attimo. Ha sempre anche un passato, che lo segna e modella. Ma non un futuro: il futuro appartiene soltanto alla nostra mente, che può proiettarsi in avanti e cercare di immaginarselo. Non appartiene viceversa all’involucro che la contiene, sospeso tra la memoria della sua forma passata e la sua unica consistenza possibile: quella presente.    Il futuro del corpo è dunque un paradosso ancora più complesso di quello che lega la nostra coscienza al tempo che ancora non c’è. E questo paradosso si eleva al quadrato nel...

un libro di Matteo Meschiari / Geopatia del tempo ultimo

Rientro nella pizzeria dove ho acquistato due tranci di pizza e due Coca Cola, per me e per il mio amico. Al momento dell’acquisto avevo già rifiutato i bicchieri di plastica dicendo che avremmo bevuto direttamente dalle bottigliette. Dopo aver mangiato mi propongo di restituire le bottigliette. La reazione è di fastidio. Le cestini là fuori mi viene detto, là dove c'è il bidone del vetro. Chiedo se non sia previsto di restituirle per renderle al fornitore. La risposta è no, tanto vengono riciclate. Mi ritrovo così a fare un'ingenua e incompetente riflessione ad alta voce con il cassiere. Ma non si farebbe prima a restituirle in modo che lavandole possano riutilizzarle? Con ancora più fastidio di prima il ragazzo mi dice che non ha tempo da perdere. Allora mi impunto e gli dico che per...

L'ultimo saggio del filosofo sud-coreano / Byung-chul Han: sano intrattenimento?

Poco tempo fa il filosofo sudcoreano Byung-chul Han è tornato in libreria con Sano intrattenimento, un rapido saggio di 148 pagine edito da Nottetempo. Il sottotitolo vuole dare qualche indizio in più su com’è fatta l’opera: “Una decostruzione della passione al cuore dell’Occidente”. Non è detto però che intrattenimento e passione siano sinonimi o discendano l’uno dall’altra, e così buona parte delle pagine sono spese nel tentativo di guardare, tessere o supporre ingegnose relazioni e parentele tra i due.   Fra tutti i momenti che poteva stabilire per inaugurare l’inizio della civiltà dell’intrattenimento che ora ha raggiunto il suo apice, la scelta di Byung-chul Han è ricaduta sul Venerdì Santo del 1727, a Lipsia, quando per la prima volta fu eseguita in una chiesa la Passione...

Mai dire Maid / Sarà mai felice una colf?

“Voglio un mondo in cui chiunque possa arrivare fin dove i suoi sforzi e il suo talento lo possono portare” ha detto il presidente Obama un centinaio di volte nei suoi discorsi al popolo americano. Non è il mondo in cui si muove Alex, la protagonista di Maid, una miniserie televisiva di Netflix tratta dal bestseller autobiografico di Stephanie Land (Maid: Hard Work, Low Pay, and a Mother's Will to Survive).  O forse sì. Forse il mondo che Obama si immagina non è così diverso dal mondo di Maid, perché tanto in questa storia, come nella visione di Obama (la sua vision), si combinano gli elementi fondamentali della narrazione del sogno americano e cioè il talento, il duro lavoro, un movimento verso l’alto (“fin dove”), più un quarto elemento che in genere è solo implicato o relegato...

Un rapporto sulla chiesa francese / Abusi sessuali

Psicoanalisi e Chiesa Cattolica   La storia della psicoanalisi ci consegna un problema etico, che contiene – fatte le inevitabili differenze – paradigmi utili anche per la Chiesa Cattolica: la quale, in forma ricorrente, deve affrontare i casi di abuso commessi da sacerdoti. Nelle prime generazioni, gli analisti erano prevalentemente uomini e le pazienti donne. In alcune occasioni, l’estrema intimità che si crea nel processo analitico è divenuta anche sessuale. Come la Chiesa, le società analitiche hanno cercato di affrontare questi problemi con procedure interne. Come per la Chiesa, questo ha due implicazioni: da un lato, permette che l’estrema delicatezza delle rispettive materie (l’educazione religiosa e il processo psicanalitico) non venga affidata a un apparato giuridico...

Un nuovo volume della collana Riga / Tutti i numeri di Saul Steinberg

Saul Steinberg è cresciuto. Insieme a Riga. 112 pagine in 16 anni. Dalle 422 del 2005 alle 534 di oggi. E sarebbe cresciuto ancora di più se 37 [pagine] non avessero dovuto emigrare sul sito online perché, insomma, in questa nuova fiammante edizione monografica, la numero 43, dedicata all’artista americano “fra i più conosciuti e insieme sconosciuti del Novecento”, credeteci non c’era proprio più posto. “Tutta colpa del pròto”, si sarebbe detto ai bei tempi della composizione a piombo. Riga (nel senso della “riga” che rievoca i quaderni di scuola di una volta) è una collana editoriale sbocciata nel 1991, fondata e diretta da Marco Belpoliti e Elio Grazioli. Un progetto “quasi enciclopedico della cultura del nostro secolo”, nato, spiegano, senza nessun particolare programma, con il...

Un libro di Billy-Ray Belcourt / Storia del mio breve corpo. Uno sguardo queer dalle riserve

Tra il settembre 2015 e l’aprile 2016 più di cento membri della comunità Cree Attawapiskat, all’interno del territorio canadese, hanno tentato di togliersi la vita. Alla fine della primavera veniva dichiarato lo stato di emergenza, ripercorrendo le sorti della Prima Nazione Neskantanga, in Ontario, in allerta dal 2013. Dietro a un desiderio tanto massiccio e sincronico di rinunciare alla vita ci sono, sicuramente, le condizioni in cui versano le comunità indigene ai confini dello stato canadese. Ci sono le abitazioni inadeguate, il sovraffollamento, la pessima gestione dei fondi statali, i danni ambientali che si abbattono sulla qualità della vita degli abitanti. Ci sono poi, soprattutto, omofobia e transfobia.  Dopo aver subito un processo di cristianizzazione forzato, nel corso dei...

Parole per il futuro / Bontà

Inizia oggi un nuovo speciale: Parole per il futuro. Abbiamo chiesto ai nostri collaboratori di scegliere un concetto, un'idea, e di pensarlo in relazione al futuro: dove stiamo andando? Un dizionario per orientarci: "Non è questione di tornare al passato; piuttosto, si tratta di permettere al passato, ancora una volta, di trovare la sua strada nel futuro. Perché la vita sulla terra vada avanti e prosperi abbiamo bisogno di imparare a frequentare il mondo con attenzione, rispondendogli con sensibilità e giudizio" (Tim Ingold, Corrispondenze).    Riprendiamoci la bontà. Questa è una proposta per il futuro: riprendiamoci la bontà, che al momento sembra rientrare tra le categorie più antiquate e inservibili che ci siano in circolazione. È difficile capire quando sia accaduto...

Filosofia e biologia / Miguel Benasayag, La singolarità del vivente

Questo nuovo libro di Miguel Benasayag è particolarmente importante perché rappresenta la sintesi (provvisoria) di un lavoro di scavo filosofico e biologico sul “vivente” che si è estrinsecato per oltre un ventennio e che, finalmente, trova una composizione non ultimativa (giacché tutto è in movimento) ma più chiara e avvincente di quelle che l’avevano preceduta.  Quando Benasayag era un ragazzo argentino sotto la dittatura, la sua resistenza riguardava quest’ultima. Non ebbe paura di combatterla in modo ardimentoso assaltando caserme, rischiando continuamente la vita e pagando un prezzo di detenzione e di tortura che non riuscì a piegarlo o a fargli rivelare alcunché: il “comandante” Miguel era così fiero e al tempo stesso così umano da occuparsi anche dei compagni che sotto tortura...

Enti di ragione di Marta Cai / Le nostre solitudini

Potrebbe anche darsi il caso che l’originalità di un’opera letteraria sia una questione da capire non solo nella sua ontogenesi, ma anche nella filogenesi da cui fiorisce. Enti di ragione, di Marta Cai (SuiGeneris, 2019) colpisce il lettore con una vividezza non facile da definirsi: certo, la sua densità e la sua compattezza sono potenti, la “voce” dell’autrice è tanto singolare da lasciare interdetti, cioè è radicalmente femminile, ma contemporaneamente assai distaccata e lontanissima da coloriture di genere. Si tratta sì di un libro di racconti (otto), connessi tra di loro in maniera tale da costruire per altra via un vero e proprio “universo romanzesco”. Ma i tavoli su cui si giocano queste connessioni sono molti, sono diversi, asincroni, strani e affascinanti. Dove un’autrice come...

Robot vs umani / Lavoro: rivoluzione globotica

  “L’anno scorso aveva ancora qualcosa di umano quando giocava, ma quest’anno è diventato una specie di dio del Go!”, [The New York Times, 23 maggio 2017], così Ke Jie, il miglior giocatore ‘umano’ al mondo, del gioco del Go, dopo aver perso contro AlphaGo Master, un programma per computer in grado di utilizzare le tecniche dell’apprendimento automatico. E siamo ancora una volta di fronte a un sentimento da fine del mondo. Ogni trasformazione produce esiti esponenziali e non più lineari, e questo ci induce a dire che questa volta è proprio la fine del mondo. “Ogni volta unica, la fine del mondo”, è il titolo di un libro di Jaques Derrida [Jaca Book, Milano 2005] in cui memoria e destino si confrontano in un dialogo con altri pensieri, tra passioni e finitudine.    Di certo...