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17 gennaio 2020 / Nel castello incantato di Emanuele Severino

Emanuele Severino è mancato il 17 gennaio, ma per sua espressa volontà lo si è saputo soltanto a funerali avvenuti. Nella sua lunga vita (era nato a Brescia il 26 febbraio 1929), in più di ottanta libri e centinaia di articoli, Severino ha edificato un sistema filosofico che è paragonabile solo a un castello incantato, nel quale è facile entrare ed è poi molto difficile uscire. Il lettore che ne voglia esplorare anche solo una parte deve essere avvertito che gli ci vorrà del tempo prima di rendersi conto delle maestose dimensioni dell’edificio. Anche se l’architettura appare troppo classicamente solida per una sensibilità postmoderna, piace perdersi nelle sue stanze e corridoi. Dopotutto, la mappa è tracciata fin dall’inizio, da La struttura originaria (1958) e dall’articolo sul Ritorno a Parmenide (1964). Severino ha avuto la fortuna di procedere per variazioni infinite di poche ma forti idee fondamentali, ed è per amore di queste variazioni che non si desidera uscire. Ci si aspetta una svolta che aprirà una visita inaspettata, l’improvviso movimento di una tenda che permetterà di gettare un’occhiata su ciò che fuori da quelle mura imprendibili il mondo contemporaneo è diventato...

Palermo delle meraviglie

A Palermo ci si può arrivare per terra, se non si considera il breve tragitto sul traghetto attraverso lo stretto, oppure per mare o con l’aereo. Importante è comunque arrivarci. Che io ci sia capitata nel mese di maggio è puramente casuale. Una visita improvvisa di qualche giorno in una stagione ideale, col tempo che si schiude, le giornate col sole che accarezza e riscalda senza accanirsi.   Ogni viaggio comincia molto prima di approdare alla meta prescelta, anche per me è stato così, ma questo resoconto si limita ad alcune delle impressioni vissute nella città, altrimenti non basterebbe un romanzo. Sono partita senza un programma preciso, solo qualche indicazione ricevuta da chi conosceva la città, una lista alla rinfusa di siti da vedere e la stanza prenotata in un B&B nel centro.   La Vucciria con la sua movida notturna, che a Palermo ha un altro sentore però, perché c’è sempre qualcosa di antico quasi atavico nelle manifestazioni di vita della città, è stata la prima ad accogliermi, la sera dell’arrivo. Oltre alle altre impressioni, ascoltare in un locale...