Alfabeto Pasolini

Il coraggio della parola / Tiago Rodrigues: la bellezza di ammazzare fascisti

“Le persone passano la vita a spegnere fuochi. Corrono, si affannano a spegnere fuochi. Ma è raro che pensino: do inizio a un fuoco, appicco un incendio, brucio. Si deve bruciare. Bruciare è non sapere che cosa accadrà. Chi spegne un fuoco, sa come le cose finiscono. Un incendio, invece, è imprevedibile”, chi accende un fuoco “fa una domanda al futuro. Rischio e incertezza e speranza. Le fiamme hanno una propria volontà. Il cambiamento non ha padrone. Chi inizia un incendio può finire bruciato”.  Con questo prologo, poetico e politico, si apre Catarina e a beleza de matar fascistas (Catarina e la bellezza di ammazzare fascisti: leggi qui la locandina) del drammaturgo, attore e regista portoghese Tiago Rodrigues, arrivato lo scorso 28 e 29 aprile al Teatro Storchi di Modena per Ert...

La pratica dell’amore imparziale / Bugie bianche di Alessandro Berti

Circa quaranta anni fa, un giovane Marco Martinelli insieme al suo Teatro delle Albe interveniva a un convegno di teatro e politica, tra grandi critici e professori, e definiva così la sua idea di teatro politttttttico, con ben sette t: “ Èsapere che non possiamo cambiare il mondo (leggi Rivoluzione), ma qualcosa, in qualche angolo, qualcosa di noi, di qualcun altro, dispersi su un piccolo pianeta che ruota attorno a un sole di periferia, in una galassia tra le tante, arrestare una lacrima, curare qualche ferita, sopravvivere, essere odiosi a qualcuno, saper dire di no, piantare il melo anche se domani scoppiano le bombe, perdersi in un quadro di Schiele, aver cura degli amici, scrivere certe lettere anziché altre (leggi Rivoluzione)”.    La trilogia Bugie bianche di Alessandro...

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Festival di Cannes I / Il cinema… tra la maman e la putain

È senz’altro uno dei più indecifrabili ed enigmatici film della carriera di Philippe Garrel: Les Ministères de l’art, realizzato per la televisione francese nel 1988 è un documentario di poco meno di un’ora che si propone di fare uno dei più classici atti di periodizzazione. È infatti un film che prova a mostrare, o a delimitare, una generazione di registi francesi (o per meglio dire, gravitanti attorno al cinema francese dato che vi sono anche un tedesco e una belga) che pur richiamandosi all’evento della Nouvelle Vague ne sono in qualche modo conseguenti. Ci sono interviste a Benoît Jacquot, Werner Schroeter e André Téchiné; ci sono le due sequenze di Elle a passé tant d’heures sous les sunlights dello stesso Garrel con Chantel Akerman e Jacques Doillon; c’è Brigitte Sy al Louvre; ci...

2002-2022 / X-Files e la popolarizzazione della paranoia

20 anni fa, il 19 maggio 2002, si concludeva la serie per eccellenza degli anni ‘90: X-Files. O almeno si concludeva prima del maldestro revival tentato con scarso successo tra 2016 e 2018: quando era probabilmente fuori tempo massimo, perché la realtà si era incaricata di incarnare e poi superare quella sua particolare forma, messa in scena dal popolarissimo show. Come tutte le serie di successo, capaci di dar forma a un pezzo dell’immaginario collettivo, ebbe molti eredi. Ma soprattutto un’eredità: canonizzare e normalizzare il complottismo, facendolo in qualche modo diventare mainstream.    A un livello superficiale possiamo dire che X-Files ebbe successo in primis per la forza della propria formula, semplice ma assai efficace; e che in sé e per sé altro non è che una...

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Il canto del fuoco / Quando Leonard Cohen partì per il fronte

Leonard Cohen non credeva nel mondo di pace immaginato da John Lennon, un mondo senza nazioni, proprietà privata o religioni. “Non ho una canzone dal titolo Give peace a chance”, dichiarò in un’intervista sette mesi prima della guerra del Kippur. “Potrei scrivere una canzone sulla guerra e, se la cantassi in una maniera pacifica, allora avrebbe lo stesso messaggio. Non mi piacciono questi scrittori di slogan”. In un’altra intervista dichiarò che “la guerra è una delle rare circostanze in cui gli uomini danno il meglio di sé”. Era anche dell’avviso che la cultura derivi dalla lealtà verso una lingua, un gruppo, un luogo, e che soltanto il nazionalismo sia in grado di produrre arte.   In una delle sue canzoni si presentava ironicamente nei panni di Field Commander Cohen – il comandante...

Un monumento musicale della cristianità / La Passione secondo Bach

Cantare il racconto evangelico della Passione di Gesù durante le celebrazioni del Venerdì Santo era un’antica tradizione musicale della Riforma luterana. In origine lo si era fatto in modo responsoriale, poi si era affermato lo stile corale polifonico ed erano emerse in ruoli sempre più importanti le voci soliste. Alla fine del Seicento, l’impetuosa affermazione, anche nelle città tedesche, del gusto melodrammatico di origine italiana aveva avuto l’effetto di aggiornare forma e stile della musica con la quale nelle chiese si narrava la morte del Cristo. Nasceva quella che poi gli storici avrebbero chiamato Passione-Oratorio. Si trattava di una formula di compromesso, in equilibrio fra la severità teologica del genere sacro e la ricchezza degli “affetti” tipica dell’Aria, cuore dell’opera...

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