Il tuo due per mille a doppiozero

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Antonio Santoni Rugiu

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I radiodrammi di Salvatore Mannuzzu / Sperare quel che non si vede

Non sono molti gli scrittori che negli ultimi venti-trent’anni hanno scritto radiodrammi, ma non sono nemmeno così pochi. Però il loro coinvolgimento è pressoché legato inevitabilmente a committenze specifiche (quasi sempre Radio 3 Rai). Accade a volte che qualche autore abbia scritto radiodrammi a prescindere da una loro immediata realizzazione, piuttosto per sincero divertimento e per il gusto di sperimentare una forma che, anche a livello letterario, può riservare sorprese. Infine può succedere, ma è molto raro, che questi testi siano pure pubblicati, vincendo le resistenze degli editori di solito piuttosto riluttanti a stampare radiodrammi, forse ritenendoli, sbagliando, un sottogenere della drammaturgia teatrale, poco adatto alla lettura.    Salvatore Mannuzzu, scrittore (Premio Viareggio nel 1988 con Procedura), magistrato fino al 1976 e politico (deputato come indipendente del PCI dal 1976 al 1987), scomparso nel 2019, è l’eccezione che conferma una regola che dovrebbe presto modificarsi, per il crescente interesse rivolto alle nuove e antiche narrazioni per l’orecchio, tra radio e web. L’Editore Ronzani ha da poco pubblicato Polvere d’oro, il volume che raccoglie...

Radiogenie / Quando la radio faceva scuola

In mezzo alle tante emergenze suscitate dal Coronavirus la chiusura delle scuole è arrivata abbastanza all’improvviso e si prospetta molto lunga. Allora come mandare avanti le lezioni alle elementari, alle medie, alle superiori, all’Università senza la compresenza in classe di docenti e studenti? Quali tecnologie e piattaforme utilizzare? Non è la prima volta che in Italia, nell’epoca della riproducibilità tecnica, le lezioni vengono sospese così a lungo e su tutto il territorio nazionale, per causa di forza maggiore. C’è almeno un precedente, seppur di natura assai diversa, e anche in quel caso ci si interrogò sui possibili rimedi.   Nell’inverno del 1942-43, in conseguenza delle difficoltà della guerra, furono chiuse le scuole. Il ministro Bottai, sotto il cui controllo era rientrata qualsiasi attività radiofonica in ambito educativo, predispose un esperimento di «radioscuola»: al posto delle lezioni in classe, programmi radiofonici da ascoltare in casa (naturalmente solo per chi disponeva di una radio o per chi riusciva a organizzarsi con altre famiglie). Immaginate una barca senza remi. Sarà sbattuta di qua e di là dalle onde o dal vento. L’insegnante potrà costruire la...