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Eduardo Scarpetta

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Una conversazione con Toni Servillo / Da Eduardo a Eduardo: Qui rido io

Camerino-palcoscenico-casa (case)-città: Napoli. Teatro: Eduardo Scarpetta, padre legittimo di Vincenzo, Maria (e Domenico), “zio” (padre naturale) di Titina, Eduardo, Peppino De Filippo (e di altri figli). Camerino del teatro. L’acclamato attore Scarpetta al trucco, mangiando la pizza: – Com’è la sala? – Piena. Sottofondo musicale, all’inizio e alla fine di Qui rido io di Mario Martone, con Toni Servillo e con una pirotecnica compagnia di meravigliosi attori, per lo più napoletani: “Famme chello che vuo’ / Indifferentemente / Tanto ‘o ssaccio che só’ / Pe’ te nun só’ cchiù niente / E damme stu veleno / Nun aspettá dimane / Ca, indifferentemente / Si tu mm’accide nun te dico niente”.   Il film presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia è un capolavoro: ritrae un momento del teatro partenopeo a cavallo tra ottocento e novecento, una città, un attore e la sua dinastia, raccontando come lo spettacolo popolare abbia generato quel genio della profondità e del divertimento che è stato Eduardo De Filippo. Un teatro popolare d’arte, verista, drammatico, “vero”, contrappongono gli intellettuali Bracco, Bovio, Di Giacomo, Murolo e altri al teatro comico di Scarpetta, fatto di...

Una conversazione / Marina Confalone: da Eduardo a Eduardo

Marina Confalone è un autentico fenomeno. Con il suo stile personalissimo ha attraversato la storia della scena partenopea e nazionale, dimostrando, fin da giovanissima, una maturità e una forza scenica fuori dal comune che l’hanno portata a lavorare con i più importanti autori e registi del Novecento. Nel corso della sua lunga carriera, ha vissuto l’arte della scena a tutto tondo: celebre attrice, regista, autrice. Di recente l’abbiamo vista sul grande schermo di cinema e tv, mentre sono in progress diversi progetti, teatrali, cinematografici e di scrittura. Abbiamo molto di cui parlare.    Marina Confalone durante l’intervista, Napoli, febbraio 2021, ph. Francesca de Paolis. Ci incontriamo un sabato mattina, vicino al mare, in una Napoli scaldata da un sole più che primaverile: città natale dove, da tempo, l’attrice ha deciso di ristabilirsi definitivamente. Ci sistemiamo per una lunga chiacchierata. Un guizzo ardente negli occhi accompagna il suo ragionare acuto, pacato ma battente, che spazia velocemente da un pensiero all’altro. Proviamo a partire dagli inizi. “Approdare al teatro è stato un caso. Appartengo a una famiglia borghese, i miei genitori volevano fare...