Il tuo due per mille a doppiozero

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George R.R. Martin

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2011 - 2021 / Game of Thrones: Machiavelli sul piccolo schermo

Per celebrare il decennale della messa in onda di Game of Thrones (17 aprile 2011), HBO, la rete americana che ha saputo trasformare una serie di romanzi fantasy (il ciclo, ancora incompiuto, di George R.R. Martin A Song of Ice and Fire) nel più grande successo planetario del nostro tempo, ha pensato bene di diffondere un video. Una sorta di recap degli eventi che hanno portato alla stagione conclusiva, l’ottava, andata in onda ormai due anni fa. Apriti cielo. Quella stagione, odiata con ferocia rara da milioni di fan dello show in particolare nelle sue ultime puntate, rappresenta una ferita ancora aperta. In migliaia hanno riesumato i gridi di battaglia con cui, nel 2019, si era assistito a una vera rivolta online: con gente che chiedeva, nientemeno, di rigirare tutta la final season, possibilmente impiccando Benioff e Weiss, i due sceneggiatori e showrunner passati dallo status di semi divinità a quello di nemici del popolo.      Si potrebbe discutere per ore di quella stagione fatale. O, cosa ancora più interessante, dell’evoluzione del rapporto tra pubblico e autori. O della capacità del fandom di assumere tratti quasi settari, religiosi, profondamente chiusi....

The Witcher 3. Hic sunt dracones

Un libro del 2010, La mappa perduta di Toby Lester, rievoca la storia della prima carta geografica in cui compare il nome “America”. La mappa, stampata nel 1507 presso il monastero di Saint-Dié-des-Vosges in Lorena, è opera dei cartografi tedeschi Martin Waldseemüller e Matthias Ringmann ed è considerata il primo atlante dell’era moderna in cui è indicata la presenza di un continente inesplorato al di là dell’Atlantico. Approfittando del resoconto sulla caccia al reperto, ora conservato nella Biblioteca del Congresso a Washington, l’autore abbozza un’accorata storia della cartografia dall’antichità ai tempi moderni, da cui risulta evidente la correlazione tra l’ampliamento della conoscenza geografica e la fioritura di una letteratura esplorativa che prosperava per la ricchezza apparentemente infinita di materiali da cui attingere: le agiografie fantasiose e allegoriche di santi cristiani, i diari dei missionari che si spingevano in Estremo Oriente e le descrizioni succinte di mercanti esploratori, come ne La navigazione di San Brandano e il Milione di Marco Polo.   Come insegna...