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Jean-Loup Amselle

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Jean-Loup Amselle / Psicotropici: droghe e sciamani

Jean-Loup Amselle, uno dei più autorevoli e originali antropologi contemporanei, ci ha da tempo abituati a teorie che spesso spiazzano il pensiero dominante, formulate attraverso uno sguardo quanto mai ricco e realista. Abbandonata – ma solo temporaneamente – la “sua” Africa, Amselle questa volta si è spostato in America latina e precisamente in Perù, per indagare quel fenomeno, sempre più diffuso, di turismo mistico o sciamanico legato alla somministrazione rituale della ayahuasca, un infuso allucinogeno a base di diverse piante amazzoniche in grado di indurre un effetto visionario, ma anche di “guidare” chi la assume. Utilizzata nella tradizione indigena, questa sostanza aveva assunto un ruolo centrale nell’immaginario psichedelico degli anni Sessanta, grazie anche ai libri di Carlos Castaneda, che grande influenza ebbero sulle giovani generazioni di quegli anni. Oggi, però, ci dice Amselle in Psicotropici (Meltemi, 2020) questa tradizione si è trasformata in una sorta di offerta di medicina alternativa per turisti occidentali. Dalla ricerca di una “realtà separata” di castanediana memoria, si è passati alla ricerca di una nuova terapia.   Protagonisti di questa svolta...

Religione e politica / Amselle. Islamici africani

Se c’è un autore che riesce sempre a far riflettere su temi, che spesso appaiono scontati, questo è Jean-Loup Amselle. Mantenendo dritta la barra del timone lungo una rotta che era già chiara fin dai suoi primi lavori di carattere africanista, Amselle ha sempre navigato contro le onde del pensiero comune sul quale spesso ci piace adagiarci. E di luoghi comuni l’Africa è stata infestata, soprattutto a causa della narrazione, quasi sempre occidentale, che è stata fatta di questo continente. Partendo da una triste attualità, quella del jihadismo in Africa occidentale, l’antropologo francese opera un’analisi storico-antropologica per dimostrarci come questo fenomeno abbia radici antiche, a dispetto della narrazione, piuttosto diffusa anche in ambienti accademici specializzati, che esista solo un “islam nero” di ispirazione prevalentemente sufi e tendenzialmente moderato, contaminato da molti elementi “pagani” tradizionali, che si contrappone all’islam ortodosso e radicale dei paesi arabi.   Questa divisione, secondo Amselle, come nel caso delle etnie africane, è ancora una volta il prodotto dei lavori di molti studiosi, di epoca coloniale e postcoloniale, che hanno voluto in...