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Joe Colombo

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L'ultimo futurista / Joe Colombo: una matita felice

Joe Colombo (1930-1971) sapeva disegnare. La sua ‘matita felice’ non aveva esitazioni mentre tracciava i contorni degli oggetti che progettava, dando così forma visibile a tutto quanto esisteva già nella sua fervida mente. Il tratto nitido, chiaro, privo di esitazioni dei suoi schizzi di progetto è rivelatore di un pensiero altrettanto nitido e chiaro. Non per nulla egli è stato uno dei designer più prolifici del secolo breve e, sicuramente, fra i molti, il più ingegnoso, tanto da essersi meritato il titolo, e con buona ragione, di 'leggendario' (Matteo Kries, 2005). Ha infatti all'attivo centinaia e centinaia di progetti, concepiti in meno di un decennio di attività, che oggi, a cinquant'anni dalla sua troppo prematura scomparsa, sono stati tutti censiti e schedati nel ponderoso volume curato da Ignazia Favata (con un contributo di Domitilla Dardi), Joe Colombo. Catalogo ragionato. 1962 - 2020, (Silvana Editoriale, pp. 300, € 85.00). Vi si annoverano gli oggetti ancora in produzione, i molti realizzati ma oggi non più prodotti, così come quelli che attendono di vedere la luce, insieme ad alcuni che la luce l'hanno vista soltanto di recente.   Sebbene Joe (Cesare all'anagrafe...

Design: tre centenari / Franca Helg, la gran dama dell’architettura

Seppure bisestile come l’attuale, il 1920 è stato un anno prolifico per la scuola di Milano di architettura. Ha infatti dato i natali a tre figure di rilievo internazionale, che si sono occupate anche di design: a Franca Helg, il 21 febbraio; ad Anna Castelli Ferrieri, il 6 agosto e a Vico Magistretti, il 6 settembre, tutti e tre allievi del Politecnico meneghino.    Franca Helg (1920 - 1986), "la gran Dama de la Arquitectura", come ebbe a definirla Vélez Catrain nel 1990 "doveva essere una donna molto disciplinata e rigorosa con se stessa. […] Discreta, sobria nella parola e nello sguardo; il suo portamento era deciso, il portamento di una persona che anticipa il passo con lo sguardo, l’udito e l’olfatto. E così era solita procedere nel suo lavoro." (idem, 2006) I collaboratori dello studio che lei ha condiviso con Franco Albini (si legga qui) fino alla morte del maestro, avvenuta nel 1977, la chiamavano con deferenza signora Helg, invece, noi allievi della Facoltà di Architettura del Politecnico, dove lei ha insegnato Composizione architettonica, la chiamavamo la Helg, lasciando sottinteso il titolo di professoressa, come spesso fanno gli studenti, ma con quel rispetto...

Un tipo da museo / Joe Colombo e il design del futuro prossimo

Se per un colpo di fortuna vi ci imbatteste, in qualche mercatino, o magari in un’asta di design, non lasciatevela sfuggire, sebbene sia raro trovarla nella sua vecchia edizione: la 4867, meglio nota come Sedia Universale o Universal Chair, è un pezzo cult. Presente nei più prestigiosi musei del mondo, dal MoMA di NY, al Design Museum di Londra, a quello della Triennale di Milano, al Vitra di Weil am Rhein, tra il 2005 e il 2009 è stata anche al centro della grande retrospettiva, dal titolo Inventing the Future, dedicata al suo autore, Joe Colombo (1930-1971). Partita da Milano, la rassegna ha itinerato per l'Europa, facendo tappa dapprima a Weil am Rhein, poi a Parigi, a Manchester, quindi a Graz e infine a Lipsia. Sebbene questa sedia fosse stata progettata nel 1965, è entrata in produzione soltanto due anni dopo; in seguito interrotta, la produzione è finalmente ripresa nel 2013. Leggera, ergonomica, impilabile e facilmente impugnabile, è indubbiamente anche piuttosto comoda, ma ciò che la rende speciale è il record che detiene, quello cioè di essere la prima sedia in plastica (ABS) realizzata industrialmente ad iniezione utilizzando un unico stampo.   Joe Colombo...