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Jonathan Cott

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Interviste geniali / Bob Dylan. Like a Rolling Stone

A pagina 350 della sua autobiografia “non autorizzata” X-Ray (The Overlook Press, 1995), Ray Davies, cioè, il grande Ray Davies, ammette di averci impiegato un po’ di tempo prima di capire la grandezza di Bob Dylan e di averlo inizialmente snobbato come autore, tanto da esser stato sul punto di scartare la canzone scritta da suo fratello Dave (si sta parlando dei Kinks, naturalmente) intitolata Death of a Clown (poi divenuta un successo anche in Italia ad opera dei Nomadi col titolo di Un figlio dei fiori non pensa al domani), canzone che, a modo di vedere o di sentire del suddetto Ray, era un po’ troppo “dylanesque”. Nella stessa pagina Davies dichiara di essersi poi ricreduto sul conto di Dylan fino a maturare su di lui l’opinione opposta, esattamente come aveva fatto con Picasso, che gli era sempre parso molto sopravvalutato, e ora considerava entrambi “due giganti dell’arte del ventesimo secolo”, non mancando di sottolineare che una particolarità della loro grandezza derivava anche dal fatto di essere stati proprio loro i primi a prendere per i fondelli i critici e gli esegeti da cui erano incensati e analizzati. Questo è stato senz’altro vero per Bob Dylan, il quale, negli...

Sessuale e intellettuale / I Diari di Susan Sontag

“Il “bisogno” intellettuale simile al bisogno sessuale”. Così suona l’ultima frase che chiude il primo volume dei diari di Susan Sontag, Rinata. Diari e taccuini 1947-1963 (Nottetempo) tradotti da Paolo Dilonardo. Questa frase, scritta alla fine del 1963, quando cominciano ad apparire sulle riviste americane i suoi articoli, raccolti poi in Contro l’interpretazione, compendia tutta la personalità e l’opera di una delle maggiori saggiste della seconda metà del XX secolo. Bisogno intellettuale e bisogno sessuale sono fusi in lei, fusi e insieme conflittuali, come ci racconta questo diario composto di brevi frasi, osservazioni, liste di libri, resoconti scarni ed essenziali della sua vita.     La giovane Susan non sa bene come fondere questi due aspetti, se aspetti si possono chiamare; per lungo tempo, almeno stando a quanto scrive, ritiene che siano disgiunti. Come dirà negli anni Settanta nell’intervista a Jonathan Cott apparsa su Rolling Stones (in forma estesa in Odio sentirmi una vittima, il Saggiatore), “esiste una struttura intellettuale del desiderio fisico, sessuale”, rovesciando così il dilemma che si era posta da adolescente nelle prime pagine di questo...