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Le parrocchie di Regalpetra

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21 gennaio 2012 – 21 gennaio 2022 / Vincenzo Consolo: come ho scritto i miei libri

Il 10 agosto del 1999 abbiamo incontrato Vincenzo Consolo nella nuova casa dove si era trasferito da qualche tempo dopo gli anni trascorsi in via Volta, in una abitazione dove mi era capitato di andare a trovarlo e di conversare varie volte con lui. Mi aveva coinvolto persino in un documentario su Mastronardi che aveva girato per la Rai dove lavorava. Avevo anche cominciato a recensire i suoi libri a partire da Nottetempo, casa per casa del 1992, con cui poi aveva vinto il Premio Strega, e a presentarli insieme a lui. Stavamo preparando io e Elio Grazioli un volume della collana di Riga edita allora da Marcos y Marcos, il numero 17 della serie, intitolato Italia due, in cui volevamo fare il punto su arte, letteratura, critica, teatro, nel passaggio al nuovo millennio. Il volume seguiva un precedente libro, Italia, di cinque anni prima composto di un fitto epistolario tra i due curatori – io e Elio – e una serie di autori che appartenevano a varie generazioni che avevano operato negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, una corrispondenza che insieme a testi e interventi occupava oltre 400 pagine: Martegani, Moresco, Cabiati, Guaita, Luigi Grazioli, Cingolani, Claudia...

Speciale Sciascia / L’onorevole disgregato di Sciascia

Quando nell’estate del 1964 ricevette da Mario Giusti, suo amico e direttore dello Stabile di Catania, l’incarico di scrivere sul tema della mafia una pièce teatrale per la stagione 64-65, dopo il felice esito l’anno prima sulla stessa ribalta del Giorno della civetta, Leonardo Sciascia batté in una settimana una specie di commedia amara intitolata L’onorevole nella quale la mafia figura nel tipo di un nuovo don Mariano Arena mellifluo e caricaturale, don Giovannino Scimeni, colluso con un parlamentare pescato dalla società civile: sortendo però una sotie pirandelliana per non essere riuscito a sostenere fino in fondo il tono naturalistico di una rappresentazione fin troppo ricalcata dal vero.  In sostanza, proprio quando Sciascia è avviato a imprimere al suo teorema sulla mafia un salto in avanti più scoperto e audace rispetto alle incertezze del Giorno della civetta, quel che con L’onorevole fa è di ripiegare, ancora per prudenza, su una trovata da metateatro: l’attore interprete di monsignor Barbarino, spogliandosi dei paramenti, si rivolge infatti del tutto inopinatamente al pubblico e rivela che è tutto uno scherzo – lo scherzo consistendo nei “moralistici deliri” di...

Ipotiposi / Neve

Nell’edizione del ’63 di Le parrocchie di Regalpetra, Leonardo Sciascia aggiunse un racconto, La neve, il Natale, in cui la presenza rara di una nevicata nella Racalmuto in cui nacque, nella Sicilia agrigentina di Pirandello, ribadisce il legame fra il coagularsi dell’inchiostro della scrittura e l’ac-cadere della morte. All’improvvisa felicità infantile per la sorpresa di una visita inattesa, presto si sovrappone una notazione luttuosa, il richiamo alla “disperazione e morte” che quel bianco incantato provoca negli uccelli e nei più fragili fra gli umani. “Col freddo i vecchi se ne vanno. Quagliano – qui dicono. Quagliare vuol dire cagliare, l’inavvertito cagliare della vita, la morte che lentamente si coagula nel corpo di un uomo, si fa gelida forma. È una espressione che viene usata per coloro che giungono senza strazio alla morte, ma a me piace spremerne un senso pirandelliano e universale”. La forma che si é raggelata blocca in un rigido stampo il magma incandescente della vita, e il manto depositato dalla neve diviene così lenzuolo, sudario. Al momento del ritrovamento del primo cadavere nel corso della cerimonia del Rosario, in quella parodia del “giallo” che è Todo modo,...

Impresa impossibile / Sciascia e il canone delle Opere

Preconizzando nel 1991 che, «prima o poi, agli esperti di cose sciasciane sembrerà di poter procedere a un censimento di tutti i testi dello scrittore siciliano e tenteranno di ordinarli e stamparli», Claude Ambroise, curatore delle Opere Bompiani, si rifaceva al naturale destino riservato dalla «fortuna critica postuma» a quegli «scrittori che riteniamo importanti». Tale fortuna è spettata certamente a Leonardo Sciascia, la cui produzione è da tempo in via di riproposizione da Adelphi in un ricco catalogo che per ultimo vanta, dopo il primo sulla narrativa, il secondo dei due tomi saggistici (pp. 1484, euro 75) delle Opere. Curatore è Paolo Squillacioti, reduce dalle miscellanee Il fuoco nel mare, Fine del carabiniere a cavallo e Il metodo Maigret, artefice nel complesso di un’operazione di recupero dell’attività sciasciana che ha del mirabile non meno che del certosino per l’acribia filologica impiegata.    Avvertendo Ambroise che, davanti alla gran mole del corpus sciasciano, solo in parte sarebbe stato possibile pubblicare i testi dispersi, di fatto il ricercatore toscano non ne ha raccolto che una piccola percentuale, calcolando che il totale supera i...

Sciascia Trenta / C’era una volta Regalpetra, c’era una volta Leonardo Sciascia

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto. La letteratura come fonte di conoscenza del mondo intorno a noi e di noi stessi. De te fabula narratur.   “Regalpetra, si capisce, non esiste: «ogni riferimento a fatti accaduti e a persone esistenti è puramente casuale». Esistono in Sicilia tanti paesi che a Regalpetra somigliano; ma Regalpetra non esiste”. L’antifrasi è smaccata. Tanto scoperta da non potere essere scambiata per ironia. C’è...