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Lev Kulešov

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Carteggi amorosi / “Una tua lettera è una festa”: Vladimir Majakovskij e Lili Brik

«La data più felice»: così Majakovskij definisce nella sua autobiografia il giorno in cui conosce Lili e Osip Brik. È una sera di fine luglio del 1915. Lili ha 24 anni, è sposata con Osip Brik e vive a Pietrogrado. È appena tornata da Mosca, dal funerale del padre, morto di cancro. Majakovskij, «bello, ventiduenne», è in stretti rapporti con Elsa, la sorella di Lili, ed è di ritorno dalla Finlandia. Quella sera di fine luglio, a casa di Lili e Osip Brik, Majakovskij viene esortato da Elsa a leggere La nuvola in calzoni. Lui non si fa pregare e dopo aver dato una rapida occhiata a un quadernino estratto dalla tasca della giacca e poi subito rimesso a posto, comincia a declamare il suo tetrattico, fissando il vuoto e senza mai cambiare posizione. L’uditorio è ammutolito, trattiene quasi il fiato, nessuno riesce a distogliere lo sguardo dal poeta fino alla fine, quando prorompe l’entusiasmo. Lili e Osip sono particolarmente ammirati: «Era ciò che sognavamo da tempo, ciò che aspettavamo» racconterà poi Lili alludendo all’insignificanza della poesia di quel periodo, e ripongono così tante speranze in quei versi che Osip finanzierà l’edizione del poema, pubblicato a settembre di quello...

Un petit monastère en Toscane / Otar Iosseliani, l’innamorato

Nato nel 1934 a Tbilisi (Georgia), il giovane Otar Iosseliani studia pianoforte al conservatorio della sua città natale e nel 1953 si trasferisce a Mosca per frequentare la facoltà di matematica e meccanica. Per paura di «contribuire personalmente alla distruzione del mondo» fabbricando armi (come ha confidato a Michel Ciment in un’intervista del 1977) abbandona l’università e due anni dopo entra alla VGIK, la scuola sovietica di cinema già diretta da Lev Kulešov. Allievo dell’ucraino Alexandre Dovženko, esponente del nuovo cinema rivoluzionario insieme a Vertov, Ėjzenštejn, Pudovkin, e del georgiano Mikhail Chiaureli, campione di Stalin per l’affermazione dell’estetica realista a partire dagli anni ‘30, Iosseliani realizza il suo primo cortometraggio Akvareli (in italiano Acquarello) nel 1958. La sua duplice formazione musicale e matematica fa di lui, ancora allievo alla VGIK, un regista e montatore meticoloso: «un acquarellista del quotidiano», appunto, come dirà trent’anni più tardi il critico Raphaël Bassan. È del 1962 il suo film di fine corso Aprili (Aprile), che segna l’inizio dei suoi guai con la censura, ancora al tempo impegnata nella campagna contro il formalismo....