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Max Mugnai

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Dal cinema alla scena / L’armata Brancaleone di Roberto Latini

Un’epidemia devastante, una crociata contro gli infedeli, un farsi magnifici eroici quando si è solo magniloquenti poveracci, un attaccamento quasi amoroso al denaro, all’interesse personale, la ricerca di un Altrove: tutto in una terra desolata, con tratti metafisici e con bagliori elettronici di wargame.  Non è l’Italia di oggi postpandemia, anche se lo potrebbe sembrare: è quella campagna immensa e ‘ignorante’, disseminata ogni tanto di castella o borghi infetti, di quel meraviglioso fumetto del nostro carattere nazionale che fu L’armata Brancaleone, film del 1966 diretto da Mario Monicelli, da lui scritto con Age & Scarpelli. Ne ha ripercorso la sceneggiatura facendola rassomigliare ancora di più all’Italia di oggi Roberto Latini, trasformandola in uno spettacolo teatrale. Ha aperto la stagione del Metastasio di Prato, suggellando gli anni di direzione di Franco D’Ippolito, che dal primo novembre passa la guida dello stabile toscano al regista Massimiliano Civica. È una coproduzione con Emilia Romagna Teatro Fondazione e si potrà vedere ancora all’Arena del Sole di Bologna dall’11 al 14 novembre: per ora non sono previste altre repliche, in un sistema malato di...

Piccolo di Milano / Latini, Mangiafoco, il ghiaccio, il teatro

La scena è bianca. La luce opaca. Da una masnada di attori con mascheroni di Mickey Mouse attraverso un sipario a strisce viene introdotto uno scivolo, che lancerà nell’ampia arena gli attori-personaggi, maschere di sé stessi e del loro amore per il teatro.  C’è il ghiaccio e c’è il fuoco, la confessione, il silenzio, la citazione, l’urlo, la rabbia mitragliata a un microfono ad asta. C’è la passione e il pericolo nell’ultimo spettacolo di Roberto Latini, andato in scena al Piccolo Teatro Studio di Milano fino a poco prima di Natale, una coproduzione Piccolo Teatro, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Fondazione Matera 2019, Associazione Basilicata 1799 / Città delle 100 scale Festival in collaborazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata.    Mangiafoco – come lo chiamava, alla toscana, Collodi, nel suo Pinocchio a puntate, poi riunito in un unico romanzo nel 1883 – è uno spettacolo sul rischio di recitare, di vendersi l’abbecedario per il teatro, sulla possibilità di finire in brace per arrostire un bel montone e saziare una pancia già debordante o sulla liberazione che alla fine di un lungo processo di trasformazione e riconoscimento può arrivare, se si sanno...

Fantasmi pirandelliani

Succedono bei paradossi nei festival italiani di teatro. Al festival Inequilibrio di Castiglioncello, per esempio. In questa rassegna laboratorio che si svolge nell’ottocentesco castello Pasquini, nei luoghi dove Diego Martelli ospitò i macchiaioli, tra progetti in divenire, “studi”, spettacoli che devono ancora maturare, visioni di danza un po’ algide, un po’ concettuali, all’improvviso irrompe il capolavoro.   Anche qui si tratta, per ora di “materiali”: è uno spettacolo che forse non rivedremo più in questa forma. Ed è più che uno spettacolo, perché Roberto Latini - prendendo come testo e pretesto I giganti della montagna, l’ultimo dramma di Pirandello, e scavandolo con rara intensità e acume - ci regala un lavoro sulla vita, sull’apparenza, la paura, la rappresentazione di sé per proteggersi, per ritrarsi dal mondo o per sfidarlo.   Lo fa, ereticamente, sulle orme di Leo de Berardinis, accreditandosi come vero erede del grande uomo di scena, perché ne recupera lo spirito, la luce l’ombra l’ascesi che cerca l’uomo attraverso...