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Quando abbiamo smesso di capire il mondo

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Silvano Fuso e Nathalie Gontard / Cozze, gechi e altri nanomateriali

Cosa sia la materia è una di quelle domande che hanno a che fare con altre curiosità che probabilmente abbiamo sempre avuto, vicina a domande come: cos’è il mondo, di cosa è fatto, che forma ha, perché una pietra è più dura di un ramo, perché l’acqua scorre e il sole scalda. Tutti quesiti che vengono necessariamente dopo che rami, terra, pietre, acqua e sole li abbiamo usati senza porci troppe domande sulla loro natura intrinseca. Prima usiamo, poi ci domandiamo cosa stiamo usando. Che la progressione sia questa e non il contrario ce lo mostra il fatto che non siamo la sola materia vivente che usa le cose del mondo, la maggior parte degli altri animali utilizza rami, terra, pietre, acqua e tutto ciò che trova e cerca per rendersi la vita migliore. Noi umani abbiamo preso l’abitudine, oltre a usare la materia, di chiederci di cosa è fatta, una parte di noi lo fa per approfondirne la conoscenza, altri, la maggior parte, per poterla usare meglio. Semplificando, è la differenza che troviamo fra i fisici teorici che hanno sviluppato la fissione nucleare dell’atomo e l’esercito degli Stati Uniti che ha sganciato la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. La conoscenza del mondo non è...

Due libri, di Mark O' Connell e Benjamin Labatut / Paura dell'apocalisse

"Dobbiamo sradicare dall'anima la paura di un futuro sconosciuto, perché questa paura non ci aiuterà a cambiarlo. Dobbiamo aspettarlo con serenità, perché attraverso paura e timore, noi blocchiamo la nostra evoluzione". Questa frase, tratta da una preghiera laica (Per l'epoca di Michele, 1924) di Rudolf Steiner sarebbe stata bene in esergo al libro dell'irlandese Mark O'Connell, Appunti da un'Apocalisse – Viaggio alla fine del mondo e ritorno (Il Saggiatore, 2021). Lui invece, obbedendo alle esortazioni di Greta Thunberg, sceglie questa: "...Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno. E poi voglio che agiate. Voglio che agiate come fareste in un'emergenza. Voglio che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è". Bisogna arrivare alla fine, a pagina 231, per sentirlo finalmente ammettere: "...mi sono stancato del nichilismo cosmico, della disperazione cosmica. Di recente ho cominciato a essere felice di vivere questo tempo, se non altro perché è l'unico tempo in cui mi è dato vivere". Le pagine precedenti, quindi tutto il libro, sono "tribolazioni" (il significativo titolo del primo capitolo) di un uomo nutrito di buone letture che si trova...