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Remo Ceserani

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22 novembre 1933 – 31 ottobre 2016 / Remo Ceserani. L'ambizione di cambiare le cose

Ricordo, di Remo,  la benevolenza, e quella sua capacità di accordarsi, di entrare in sintonia con gli altri. Ricordo tutti gli incontri a tre, con Pino Fasano, per preparare  il Dizionario dei temi letterari, e per discutere delle voci che via via ci arrivavano dai collaboratori. Ne ricordo la forza di carattere  del tutto dissimulata. Ne ricordo l’intelligenza, anche pratica, davvero fuori dal comune. Ne ricordo, con divertimento – la finimmo a ridere – qualche impuntatura, una in particolare, a proposito della natura traduttiva dei Vangeli (ma non ricordo più quale fosse esattamente il punto). Ne ricordo l’amicizia, della quale ancora lo ringrazio.  Ne ricordo il divertito scetticismo con il quale a volte riconsiderava il lavoro fatto, come, per esempio, capitò una volta, in una presentazione a Bologna de La letteratura nell’età globale (2012, scritto da Remo con Giuliana Benvenuti).   Remo, dopo aver ricordato Il materiale e l’immaginario (scritto con Lidia De Federicis), e il Dizionario dei temi letterari,  disse, e poi scrisse, che “quei progetti avevano un elemento in comune, l’ambizione, forse ingenua, di cambiare le cose (nella cultura...

Le scarpe di Van Gogh

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli   Questa storia comincia con L’origine dell’opera d’arte che Martin Heidegger stila alla metà degli anni ’30: che cos'è un'opera d'arte? Quale la sua origine? Heidegger si interroga a partire da un quadro di Van Gogh che raffigura delle scarpe. Uno storico dell’arte americano, Meyer Schapiro, gli contesta l'interpretazione dell'opera e inizia un dibattito che sottende da allora in poi il rapporto tra arte e filosofia, ripreso dai grandi del pensiero della seconda metà del XX secolo e qui ricostruito e ripercorso: Jacques Lacan, Jacques Derrida, Fredric Jameson, Massimo Cacciari, Gottfried Boehm... Le scarpe di Van...

Paolo Zanotti. Il testamento Disney

Che cosa ci fanno Paperoga, Paperetta, Pluto, Eta Beta e Gastone per le strade di Genova? Si avvicina il Carnevale? Si è finalmente realizzato il progetto originario di costruire sulla Riviera ligure e non a Parigi il grande centro di divertimento ormai noto come EuroDisney (un progetto, si ricorderà, naufragato per i consueti ostacoli della burocrazia italiana)? O invece ci troviamo sul set di una nuova serie televisiva per il canale satellitare della multinazionale americana?   Nulla di tutto questo. Più semplicemente siamo entrati nell’ultimo, stralunato romanzo di Paolo Zanotti. Adoperare ora parole come queste può apparire una concessione al generale cordoglio – de mortis nisi bonum –, ma Zanotti, scomparso alla fine del 2012 a quarantuno anni, è stato davvero uno dei narratori italiani della sua generazione più promettenti e più ammirati da colleghi e critici. Al momento della pubblicazione, nel 2010, il suo romanzo di esordio, Bambini bonsai, venne accolto con ampio consenso, e solo la morte improvvisa gli ha impedito di completare il nuovo libro al quale lavorava da tempo, KH, una riscrittura della...

John Barth. L'algebra e il fuoco

Basta una semplice ricerca sul sito web di una libreria online per rendersi conto di quanti pochi risultati pertinenti restituisca, in Italia, la keyword "letteratura postmoderna": con l'eccezione del buon lavoro di Remo Ceserani (Raccontare il postmoderno, Bollati Boringhieri, 1997), il nucleo forte delle pubblicazioni di area non accademico-specialistica poggia ancora sui classici di Umberto Eco, da Lector in fabula a Opera aperta. Basterebbe questo, e il confronto con la ricca produzione anglosassone, per assegnare un posto importante all'edizione italiana dei saggi di John Barth pubblicati da minimum fax sotto il titolo borgesiano di L'algebra e il fuoco (traduzione Damiano Abeni, cura di Martina Testa) .      Tra gli anni Sessanta e Ottanta Barth è stato uno dei più importanti esponenti del postmodernismo classico, quello cioè che ha preceduto l'elaborazione teorica e la new wave minimalista degli anni Ottanta e Novanta. Spesso associato ai grandi scrittori della tradizione postmoderna internazionale (Julio Cortàzar, Italo Calvino, Gabriel Garcia Màrquez) più che alla cerchia nutrita dei suoi...

John Berger

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     “Il numero delle vite che entrano nella nostra è incalcolabile”, ha scritto John Berger in una pagina di Qui, dove ci incontriamo. Intorno a queste parole non ha voluto altro, se non la cornice bianca del foglio, per mettere meglio in risalto quella che potrebbe sembrare una semplice constatazione ed è invece un riconoscimento emozionato e emozionante. L’io di ciascuno di noi è il prodotto in continuo divenire della relazione che abbiamo con gli altri, con chi è entrato ‘materialmente’ nella nostra vita – per amicizia, amore, legame politico o professionale – e con tutte e tutti coloro che l’hanno...