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Riccardo Musatti

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Riccardo Musatti / Un meridionalista in Olivetti

Il 1955, l’anno in cui è dato alle stampe La via del Sud, è inaugurato lo stabilimento Olivetti di Pozzuoli. È il primo caso di trasferimento tecnologico di una grande azienda del Nord nel Mezzogiorno. Per Adriano Olivetti l’industria è la chiave di volta per modernizzare il Sud che, con più alti redditi, ha la possibilità di diventare un mercato importante per il resto d’Italia. Scrive Olivetti che l’industrializzazione è da considerare un mezzo «ma senza dimenticare il fine; la promozione di una civiltà fondata sull’armonia dei valori, sul rispetto delle libertà democratiche, sull’autonomia della persona». Riccardo Musatti è stato, per passione civile, il meridionalista del mondo olivettiano. Oggi, a oltre sessant’anni dalla prima pubblicazione del libro, molti nodi restano irrisolti e gli squilibri permangono. È parso quindi utile riproporre quelle pagine che hanno nel tempo acquistato un significato più profondo e aumentato il rimpianto per un tempo più fervido di idee e di uomini che si battevano per affermarle.  La “questione meridionale”, negata per motivi diversi dal fascismo e dall’idealismo crociano in nome della sacralità dello Stato unitario, torna al centro del...

Giancarlo Lunati, un manager

Giancarlo Lunati accoglieva il visitatore nel salotto della sua abitazione milanese dalle parti del Tribunale mostrandogli le foto di Benedetto Croce e Adriano Olivetti, insieme a una targa che celebrava la tiratura record raggiunta da «Il Sole 24 ore» negli anni della sua gestione. Tre simboli a ricordare le principali tappe di una vita ricca di impegni professionali e di occasioni culturali. Dichiarava che «un manager deve avere curiosità intellettuali, deve cercare di non essere mai troppo settoriale». Una certa bruschezza monferrina (era nato a Rivarone nel 1928) lo induceva ad andare al nocciolo delle questioni che riguardavano il suo passato olivettiano, affermando che quello che aveva da dire lo aveva scritto in Con Adriano Olivetti alle elezioni del 1958. Come dargli torto? Nella ricca memorialistica olivettiana, un filone forse non ancora estinto, il libretto di Lunati ha il pregio di fondere riflessione e ricordo, oltre al fatto di essere stato scritto in un periodo, gli anni Ottanta, in cui il mito di Adriano Olivetti era in una fase declinante e andavano spegnendosi gli echi di una stagione irripetibile.   Lunati arriva in Olivetti...