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Roberto Piumini

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Ravenna, 6/11 dicembre / I nomi della rosa

lunedì   Ravenna. 6 dicembre. Lunedì, martedì e mercoledì: mancano tre giorni. Giovedì c’è la riunione finale del Campiello junior. Il compito di noi giurati è selezionare una rosa finale di tre titoli italiani dell’ultimo anno, destinati a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 14 anni.  «Rosa finale». Mi è subito sembrata un’espressione bellissima. Scegliere è forse anche questo? Imparare, come l’elfo invisibile di Andersen, a distinguere tra loro i petali di un fiore?  Purtroppo, però, io non sono un elfo invisibile e oggi mi si pone un problema di ordine pratico: devo partire, questa sera sarò a Parma, dove ho spettacolo. Da lì andrò a Firenze e poi direttamente a Milano, alla riunione. Ho in testa sette libri preferiti. Da dove mi viene allora l’insana tentazione di infilarmeli tutti in valigia? Sono ottantadue!!! «Chiara, non fare la pazza», mi ha appena detto Rodolfo. Sa bene che la mia valigia rischia di portarla lui. «Non preoccuparti» gli dico, «davvero, ho le idee piuttosto chiare».  Ma poi penso: e se mi fosse sfuggito qualcosa? Se per caso volessi risfogliarne qualcuno all’ultimo momento, in questi giorni? Alla fine decido, ne prenderò solo dieci: i sette...

Bambini e pubblicità

Poeta, scrittore, Roberto Piumini è il più amato tra gli autori per l'infanzia. Forse perché non scrive solo per l'infanzia, e il suo sguardo, emotivo, civile, mai prescrittivo, realizza con naturalezza dei purissimi incontri culturali tra i piccoli lettori e i suoi testi. Su Bill 12 abbiamo ragionato insieme a lui su un possibile incontro tra il linguaggio della pubblicità e i bambini. Eccone una versione accorciata. Segue un'appendice su una campagna meravigliosa e su due idee per un nuovo rapporto tra il pubblico dei piccoli e la pubblicità.     Un suo verso recita: «Quando ride un bambino / Il mondo prende un punto». E quando un bambino guarda la pubblicità, invece, cosa succede?   Certo qualcosa di diverso da quel che succede all’adulto. L’adulto, se addirittura non rifiuta il messaggio o gli dedica solo un’attenzione secondaria depotenziandone il “senso-verità”, aggiunge le informazioni pubblicitarie “sul mondo” a quello che sa, colloca la scena pubblicitaria in un teatro vasto e vario. Per il bambino, per la seduttività narrativa e...