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Tre saggi sulla teoria sessuale

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Diario clinico 3 / Quando il giornale era un mappamondo

“Basta pareti”, urla la bambina, perché i piccoli sono azione e stare al chiuso sembra una punizione di cui non si capisce la ragione. L’isolamento coatto forza gli adolescenti a inabissarsi sempre più in se stessi, la scuola è l’inaspettato oggetto del desiderio, gli adulti sognano: quello che vorrei è qualcosa di più del poter andare in un posto, è una vita al di là della casa.  Anche se nessuno ci vede, ci sentiamo sotto esame tutti. Ci domandiamo chi siamo, mentre dubitiamo e regrediamo, risucchiati in simbiosi strampalate, timorosi di ogni lasciatura. Cittadini un po’ infantilizzati che, come bambini con la paura di andare a dormire, vedono ingigantite le ombre della sera. Penso alla riflessione di Anna Freud, l’idea di un Super-io più crudele e spietato quando gli adulti faticano a prendere posizione. L’apparizione intermittente dell’altro, la sua smaterializzazione, il prevalere di un one-to-one senza triangolazione acuisce l’incertezza identitaria.    Come se avessimo perso il nostro appoggio, quello che Georg Simmel, in La metropoli e la vita dello spirito, (a cura di Paolo Jedlowski, Armando,1995), definisce in questo modo: “La base psicologica su cui si...

1921-2021 / Psicologia delle masse. Un secolo di politiche dell'inconscio

Ricorre quest'anno, in un momento di grande difficoltà planetaria per la pandemia da Covid, segnato dal recente riemergere anche in Italia e in Europa, in una sfavorevole congiuntura economica, del populismo e di derive autoritarie come il sovranismo, il centenario di un'opera di Sigmund Freud, Psicologia delle masse e analisi dell'Io, che sembra porre le basi per una comprensione dei fenomeni sociali sulla base di una lettura psicoanalitica delle politiche dell'inconscio.    «Nella vita psichica del singolo l'altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto [...] la psicologia individuale è, al tempo stesso, fin dall'inizio, psicologia sociale». Così nota Freud all’inizio del suo saggio (in OSF, Bollati Boringhieri, tr. it. di E.A. Panaitescu, p. 261) Pur non essendovi una rigida contrapposizione fra psicologia individuale e psicologia sociale, quest'ultima tuttavia si applica in senso proprio allo studio di fenomeni diversi, che hanno a che vedere col rapporto fra l’individuo e quelle moltitudini di sconosciuti, che si formano in determinate circostanze, che chiamiamo masse spontanee; oppure fra l’individuo e...