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Tsai Ming-Liang

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La lettura di Riccardo Panattoni / Gli amori immaginari di Kim Ki-duk

Lo scorso gennaio, durante la cerimonia dei Golden Globe, Bong Joon-ho ha esortato il pubblico americano a «superare la barriera dei sottotitoli» per scoprire il meglio del cinema straniero, con parole che possono essere lette come un invito a sorpassare una soglia testuale, sede di differenze (e diffidenze) linguistiche ma anche culturali, oltre la quale l’esperienza della visione rivela la sua essenza universale: «I think we use only just one language: the cinema». Sulla rivista britannica Sight and Sound, commentando la scelta di affidare a Bong Joon-ho il ruolo di guest editor del numero di marzo, l’editoriale di Mike Williams richiama proprio questo concetto, e si riferisce al regista coreano come a uno dei «visionari più creativi» del cinema contemporaneo. Bong Joon-ho, dal canto suo, ha compilato una lista di venti registi emergenti intitolata “20/20 Vision”, introdotta da un’affermazione sorprendente: «Già nel vedere il secondo film di Wong Kar-wai, Days of Being Wild (1990), abbiamo forse potuto sognare nelle nostre menti In the Mood for Love (2000)».   La stessa intuizione può essere verificata su Bong Joon-ho, ad esempio sulla scorta dei ben tre episodi che in...

La cura dell’io è cura del noi / L’uomo ha tre dimensioni

È un crescendo, ma anche un diminuendo o il ritmo piano di una spirale che si può aprire e poi sprofondarci. L’io-tu-noi forma un triangolo esistenziale in ogni individuo, dà vita a una costruzione originale: una trama di effetti sliding doors e “conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali”, come il filosofo e psicologo Wilhelm Wund definiva l’eterogenesi dei fini. La convivenza della molteplicità dei nostri io con il tu insondabile di un altro, con il noi di un ambiente esterno che per ognuno è diverso, insieme reale e mentale, rende il collettivo una dimensione della psiche individuale. In Io, tu, noi. Vivere con se stessi, l’altro, gli altri (Utet, 2019) Vittorio Lingiardi dichiara di voler “raccontare un’intersoggettività ideale immaginandola come una sfera armillare composta dall’intreccio dei tre anelli dell’io, del tu e del noi”. Un soggetto elastico e dinamico, in dialogo, disposto a correre l’azzardo del con, capace di inseguire i collegamenti tra le barriere sociali e politiche e i muri in testa. Come nei precedenti Mindscapes (Raffaello Cortina Editore) e Diagnosi e destino (Einaudi), la scrittura va sempre veloce, la riflessione psicoanalitica spazia tra molti...