Alfabeto Pasolini

Categorie

Elenco articoli con tag:

Un po’ di febbre

(2 risultati)

Alfabeto Pasolini / Pasolini. Un sogno nato a Casarsa

L’avvento dell’agricoltura ha condannato i nostri antenati a una vita più faticosa e più povera di esperienza di quella dei loro predecessori in cambio della speranza di avere un pasto assicurato nel futuro e di difendersi meglio dai predatori.  Le carestie e l’inermità hanno in seguito esposto i nuovi agricoltori a falcidie e umiliazioni, ma non sono tornati indietro (per l’inermità, con il tempo, hanno provveduto costituendo gli eserciti, dove morivano e uccidevano, a volte credendo di sapere perché, altre volte senza nemmeno quella consolazione).  La stessa cosa si può dire del progresso industriale, a ogni strappo in avanti, sempre meno vita originale, maggiore dipendenza da fattori imprevedibili, crescente omologazione. Fino a quando il futuro produttivo ha preso il posto di Dio e poi ha occupato tutto il presente in vista di un’esistenza che programma ogni istante a venire.   Mi pare un buon inizio. Ma poi come vado avanti? Forse l’ho presa troppo da lontano. La cosa però non si capisce, se non si guarda indietro. Marco mi ha chiesto 10.000 battute (spazi inclusi) su Pier Paolo Pasolini. C’è il centenario della nascita. Forse farei meglio a scrivere di ieri...

Collodi visto da Garrone / Pinocchio, l’Italia

“Che Paese meraviglioso era l’Italia”, suona l’attacco della recensione che Pasolini dedica a Un po’ di febbre di Sandro Penna e poi raccoglie nei suoi Scritti corsari. È l’Italia in cui “I paesi avevano ancora la loro forma intatta, o sui pianori verdi, o sui cucuzzoli delle antiche colline, o di qua e di là dei piccoli fiumi”. Così appare sin dalle prime scene l’Italia nel film che Garrone ha dedicato al più famoso libro della nostra letteratura, fatta salva la Divina Commedia: Pinocchio di Carlo Collodi, di sicuro il libro più letto dai bambini sino a qualche anno fa. Un’Italia ottocentesca col suo baricentro in un piccolo paese della Toscana, un luogo e un tempo che precedono l’Italia orribilmente sporca descritta dal poeta friulano nell’ultimo decennio della sua vita e che Matteo Garrone ha ritratto successivamente in modo efficace nei propri film: Gomorra, Reality, Dogman. In questo idilliaco luogo, abitato soprattutto da uomini anziani male in arnese, con vestiti lisi e rattoppati, i capelli scompigliati e arruffati, si muove il burattino che Geppetto realizza col pezzo di legno datogli da Mastro Ciliegia.    Matteo Garrone. Un Eden composto di distese di grano...