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Wilfred Bion

(5 risultati)

Un libro di Moreno Montanari / L'umano nel profondo è invincibile

Che la vita sia un incessante affanno lo si capisce abbastanza presto. Lasciamo stare i grandi traumi e le situazioni estreme, pensiamo alle “normali” vicende dell’esistenza: la nostra infanzia, l’adolescenza, le frustrazioni sentimentali, le fatiche economiche, ecc. ecc. Che bello se i diversi aspetti della vita fossero una tavolozza di colori con i quali poter (ri-)disegnare la nostra esistenza (Le correzioni, le ha chiamate Jonathan Franzen) dando alle sue diverse “stazioni” una tonalità a piacimento più intensa o più tenue, e disporre sulla tela i vari eventi ma dando loro dimensioni e collocazioni strane, inusuali: che so, le fatiche economiche io le disegnerei come un pallone a cui dei bambini vocianti e sorridenti danno dei gran bei calci. Forse così facendo quell’affanno non sarebbe più così incessante; con la mia rielaborazione sarei in qualche modo in grado di risistemare e risignificare la mia vita, almeno un po’ e sia pure in forma immaginaria. L’immaginario, si sa, ha una sua potenza rielaborativa, e può certamente in parte anche cancellare lo stridore della sofferenza. È questa, secondo me, la suggestione più intensa che si raccoglie nell’ultimo libro di Moreno...

Emergenze attuali / Trauma: un'analista alla finestra

Trauma   L’etimologia della parola trauma risale al greco e indica una ferita, rottura o lacerazione determinata da una causa violenta. In ambito psicologico, il concetto di trauma si riferisce a un danno della psiche, conseguente a una o più esperienze ed eventi minacciosi, imprevedibili, inevitabili e insostenibili, fonte di intense reazioni emotive. Non è tanto l’intensità dell’evento a generare il trauma, quanto l’impotenza, quando il soggetto si sente sopraffatto e non è in grado di reagire o di difendersi con le sue risorse abituali.  La riflessione sul trauma è stata presente nella storia della psichiatria e della psicologia dinamica fin dalla fine dell’800. Presso la clinica Salpetrière di Parigi, studiosi come Jean-Martin Charcot e Pierre Janet svilupparono ricerche sulla correlazione tra disturbi mentali ed esperienze traumatiche. Nello stesso periodo Sigmund Freud, nei suoi primi studi sull’isteria, riconduceva i sintomi delle sue pazienti a esperienze traumatiche di natura sessuale vissute nel passato. L’emozione di intensità eccessiva doveva essere  allontanata dalla sfera della coscienza, rimossa e relegata nell’inconscio, e con essa le...

Accademia Unidee / Immaginazione, creatività e progettualità

“L’immagine fantastica ha la sua verità, con la conseguenza che essa reagisce realmente, e realmente e potentemente resta imbrigliato chi si lascia vincolare…”, dice Giordano Bruno (1986, p. 175) nel De Magia. Il margine è lo spazio dell’immaginazione, della pensabilità, della progettualità. Non può essere inteso come una linea, come un confine, pena la perdita della sua stessa generatività. La zona smilitarizzata nell’esperienza della guerra è un margine che consente di interromperne la distruttività. Le strategie non violente di interposizione sono una via per valorizzare il margine, inventando una possibilità dove non sembrerebbe pensabile. Il margine è perciò uno spazio e un tempo per il movimento e il movimento è uno dei caratteri costitutivi del vivente. È determinante per riconoscere la vita e distinguerla dalla morte, così come è strettamente connesso all’apprendimento e alla creatività umani. In quanto connesso al movimento il margine è il luogo del gioco, dove si può entrare e uscire, consentito a chi gioca per far emergere qualcosa che prima non esisteva.   Ricreare il gioco è infatti un modo per evitare la scomparsa del margine di relazione, di emancipazione, di...

Luigi Boscolo e l'arte delle lenti

Il 12 gennaio 2015 muore Luigi Boscolo. Nato il 27 marzo 1932, si laurea in Medicina a Padova, si forma come pediatra e come psicoanalista a New York City. Negli anni Sessanta New York è già la capitale culturale del mondo occidentale. La città più importante degli Stati Uniti, sembra essere del tutto eccentrica al mainstream nordamericano. Là s’incontrano artisti, filosofi, scrittori e psicoanalisti ebrei rifugiati dall’esplosione antisemita in Europa; in particolare dopo il nazismo in Germania e l'emanazione delle leggi razziali in Italia. Tra costoro, dall'Italia, Edoardo Weiss (1889-1970) e Silvano Arieti (1914-1981). Dopo la guerra, la maggioranza rimane là e continua la propria attività.   Boscolo ci va nel 1960 e ci rimane fino al 1967. Insieme con lui –  immagino oggi il loro ricongiungimento nell'Ade –  Gianfranco Cecchin (1932-2004), morto dieci anni fa. Boscolo frequenta il corso di Psicoanalisi presso il New York Medical College-Metropolitan Hospital. I suoi primi maestri sono il già menzionato Silvano Arieti e Nathan Ackerman (1908-1971) che già pratica...

Puritani

Un gruppo è corpo di corpi, Gustave Le Bon (1841-1931) e Wilfred Bion (1897-1979) descrivono il gruppo come un soggetto indipendente, autonomo. Si creano fenomeni sovra-individuali.   Viene in mente quel gruppo di fedeli che appoggiarono la rivoluzione di Cromwell e, dopo la sconfitta, s’imbarcarono sulla Mayflower per raggiungere quei luoghi che ancora oggi chiamiamo New England. Portavano il dolce nome di Padri Pellegrini. Così li canta candidamente Paul Simon:     We come on the ship they call the Mayflower We come on the ship that sailed the moon We come in the age’s most uncertain hour and sing an American tune     Arrivammo con la nave, chiamata Mayflower Arrivammo sulla nave che attraversò la luna Arrivammo nell'era delle ore più incerte e cantammo un canto Americano   (Paul Simon, 1973)   Viene da piangere a sentirla. Invero i puritani mostrano, fin da subito, le ambiguità di una seconda immagine, meno rassicurante. Nel 1975 Sacvan Bercovitch pubblica The Puritan Origins of the American Self e indaga le vicende che...