Alfabeto Pasolini

Scritture

Le proposte di Gert J.J. Biesta / Liberare l'insegnamento dall'apprendimento

Come si fa a tornare a parlare di insegnamento senza essere “di destra”? Come si fa a rimetterlo al centro del dibattito senza cedere al canto delle sirene del neoliberismo o di inutili retrotopie?    È questo l’interrogativo fondamentale al quale prova a dare una risposta Gert J.J. Biesta in The Rediscovery of Teaching – Riscoprire l’insegnamento. Francesco Cappa e Paolo Landri, i curatori di questa prima traduzione del volume, sottolineano come Biesta sia “una delle voci più interessanti del panorama culturale internazionale nel campo della filosofia dell’educazione” (p. VIII).   La pandemia ha riportato la scuola e l’insegnamento al centro della discussione pubblica ed accademica, una discussione che pare, però, rimanere asfitticamente polarizzata, anche grazie...

Le esperienze di Federico Moroni / Arte per gioco

Se fossi un bibliotecario, e dovessi classificare questo libro – Federico Moroni, Arte per gioco, a cura di Simonetta Nicolini, postfazione di Michele Caputo, Vallecchi, 206 pp. – sarei molto imbarazzato: non è un’autobiografia e nemmeno un testo teorico, non è un manuale didattico (come a prima vista potrebbe anche sembrare), non è un’indagine sociologica sulla campagna romagnola, tantomeno un saggio di estetica. È un po’ tutto questo assieme, in una successione – volutamente asistematica – di riflessioni, digressioni artistiche, descrizioni di personaggi e di oggetti, pensieri – ora estemporanei, ora ben meditati – sulle forme e i colori.   Curatissima dal punto di vista grafico (un centinaio tra disegni in bianco e nero e immagini a colori), la prima edizione del libro apparve a...

Un verso / Costantino Kavafis, Se per Itaca volgi il tuo viaggio

È il primo verso di una delle più note poesie di Costantino Kavafis (qui la riporto nella traduzione classica di Filippo Maria Pontani). Un verso allocutorio, rivolto al lettore: il tu della poesia è, come sempre in Kavafis, rappresentazione di un soggetto in ascolto, ma anche di un singolo lettore che comprende in sé, per così dire, l’universale umano. Ad apertura, Itaca: isola mitica dell’approdo di Ulisse, terra che è limite dell’estrema avventura, orizzonte che appare e scompare lungo l’arrischiato navigare che è la vita stessa. La pronuncia del nome di Itaca, sin dalla soglia del dire poetico, inaugura un procedimento particolare della poesia di Kavafis, per il quale l’ evocazione di figure proprie di un mondo perduto e di una grecità lontanissima e ancora eloquente si carica via via...

Le parole sono importanti? / Stefano Bartezzaghi: Senza distinzione

In principio fu Moretti. Tutti ricordano il film Palombella Rossa (1989) in cui Michele Apicella – personaggio ideato e interpretato da Moretti, presente, ogni volta con una nuova identità, in molti suoi film – è un dirigente comunista e giocatore di pallanuoto. Egli, dopo aver perso la memoria a causa di un incidente stradale, si ritrova a dover ricostruire i pezzi della sua esistenza di militante in un ambiente profondamente cambiato, segnato dalla fine dell’utopia comunista. Molto noto è un passaggio del film in cui Michele, durante una partita, viene intervistato proprio sul suo passato e sulla sua esperienza di militante da una giornalista per lo più impreparata a discutere sul tema. Il suo modo di esprimersi – utilizza parole come “kitsch” e frasi fatte come “alle prime armi” –...

Son coeur mis à nu / Sophie Calle, Storie vere

La nostra amata gatta Baguette compie oggi quindici anni. Sta male, è dimagrita; si nutre soltanto di brodetti proteici; sta morendo. Per portarci avanti nell’elaborazione del lutto, Caterina e io da qualche tempo coltiviamo fantasie cimiteriali. Avvolgerla in un drappo di lino. Adagiarne la salma in una cassetta di Moët Chandon. Seppellirla ai piedi di un bosso nell’avita casa di campagna. Pensavamo di esagerare, pensavamo di sbagliare. Non abbiamo figli, noi coppia dink, saremmo imputabili d’eccesso di pet care e corresponsabili dell’estinzione umana. E invece ecco qui: pagina centoquindici di Storie vere di Sophie Calle, Des Histoires vraies in prima edizione 1994, con varie ristampe arricchite e modificate, fino questa italiana procurata da Contrasto per la meritoria collana “Lampi”,...

Un libro di Itamar Orlev / Padre canaglia

Molti anni fa Abraham Yehoshua mi disse: “Non si dovrebbe scrivere romanzi prima dei quarant’anni, al massimo racconti”. Il grande autore israeliano con quella frase non pretendeva di imporre un limite anagrafico ai romanzieri. Del resto sapeva bene che la storia della letteratura è piena di ventenni e trentenni che hanno prodotto dei capolavori (Thomas Mann, quando pubblicò I Buddenbrook, aveva ventisei anni). Piuttosto intendeva che a quell’età ormai si è conosciuto la vita abbastanza da potersi cimentare nella difficile arte del romanzo, la quale, fra tutte le arti, è quella che più pretende un’acuta comprensione della natura umana. Mi sono ricordato di quelle parole leggendo le note biografiche di Itamar Orlev, nato nel 1975 a Gerusalemme, autore di racconti apparsi sulle pagine delle...

Il tempo che scorre / Le pianure di Federico Falco

«Nelle pianure il tempo è ingannevole. La danza circolare dei raccolti. Sembra che il tempo non passi, che tutto nasca e ricominci, sembra che non si invecchi. Il vuoto produce. I raccolti lo riempiono». Ho scoperto la scrittura di Federico Falco – argentino di origine italiana come quasi tutti, di origine piemontese come molti – qualche anno fa quando ho letto i suoi racconti, editi da Sur, con il titolo di Silvi e la notte oscura, tradotti da Maria Nicola. Ne sono rimasto molto colpito, li ho letti proprio mentre mi trovavo in Argentina, sul traghetto che fa la spola tra Buenos Aires e Montevideo; perciò, – verrebbe da dire – mi trovano nel posto giusto, ma non sarebbe un’affermazione del tutto corretta.   I racconti di Falco erano diversi. Pur essendo attraversati dal mistero e...

Un saggio inedito / Gli scrittori-delatori

“Gli scrittori-delatori” proviene dall’archivio di Danilo Kiš (1935 – 1989), Skladište [Magazzino], che raccoglie i testi postumi dell’autore iugoslavo. Il volume è stato originariamente pubblicato in Serbia nel 1995. Si tratta di narrazioni, saggi e frammenti scritti per la maggior parte negli anni Ottanta del secolo scorso: Kiš ha ormai lasciato Belgrado per trasferirsi in Francia, a Parigi, in seguito alle accuse di plagio per Una tomba per Boris Davidovič e al processo per diffamazione successivo alla pubblicazione, nel 1978, di Čas anatomije [La lezione di anatomia], in cui Kiš difende le propria poetica con toni che oscillano tra l’esposizione teorica e la derisione feroce dei suoi accusatori.   A proposito della vicenda, Iosif Brodskij scrive, nel...

Anja Kampmann, Il cane ha sempre fame

Anja Kampman è narratrice e poeta. Nata nel 1983, ha studiato letteratura tedesca all’Università di Amburgo e Lipsia e si è dedicata alla scrittura ricevendo prestigiosi premi letterari. Attualmente, per i lettori italiani, è possibile immergersi nel mondo della Kampman attraverso le pagine del suo romanzo d’esordio, Dove arrivano le acque, in uscita proprio in questi giorni per Keller, che ha ricevuto il Lessing-Förderpreis e il premio Mara-Cassens. Sabato 21 alle ore 16, avrò il piacere di presentare al Salone del Libro di Torino le poesie di Anja Kampman. Parleremo dei testi contenuti in Il cane ha sempre fame, raccolta ancora inedita, in Italia, pubblicata in Germania da Hanser (2021) e selezionata per una sovvenzione da parte di Litrix, che coprirà i costi di traduzione e...

Un libro di Alessandro Zaccuri / Poco a me stesso: un'autobiografia alternativa

Tra le declinazioni della forma romanzesca si annovera da tempo la narrativa controfattuale, fondata sull’ipotesi che un cruciale evento storico – tipicamente, una guerra – abbia avuto esiti diversi da quelli realmente verificatisi. Esempio preclaro, La svastica sul sole di Philip K. Dick (The Man in the High Castle, 1963), ambientato alcuni anni dopo il presunto trionfo della Germania nazista e del Giappone sulle democrazie occidentali; ma non andranno dimenticati alcuni  casi italiani, come Contropassato prossimo di Guido Morselli (1969-70, uscito postumo nel 1975), che ribalta l’esito della Grande Guerra immaginando vincenti gli Imperi centrali, o Asse pigliatutto di Lucio Ceva (1973), imperniato sull’eventualità di un irriducibile isolazionismo da parte degli Stati Uniti. L’...

Pino Donghi, Tre centimetri dietro gli occhi / Una voce dal coma profondo

Un uomo in coma profondo da anni può ancora, a dispetto di tutto, pensare? Può percepire qualcosa del mondo esterno anche se non è in grado di restituire nulla di quanto avviene in lui, nonostante sia stato sollecitato e monitorato e curato con tutti i presidi tecnologici e farmacologici più avanzati? L’assenza di risposta a qualsivoglia stimolo basta a decretare quella di ogni capacità mentale, tutta interiore, che nemmeno il più sensibile metodo di rilevamento riesce a individuare? Ma se supponiamo che una capacità possa comunque sussistere, di che tipo sarà? E se pensa, cosa penserà l’uomo in coma? Sono queste le domande da cui muove Tre centimetri dietro gli occhi (Scienza Express, 2022, p. 149), prima prova narrativa di Pino Donghi, saggista, curatore di collane editoriali e autore...

Per le vie delle città / Leggere con i Piedi

Le città sono libri da leggere con i piedi, in cui ciascuno si crea la propria mappa delle stelle formata dagli indirizzi dei suoi beniamini, come a comporre delle costellazioni personali che guidano i nostri passi. Ma per fare poesia con gli indirizzi ci vuole talento e spirito di sacrificio, ci si arriva per via di levare, togliendo “il soverchio”, come diceva Michelangelo.  Uno dei primi a praticare la poesia degli indirizzi fu lo scrittore austriaco Peter Altenberg, morto di stenti nel primo dopoguerra e oggi usato come attrazione per turisti dal Cafè Central di Vienna, dove un fantoccio con le sue sembianze accoglie i clienti all’ingresso del locale. Seguendo i dettami dell’amico Adolf Loos, quello di Ornamento e delitto, Altenberg scartò così tanto che giunse a scrivere...

Kamel Daoud: uno scrittore algerino / Il Pittore che divora le Donne

Essere, avere un corpo sembra a volte tutto ciò che sappiamo di noi e della vita; forse addirittura l'unica cosa che possiamo esibire come prova inoppugnabile della nostra esistenza. Questo dato incontrovertibile ce lo trasciniamo dalla nascita alla morte nei ruoli interscambiabili di protagonista, personaggio secondario o comparsa trascurabile; ma per quanto risulti l’unico oggetto certo del nostro mondo, ci pare talvolta comunque di non capirlo, o di immaginarlo soltanto. Abitarlo non evita l’urgenza di decifrarlo, interrogarlo, tradurne idee e parole che diano significato al fatto stesso della carne. Nella medesima forma gli altri ci oppongono la sicurezza tangibile della loro presenza, che pur nell’evidenza ci sfugge come il senso stesso del nostro corpo.  Conoscere un corpo, il...

18 luglio 1945 - 11 maggio 2022 / Paul Ginsborg: sguardo, passione, impegno

Un grande insegnante. È questa la prima definizione che viene in mente pensando a Paul Ginsborg. Nei suoi anni di accademia e anche oltre in molti hanno potuto apprezzare lo stile fresco, coinvolgente, interattivo con cui conduceva lezioni e conferenze. Toni piani, chiari, domande e risposte calibrate, attenzione al ritmo di racconto e alla trasmissione dei concetti fondamentali. Consapevole che l’apprendimento passa dalla costruzione di una comunità imparante, in cui chi parla e chi ascolta sono parte di un unico processo formativo, preparava le sue lezioni con cura rimanendo aperto al confronto e alle digressioni utili. Una vera e propria ventata di novità nel panorama delle università italiane degli anni Ottanta e Novanta, così ingessate. Uno stile che a volte veniva definito...

La letteratura d’Appennino / Silvio D’Arzo: andare o restare

Ezio Comparoni, in arte Silvio D’Arzo nasce a Reggio Emilia nel 1920 e vi muore nel 1952, a soli 32 anni. Di padre ignoto ebbe per tutta la vita un rapporto fortissimo con la madre Rosalinda Comparoni originaria di Cerreto Alpi, piccolo paese sull’alto Appennino reggiano.  Fu insegnante di lettere dedicando molto della sua breve vita alla letteratura. Si firmò con diversi pseudonimi, Silvio D’Arzo (di Reggio, in dialetto “reggiano” è arzan) il più noto. La sua opera più completa, un lungo racconto, Casa d’altri, uscì postumo mentre ebbe un solo romanzo pubblicato in vita, All'insegna del buon corsiero (Vallecchi 1942); poi altri racconti e piccole produzioni, in gran parte letteratura per ragazzi. Sono i secchi cenni biografici di una fragile presenza che si direbbe marginale nella...

Riscoprire l’insegnamento / Le proposte di Gert J.J. Biesta

Grazie all’intuito dei suoi curatori, Carlo Cappa e Paolo Landri, questa prima traduzione del volume di Gert J.J. Biesta The Rediscovery of Teaching – Riscoprire l’insegnamento arriva in Italia al momento giusto in concomitanza con l’ultimo colpo di coda – si spera – di una pandemia che ha riportato la scuola e l’insegnamento al centro della discussione pubblica ed accademica. Una discussione che pare, però, rimanere asfitticamente polarizzata, anche grazie a toni comunicativi “da social”, tra una visione più conservatrice che aspira al recupero della centralità dell’insegnamento e del ruolo forte dell’insegnante e del suo tradizionale potere disciplinare e una più progressista e sensibile al fascino della nuova norma tecnocratica che punta tutto sull’apprendimento, auspicando una...

Il rimosso della politica moderna / Privati di diritto

Nel micro-romanzo numero 60 di Centuria (Adelphi, 1995) Giorgio Manganelli compendia in una pagina e poche righe la vicenda plurisecolare dell’unico personaggio fantastico la cui esistenza nessuno di noi avrebbe l’ardimento di mettere in questione, pur sapendo, in fondo, che si tratta di una monumentale illusione collettiva: lo Stato. La storia è quella di un uomo “meticoloso ma un po’ astratto” che attende dall’Ufficio Esistenze il certificato che presti validità alla sua presenza in vita. L’arrivo della lettera che preannuncia di lì a breve la felice conclusione della procedura chiama l’uomo a esercizi di circospetta sublimazione dell’ansia che gli deriva dal trovarsi a metà strada tra inesistenza de facto ed esistenza de iure: passeggiate, lunghi sonni, qualche viaggio.   L’...

Enzo Fileno Carabba / Il digiunatore e le vite sognate

«Alcune di queste storie potevano anche apparire improbabili, ma solo perché il mondo è sorprendente. In ogni caso, vera era la forza che contenevano. Reali i loro effetti» (p.109). Così scrive Enzo Fileno Carabba nel suo ultimo romanzo Il digiunatore, Ponte alle Grazie 2022. «Chissà come dovevano essere belle le storie vere inventate da Giovanni» (p.242). Storie «vere inventate»: c’è una verità che va oltre la realtà, quella dell’invenzione, quando questa afferra l’anima della realtà (e la realtà dell’anima). Ci capirà dunque Carabba se non ci soffermeremo più di tanto sul personaggio reale che è alla base del romanzo, tale Giovanni Succi da Cesenatico (1850-1918), passato alla Storia come il più grande digiunatore dei tempi. Una vita, quella del Succi, iperbolica, naturalmente...

"Io voglio che Dio mi mostri il suo volto" / Kerouac e il buddhismo a ritmo di be-bop

Pensi Kerouac e immagini Grandi Spazi. Leggi Kerouac e ti vedi al volante di una Hudson Commodore del 1949, sulle strade di una tua personale America del Kansas. Dici Kerouac e tiri in ballo sesso, droga e rock ’n roll (anche se sarebbe più esatto tirare in ballo il be-bop). Difficile, insomma, che, lì per lì, ti venga in mente di accoppiare Kerouac a Buddha. Tanto meno al divino Dharma, termine vagamente traducibile con “ciò che è coerente con l’ordine dell’universo”, visto che di Jack Kerouac puoi dire tutto, ma non certo di essere uno coerente. Così sfidando pervicaci stereotipi, l’editore Mondadori, ha appena mandato in libreria un imponente Some of the Dharma (che sarebbe come dire “Appunti sul Dharma”, in formato Enciclopedia Treccani), un inedito (da noi in Italia) di Kerouac, di...

Parole e immagini (7) / Qui Odessa. Il sindaco

19 maggio 2022   Anna ha intervistato Gennadij Trukhanov, sindaco di Odessa dal 2014. Il suo volto mi ricorda Yul Brinner, il sorriso seducente dell’attore e l’audacia virile del soldato presi insieme sotto un cranio a vista. Ad Anna invece ricorda un leone: “Un mix di autocontrollo e di forza che non ha bisogno di essere esibita più di tanto.” Trukhanov ha alle spalle studi militari ed esperienza sul campo, è stato ufficiale di artiglieria e titolare di un’agenzia di sicurezza che forniva guardie del corpo. Anche ora che i sindaci rischiano il rapimento da parte del nemico, gira senza scorta, a meno che non si voglia considerare una guardia del corpo il suo temibile chihuahua. Anna sostiene che è un paradosso. “Ne parlano male, si arrabbiano con lui, ma poi alle elezioni lo rivotano...

Autori tedeschi al Salone del Libro 2022 / Parole oltre i confini

Goethe-Institut e Frankfurter Buchmesse al Salone Internazionale del Libro con nuovi ospiti e contributi per le case editrici italiane in vista di Francoforte 2024.   Cinque autrici e un autore tedeschi ci accompagnano con le loro opere, alcune inedite in Italia, nelle vite di personaggi insieme gioiosi e dolenti, nelle loro tragedie, in oscure trame poliziesche e nel bisogno di rovesciare gli stereotipi. Incontri con generi diversi della letteratura per farci pensare, riflettere, immaginare e, perché no, divertire.     Il programma:   19.05. Jo la fuoriclasse Martina Wildner dialoga con Giorgia Bernardini ore 11:00 - torino | lingotto fiere | dialogo   20.05. Gli aiuti ai traduttori e agli editori: Germania e Francia Intervengono Andrea Carbone (Institut français...

Otto / Diario russo. Trasformazioni della Giornata della Vittoria

L’anniversario della fine della guerra in Europa, il 9 maggio, è stato sempre un momento assai forte di memorie familiari. Il ricordo della Grande guerra patriottica ancora oggi, a distanza ormai di decenni, ha una forte presa proprio per la vastità della tragedia causata dall’Operazione Barbarossa: più di 27 milioni di cittadini sovietici morti, migliaia di villaggi e centinaia di città letteralmente cancellati, la distruzione di intere comunità ebraiche, violenze inenarrabili sui civili.   Eppure questa componente dolorosa, lacerante ancora oggi per numerose famiglie, è sparita dalla retorica ufficiale del 9 maggio, diventata festività della rilettura putiniana della storia patria, sfoggio di potenza militare, occasione per ribadire la propria alterità etica e morale verso un’...