Scritture

L’invenzione della penna a sfera / L’avventurosa storia di László Bíró e del Barone Bich

Biro: “nome commerciale di penna a sfera”. Così laconicamente in un dizionario. Certo c’è una voce Wikipedia piuttosto ricca, ma la storia di questa penna è assai più complessa di come viene di solito raccontata. Un neuropsichiatra oggi in pensione, Giulio Levi, ha avuto la pazienza di ricostruirla attraverso documenti, libri, email scambiate con gli eredi di László Bíró, collegandola come necessario alla vicenda del Barone Bich, l’uomo che ha sfruttato con maggior successo economico l’invenzione del giornalista ungherese. Il frutto delle ricerche di Levi s’intitola La straordinaria storia della penna a sfera (pp. 134, Diarkos, 12 euro) ed è stato pubblicato da poco. Che cos’è questo oggetto così presente nelle nostre scrivanie, borse e astucci, che ha modificato radicalmente l’attività...

Forza e pietas / Eneidi

Un classico, come ebbe a dire una volta George Steiner, ci legge; si potrebbe dire che nel corso del tempo offre un'immagine di noi sempre diversa mutando se stesso. L'Eneide pare in questo senso, nel Novecento e in questi ultimi anni, particolarmente soggetta a tale regola. Nel 1930 il bimillenario della nascita di Virgilio fu preso dal fascismo per la definitiva canonizzazione del poeta: le Georgiche erano utili per l'affermazione della sua vena ruralista, Enea diveniva una volta per tutte il fondatore dell'impero romano e il protagonista della colonizzazione. Così, come scrive Luciano Canfora in Ideologie del classicismo (Einaudi 1980), si afferma “il mito di una sorta di predestinazione teleologica dell'Italia a un ruolo direttivo, imperiale”. Non a caso la grande pensatrice politica...

Tutte le lettere / Truman Capote a sangue misto

È molto probabile che, nell’epistolario completo di Truman Capote (finalmente tradotto in Italia da Garzanti col titolo È durata poco la bellezza, pp. 602, euro 28), prezioso per conoscere meglio un autore del Novecento americano amato in Italia anche come personaggio dandy e bohémien, molti lettori siano andati innanzitutto a cercare le lettere che segnassero il declino della fortuna dello scrittore neworleanser cominciato dopo la pubblicazione su “Esquire” di quattro capitoli degli otto previsti per l’incompiuto Preghiere esaudite, caustica requisitoria intentata al jet set newyorchese che gli voltò per questo le spalle destinandolo a una fine solitaria fatta di alcol e droghe.    L’interesse è in realtà legato alle diverse versioni sulla sua vita a metà degli anni Settanta,...

Due libri per ricordare lo scrittore / Luis Sepúlveda: nostalgia e amicizia

A un anno dalla scomparsa di Luis Sepúlveda, due libri ce ne restituiscono il profilo, le passioni, la poesia: Luis Sepúlveda. Il ribelle, il sognatore di Bruno Arpaia, che segue il filo di un decennale rapporto di amicizia, e Storia di Luis Sepúlveda e del suo gatto Zorba, di Ilide Carmignani, la sua traduttrice italiana, che intreccia biografia e favola. Luis Sepúlveda, Lucho per gli amici, era molte cose insieme: scrittore, inquieto viaggiatore, ambientalista, ribelle per giusta causa, uomo in esilio sempre, sia quando in fuga sia nei ritorni in Cile, nel sud del mondo. La sua vita è talmente ricca di avventure, di piccole grandi imprese, di successi e di sconfitte, di amori e di storie, che merita di essere raccontata.      Da bambino era cresciuto tra i libri di...

Privato e pubblico / Virginia Woolf e Lytton Strachey. Ti basta l’Atlantico?

Lui scrive in nero, sulla pregiata carta da lettere color crema della Joynson stationery, con una grafia precisa, elegante, regolare. Lei scrive in blu o nero o viola, su carta bianca o azzurra o gialla; a volte scrive a matita; a volte le sue lettere arrivano bruciacchiate dalla cenere della sua sigaretta; a volte arrivano a pezzi perché «questa lettera è rimasta in giro e Julian ci ha versato sopra la cioccolata». Lui ha studiato al Trinity College di Cambridge, avrebbe voluto diventare professore universitario ma non è mai riuscito a fare carriera in accademia; riflettendoci ad anni di distanza, dirà di aver finalmente capito che l’accademia “non è il posto che gli compete”, e che sente di non essere “un sujet académique”. Lei all’università non è andata, ma ha letto i libri della...

Colum McCann / Apeirogon. Il dolore di due padri

Questa è la storia di due padri, uno israeliano e uno palestinese. Hanno visto le loro figlie uccise bambine dalla violenza che strazia quelle terre e invece dell’odio hanno scelto le parole. Insieme raccontano. “Sono Rami Elhanan, il padre di Smadar”. “Sono Bassam Aramim, il padre di Abir”. Da anni, nelle scuole, nei teatri, nelle librerie, per un attimo riconsegnano alla vita quelle ragazzine che mai diventeranno donne. Raccontano, con fatica, con dolore, perché la pace fiorirà solo nel dialogo, nella tolleranza, nella riconciliazione. “Non finirà finché non ci parliamo”. Questa è una storia vera ed è l’asse attorno a cui ruota, con superba lentezza, il brulicante universo che anima le pagine di Apeirogon, l’ultimo lavoro di Colum McCann, da poco in libreria in italiano (Feltrinelli,...

Digital Dishumanities / Tradurre l’errore

Giochi di parole e pratica pedagogica La traduzione di giochi di parole non è solo una pratica didattica utile e motivante, che può permettere agli studenti di migliorare, magari divertendosi, la propria competenza linguistica. Credo che questa attività abbia una valenza pedagogica e, indirettamente, politica più alta. Oggi, forse più che mai, è necessaria nella formazione, e non solo dei giovani, la presenza di esperienze che sollecitino il pensiero critico, in cui accanto al rigore e alla “cattiveria” dell’analisi sia richiesto allo studente di mettere in gioco la propria “creatività” (sull’anagramma creatività/cattiveria si veda Stefano Bartezzaghi, L’elmo di Don Chisciotte, Laterza, 2009, p. 15), nel tentativo di trovare soluzioni a problemi che sembrano impossibili da risolvere, o...

Le pieghe della storia / Antonella Anedda, Geografie

«Perché scriviamo? Non per lasciare le nostre tracce ma perché le cose così disperatamente irreali e fugaci si attardino ancora un po’ nel mondo». Così scrive Antonella Anedda, voce lirica tra le maggiori della nostra lingua, in questo suo ultimo imprevedibile e fulmineo libro che sfida con riservata e composta discrezione i generi letterari. Trattato poetico-filosofico, midrash, antologia di racconti-saggio, raccolta di aforismi. Geografie (Garzanti, pp. 168, euro 16) accetta tutte queste definizioni e insieme le trasgredisce in una sfida ai generi, come già aveva fatto, seppure in altre forme, con i precedenti La vita dei dettagli (Donzelli 2009) e Nomi distanti, uscito per la prima volta nel 1998, recentemente ripubblicato nella bella edizione Aragno.    Dentro queste...

Raven Leilani tra MeToo e Black Lives Matter / Chiaroscuro: un romanzo di rabbia

In questi giorni, cercando notizie su Raven Leilani, scrittrice afroamericana al suo debutto italiano con Chiaroscuro, uscito l’anno scorso negli Stati Uniti e pubblicato di recente da Feltrinelli con la traduzione di Stella Sacchini e Ilaria Piperno, ho scoperto molte cose interessanti. Per esempio che per Leilani l’ultimo anno, tra successo del libro e padre e fratello morti, è stato intenso ma molto difficile. Che a un certo punto ha abbandonato la fede religiosa. Che le piacciono i completi da yoga. Che la sua scrittrice di riferimento è Audre Lorde. Ripesco quindi un piccolo saggio intitolato Usi della rabbia: donne che rispondono al razzismo, in cui Audre Lorde scrive (traduco dalla raccolta Penguin intitolata The Master’s Tools Will Never Dismantle the Master’s house): “La mia...

Duecento anni / Baudelaire, l’infinito nelle strade

Duecento anni fa, il 9 aprile, nasceva Baudelaire. Duecento anni: un tempo in cui la presenza del poeta è via via diventata più intima a quelle che oggi chiamiamo ragioni della modernità, ma anche più intima alla nostra lettura del mondo, dei suoi enigmi, delle sue ferite. La poesia di Baudelaire è il pentagramma su cui molta poesia venuta dopo di lui ha scritto la propria musica: dopo Baudelaire è un’espressione che può comprendere Rimbaud e Valéry, Trakl e Eliot, Whitman e Pasternak e moltissimi poeti.  Per questo riaprire I Fiori del male è ritornare a un principio in cui temi e figure, accenti e registri di tutta la poesia che diciamo moderna sono come raccolti, o annunciati.    I Fiori del male sono un libro poetico che si può collocare nel cuore della nostra...

Luca Ricolfi, La notte delle ninfee / Hume e la pandemia

Luca Ricolfi è sociologo esperto di analisi dei dati, e presiede la Fondazione David Hume a Torino. Pur mai citato, il grande filosofo scozzese mi pare sia protagonista occulto del bel libro che Ricolfi ha scritto in tempo reale per discutere il malgoverno di un’epidemia, La notte delle ninfee (La Nave di Teseo 2021). Il libro analizza con grande ricchezza empirica quello che è successo in Italia e nel mondo nell’anno della pandemia Covid-19, in termini di governo – nel bene o nel male – dell’emergenza pandemica. Un evento imprevisto ma prevedibile, che ha cambiato il mondo in profondità anche per l’imprevidenza dei governi.   L’epidemia ha una sua aritmetica, sostiene Ricolfi, abbastanza semplice da capire. Si riproduce come le ninfee in uno stagno: ogni notte raddoppia,...

Scritti inediti / Piera Oppezzo, Esercizi di addio

Quando ero bambina mia madre mi diceva spesso, come gioco, “due rette parallele non si incontrano mai nel tempo e nello spazio”, io le chiedevo cosa fossero due cose parallele, e lei mi rispondeva che erano come i binari su cui corre il treno. Le rare volte in cui aspettavamo un treno io guardavo le rotaie e tutto mi era chiaro, poi il treno partiva con noi sopra e dal finestrino vedevo l’intersecarsi di un gran numero di rotaie e rimettevo in discussione tutto. Quando lavoro sulla letteratura femminile, su alcune autrici, mi viene talvolta in mente mia madre e le rotaie: l’opera di alcune di loro sembrerebbe destinata a non incrociare mai il grande pubblico, a stare sempre parallelamente nel tempo e nello spazio alla letteratura conosciuta e acclamata. Sembrerebbe. Poi il treno parte, in...

Un matrimonio felice / Claudio Piersanti, Quel maledetto Vronskij

Giovanni è un tipografo di mezza età che dopo il licenziamento dalla grande azienda in cui lavorava, ha aperto una piccola attività in proprio per poter continuare il lavoro che costituisce la passione della sua vita. È un uomo mansueto, tanto gentile da avvertirlo come una debolezza, sposato con Giulia, una donna intelligente e ancora molto bella, che non ha mai capito come avesse potuto scegliere e amare intensamente proprio lui. La coppia vive in grande armonia e tranquillità in una villetta suburbana, con un piccolo giardino che lei cura amorevolmente, finché un giorno “il male [entra] nella loro casa”. Giulia si ammala gravemente e la malattia, anche se viene apparentemente superata, lascia dei segni nel loro rapporto che però entrambi, delicatamente, cercano di nascondere all’altro...

Un libro candidato allo Strega / Il pane di Edith Bruck

L’ultimo libro di Edith Bruck, Il Pane perduto, apre e chiude sulla stessa immagine luminosa. Lei bambina, i capelli biondi stretti in due treccine, che a piedi nudi corre felice nelle vie di Tiszakarád, il villaggio in Ungheria dov’è cresciuta e dove a 13 anni la sua vita si è spezzata. Da quel giorno la sua memoria si lacera fra il prima e il dopo. Prima di Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen – quando il futuro è una promessa. Dopo la morte della madre, del padre e tanti altri. Dopo il ritorno a un mondo che non la vuole. Dopo. Quando con fatica un’altra vita sboccia e nel modo più inaspettato prende forma.    Il Pane perduto (La Nave di Teseo, 128 pp.), candidato allo Strega dal giornalista ed ex parlamentare Furio Colombo, che l’ha definito “un bel libro su una storia...

Il contesto e Porte aperte / Sciascia e la giustizia

Il contesto di Leonardo Sciascia è stato pubblicato nel 1971, suscitando molte polemiche all’epoca. Porte aperte, uno dei libri dell’ultima stagione narrativa dello scrittore siciliano appare del 1987. Eppure, per quanto concepiti a distanza di molti decenni, sembrano ruotare intorno a un medesimo tema.  Innanzitutto si collocano a pieno titolo nell’oramai collaudato filone che possiamo definire ‘diritto e letteratura’, che studia i prodotti letterari in rapporto alle questioni giuridiche che pongono (Giustizia e letteratura, doppiozero). Ma c’è un’altra ragione forse più importante: i due romanzi testimoniano l’ossessione di Leonardo Sciascia per il problema della giustizia, perché, come ha scritto, “per me tutto è legato”.   “Porte aperte” è privo di avvenimenti...

Giosuè Calaciura / Io sono Gesù

L’espressione usata nella catechesi è «vita nascosta»: si riferisce ai primi trent’anni della vita di Gesù di Nazaret, su cui i Vangeli canonici dicono poco o nulla. In sostanza, l’unico episodio ricordato è quello della Pasqua in cui il dodicenne Gesù, terminate le festività, rimane a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgano; lo trovano dopo tre giorni, mentre nel tempio discute con i dottori (Lc 2, 41-50). Certo, alcuni Vangeli apocrifi – i cosiddetti Vangeli dell’infanzia, come quello di Tommaso o dello pseudo-Matteo – narrano di alcuni miracoli compiuti da Gesù fra i 5 e 12 anni. Ma a parte il fatto che si tratta di testi poco attendibili, rimane un vuoto: l’adolescenza, la giovinezza, la prima maturità. Finché non inizia la sua vita pubblica, insomma, Gesù è un personaggio...

Vita, opere e incontri / Flannery O’Connor, profeti falliti e padreterni di cartapesta

Stando a quanto la stessa Flannery O’Connor ha affermato, l’episodio più memorabile della sua vita viene fatto risalire a quando, da bambina, all’età di cinque anni, aveva addestrato un pollo a camminare all’indietro, e un inviato del cinegiornale “Pathè News” di New York era sceso fino a Savannah, in Georgia, dove la piccola Mary Flannery viveva, per filmarlo. Proprio quel giorno però il curioso pennuto non aveva dato prova della sua abilità e l’inviato si era visto costretto, dopo averlo comunque ripreso mentre zampettava in avanti, a montare il filmato al contrario per non sprecare un viaggio che altrimenti rischiava di essere stato fatto a vuoto. Con l’autoironia che le era tipica, la O’Connor avrebbe poi commentato il fatto sostenendo che quello era stato il punto culminante della...

Origini di Lewis Dartnell / La Terra, una storia intima

Biografia della Terra   Se il discorso corrente sull’Antropocene punta il dito sull’azione invasiva dell’uomo sul pianeta Terra, diversa è la posizione dell’astrobiologo inglese Lewis Dartnell in Origini. Come la Terra ci ha reso ciò che siamo (Il Saggiatore, 2021, pp. 395). Pur riconoscendone l’impatto devastante, ribalta il piano insistendo su “ciò che il nostro ambiente ha fatto a noi” (p. 11): “Per comprendere appieno la nostra storia dobbiamo esaminare la biografia della Terra stessa: le sue caratteristiche ambientali e la struttura sottostante, la circolazione atmosferica e le regioni climatiche, la tettonica delle placche e gli antichi episodi dei cambiamenti del clima” (p. 11).     Nel libro precedente – La conoscenza necessaria. Come ricostruire la nostra civiltà...

L’immappabilità della letteratura / La latteria di Elias Canetti

A volte, ciò che ha cessato di esistere – inghiottito dalla storia, consumato da un incendio, annichilito dalla guerra, oppure raso al suolo dall’ultimo piano regolatore – sembra essere l’unica cosa in grado di svelarci il senso dell’esistenza, come se solo i fantasmi avessero qualcosa di vero da raccontarci.  Ho passato buona parte degli ultimi giorni a immaginarmi una latteria di cento anni fa in un sobborgo viennese: le assi robuste del pavimento, calpestate dagli stivaletti di cuoio delle clienti, la teca con i formaggi freschi, l’unico posto a sedere, accanto all’entrata, dove mangiare un pasto veloce a base di pane, burro e yogurt, e sulla destra, in fondo, una finestrella, da cui la luce bianca del cortile colava nel locale insieme al muggire cupo delle vacche invisibili. Mi...

Due libri, di Mark O' Connell e Benjamin Labatut / Paura dell'apocalisse

"Dobbiamo sradicare dall'anima la paura di un futuro sconosciuto, perché questa paura non ci aiuterà a cambiarlo. Dobbiamo aspettarlo con serenità, perché attraverso paura e timore, noi blocchiamo la nostra evoluzione". Questa frase, tratta da una preghiera laica (Per l'epoca di Michele, 1924) di Rudolf Steiner sarebbe stata bene in esergo al libro dell'irlandese Mark O'Connell, Appunti da un'Apocalisse – Viaggio alla fine del mondo e ritorno (Il Saggiatore, 2021). Lui invece, obbedendo alle esortazioni di Greta Thunberg, sceglie questa: "...Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno. E poi voglio che agiate. Voglio che agiate come fareste in un'emergenza. Voglio che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è". Bisogna arrivare alla fine, a pagina 231...

Ristampa di Davanti al dolore degli altri / Il cadavere di Susan Sontag

Se cercate una foto di Susan Sontag su internet, ne troverete molte nella sua classica versione iconica, che corrisponde alla fase più alta della sua celebrità. Con una striscia bianca di capelli, la cosiddetta frezza, che sembra starle sulla testa leonina come un cartello segnaletico: attenzione, ecco uno dei migliori cervelli del secolo. Ma se continuate a guardare, troverete anche sue fotografie da bambina e poi da giovane, spavalda americana che si mangiava impudentemente il mondo negli anni Sessanta. E se ancora proseguite, a un certo punto incapperete in qualcosa di molto diverso: le immagini di un corpo gonfio, irriconoscibile, martoriato dalla malattia. Finché non vi troverete nientemeno che al cospetto del cadavere di Susan Sontag.    Visione enorme e terrificante che...

L'efficiente logica aliena / Aleksandr Bogdanov, Su Marte!

Su Marte!, l’opera narrativa completa di Aleksandr Bogdanov, è un interessante ripescaggio di un autore-scienziato-uomo politico forse poco noto in Italia, ma che tra alti e bassi fu uno dei protagonisti agli inizi del ventesimo secolo della lunga stagione che portò alla rivoluzione d’ottobre. Il volume, con traduzione del Kollectiv Ulyanov e prefazione di Wu Ming, pubblicato da Agenzia Alcatraz, contiene il leggendario romanzo di protofantascienza marzian-socialista Stella rossa, di cui ricordavamo la vecchia e ormai introvabile edizione Sellerio, a cui si aggiungono: Ingegner Menni, secondo romanzo marziano di Bogdanov, in realtà un antefatto di Stella rossa; il racconto La festa dell’immortalità, probabilmente il momento migliore dell’intero libro; e un poemetto, Un marziano...