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Epifania

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Je ne sais quoi / Una epifania dopo l'altra

Recanati, Epifania del 1810. Carissima Signora. Giacché mi trovo in viaggio volevo fare una visita a Voi e a tutti li Signori Ragazzi della Vostra Conversazione, ma la Neve mi ha rotto le tappe e non mi posso trattenere. Ho pensato dunque di fermarmi un momento per fare la Piscia nel vostro Portone, e poi tirare avanti il mio viaggio. Bensì vi mando certe bagattelle per cotesti figliuoli, acciocché siano buoni ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, quest'altro Anno gli porterò un po' di Merda. … La Befana (Giacomo Leopardi)   Questa deliziosa letterina, scritta da un dodicenne Leopardi alla Signora Marchesa Roberti, e che apre l'epistolario leopardiano nell'edizione Binni-Ghidetti (mentre il Moroncini la riporta in appendice), ci consente di ricordare anche, nel contempo, un grande scrittore che ci ha lasciato quest'anno: Alberto Arbasino. Egli infatti la usa come esergo di uno dei suoi libri più belli, Un paese senza (1980). Comunque la letterina, che prosegue poi con una curiosa proposta di lotteria dei doni (con numeri estratti da un “Orinale”), per quanto segnata da una sorta di compiacimento infantile per le “brutte parole”, ci ricorda il legame...

L’ombra delle cose escluse / Tempo riflesso

L’antico respiro del presente   Corrado Benigni è un avvocato. Ha scritto qualche anno fa un libro, Tribunale della mente, che sembrava nato in un’aula del Palazzo di Giustizia, tanto era fitto di termini giuridici, di lessico e sintassi processuale. Ora quell’aula di tribunale sembra aprirsi, scoperchiarsi, sfondare le sue mura ed entrare nell’universo. Sembra spalancare una dimensione più vasta, legata alle forze potenti e incommensurabili della natura. Perché questo nuovo libro ha una dimensione cosmica e in certi momenti persino panteista. È una cosmogonia moderna e attualissima, innestata nelle immagini contemporanee della città, delle automobili, della fotografia. Ma si avverte la presenza dei poeti antichi – greci e latini – con cui Corrado Benigni condivide il senso di una metamorfosi perenne, di un movimento vorticoso, di una danza eterna della vita con la morte, come i sacri funerali del secondo libro di Lucrezio, in cui i lamenti degli anziani si mescolavano alle grida dei neonati e ciò che nasce irrompe in ciò che si conclude.   La parola sepolta   È dunque una cosmogonia antica e insieme moderna ed è soprattutto una cosmogonia legata al grande tema...

I Re Magi erano quattro

Si narra nel Vangelo di Matteo di alcuni Magi venuti dall’oriente e che interrogarono Erode circa la nascita del Re dei Giudei. Il testo non dice quanti fossero, e Marco, Luca e Giovanni non ne fanno neppure cenno. Il loro numero, fissato in tre, e i loro nomi, Gaspare, Baldassarre e Melchiorre, ci vengono dai Vangeli apocrifi. Una leggenda ortodossa russa, poi, parla di un quarto Re Mago, partito da un paese lontano e giunto in ritardo a Betlemme. Michel Tournier, uno dei grandi scrittori francesi contemporanei, che ha compiuto il 19 dicembre 91 anni, purtroppo sconosciuto ai lettori più giovani, dato che i suoi libri non sono più ristampati o recensiti o citati, ha resuscitato questa leggenda e ha messo in scena in un romanzo-fiaba la storia dei quattro Re Magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, pubblicato in originale nel 1980, tradotto nel 1995 in italiano (Garzanti). Gaspare, Re di Meroa, è nero ed è innamorato di una schiava bionda che lo respinge e lo inganna. Baldassarre, Re di Nippur, è un iconofilo, un amante delle immagini contro la sua religione iconoclasta, e un collezionista d’arte. Melchiorre, Re di Palmira, è stato privato giovanissimo del suo trono dallo zio e...

Letterina alla Befana…

Cara Befana,   scrivo a te perché ho inventato una scienza inesistente che si occupa di sparizioni. Il mondo in fondo è tutto un gioco di apparizioni e sparizioni, non ti pare? Potrei chiederti: come mai tu sei sparita e i cardinali sono ancora al loro posto? Potrei chiederti cose di questo mondo, ma immagino che a te interessino poco e forse anche a me. Quello che indugia a esistere diventa presto palude, fango. E allora ti chiedo di mettere nella tua calza la voglia di sparire o quanto meno di tacere. Ti sto scrivendo alle sette del mattino dal mio paese, un paese sparito. Sono rimaste le case, è rimasto il paesaggio intorno alle case, ma il paese non c’è più. Ieri sera facevano una tombolata al paese nuovo. Ogni volta che si prova ad adunare la comunità, si sente che il secchio è rotto. Io avevo mangiato più del necessario, come succede a tanti. I nostri possiamo chiamarli gli anni di Berlusconi, ma forse è più corretto chiamarli gli anni del reflusso esofageo. Epoca indigesta, mia cara Befana! Stamattina ti sto scrivendo solo perché me lo ha chiesto doppiozero. Sono molti giorni che...

Reliquie dei Re Magi

Luca Scarlini ha recentemente pubblicato per Einaudi Il Natale dei Magi , ve ne proponiamo un breve estratto.     Le reliquie dei Magi ebbero un destino assai complicato e burrascoso e proseguirono un karma di nomadismo, passando da Bisanzio a Milano e approdando alla loro attuale sede di venerazione, a Colonia. La tradizione offre versioni tra loro assai diverse degli eventi, concordando però sul fatto che i nostri sarebbero infine morti martiri a Gerusalemme, dove sarebbero tornati per narrare le loro imprese di evangelizzazione. Nella chiesa milanese di Sant’Eustorgio, dove per tradizione si reca nel suo ingresso in città l’arcivescovo, sono molteplici i segni dei Magi. Qui si ammira un grande sarcofago romano, in marmo, che gli archeologi ritengono una delle maggiori opere scultoree del IV/V secolo. Esso in origine si trovava nel santuario di Nostra Signora dei Miracoli, presso San Celso e sopra, a fianco delle reliquie di Basilide martire, venne scolpita una precoce raffigurazione dei Magi. Poco lontano tra le navate c’è poi un enorme avello romano che reca l’iscrizione Sepulcrum Trium Magorum: titolo altisonante...