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Plunderphonic

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A proposito di un 'saccheggio fonico' di John Oswald

Nell’aprile del 1968 la Warner Bros. Records, allora casa editrice dei Grateful Dead, pubblica un 45 giri con la prima versione registrata di Dark Star. Oggi l’idea che i Grateful Dead abbiano potuto incidere anche dei 45 giri è piuttosto sorprendente, sopratutto tenendo presente l’esperienza che abbiamo della loro musica. I Grateful Dead sono infatti conosciuti per pezzi ben più kilometrici, come un flusso senza fine, col solo limite della ‘capacità’ di un lato di LP. E per concerti nei quali le separazioni tra un pezzo e l’altro, come l’inizio o la fine degli stessi, erano dovuti più a questioni di comodità che a vere e proprie ragioni musicali. Come se la musica, idealmente, non dovesse mai interrompersi e mentalmente continuasse, filo conduttore della vita, sempre lì presente, e solo sfumasse, s’assopisse, per concedere al quotidiano un minimo di presenza. Dark star è un po’ il simbolo di questo dilatarsi della musica, dai 3 minuti (2’50’’ per la precisione), un po’ meno della capacità di un 45 giri, ai 23 minuti e 15 secondi di Live/Dead, il...