Categorie

Elenco articoli con tag:

umanesimo

(4 risultati)

Sulla nostra specie / Terrestri tra arte, musica e illusioni

Sono un terrestre che per ragioni evolutive ancora in parte non spiegate ha una distinzione: pensare il pensiero e non solo pensare; farsi domande; parlarsi; dubitare e immaginare anche quello che ancora non c’è o non ci sarà mai; dire di no; darsi persino la morte per scelta. Non so quanti degli altri terrestri facciano le stesse cose e uno dei tanti miei limiti è non poter sentire cosa significhi essere contemporaneamente uno degli altri esseri terrestri viventi, di ogni specie o misura. Anche se riesco a immaginare di esserlo e posso illudermi di diventare gli altri, non solo umani, fantasticando persino di sentirmi quasi un pulcino o un ghepardo. Mi sento vicino alla fine del mondo, di quel mondo che a lungo ho creduto essere stato fatto per me e di cui ritenevo di essere il padrone. Per questo mi sono messo a leggere – perché anche questa è una distinzione spesso ossessiva a cui mi consegno – un libro che, tra gli altri, ha un effetto: di spiazzamento.   Mi porta continuamente a guardarmi da fuori e dalla fine di un mondo, per poi ricondurmi alle mie nevrosi e alle mie effettive possibilità. Quell’effetto è forse dovuto al bricolage tra due delle esperienze più...

In margine a Cacciari e De Martino / Manierismo e Umanesimo

Manierismo e Umanesimo. C’è un filo sottile che nell’ultimo saggio di Massimo Cacciari (La mente inquieta. Saggio sull’umanesimo, Einaudi 2019 di cui su doppiozero ha riferito Francesco Bellusci) lega questi due termini all’apparenza opposti. Opposti perché alla base c’è quasi sempre un’equazione molto semplice, ovvero, l’identificazione di Rinascimento e classicismo, qualsiasi forma di classicismo essendo per definizione l’esatta negazione del manierismo. Ammesso dunque che si voglia stabilire, per quanto implicitamente, un legame tra manierismo e umanesimo, è da quella fatale equazione che bisogna partire. E da lì parte, infatti, Cacciari. Gli umanisti non furono dunque i grandi riscopritori dei classici? Certamente, a patto però di intendersi su quel termine: “classico”. Di intendersi per non intenderlo, il classico, nel senso della pienezza, dell’armonia, dell’organicità e, insomma, dell’uomo come centro e misura dell’universo. Perché così lo intesero, invece, sul finire dell’Ottocento, una serie di autorevoli filosofi, filologi, storici dell’arte e della letteratura facendone il perno e la sostanza del cosiddetto Humanismus.   Contro questa conformazione discorsiva si...

III / Cinque domande sullo scenario futuro

Con queste cinque domande ci prefiggiamo di individuare i nodi che la crisi sanitaria del Covid-19 con le sue conseguenze ha provocato a livello mondiale, con l’idea che, come disse anni fa un economista americano, la crisi, per quanto terribile, è un’occasione da non perdere.   Romano Madera, psicoanalista   1. Quali saranno a tuo parere i principali cambiamenti che la pandemia del coronavirus ha prodotto? Provando a differenziare tra aspetti sociali, economici e culturali.   Intanto grazie a Doppiozero per avermi invitato a rispondere a queste domande che possono servire a inquadrare il famoso cigno nero. Vorrei però provare a guardarlo secondo una prospettiva anamorfica: un “cigno periodico trasformista”, che ogni tanto appare sotto le forme di virus, ogni tanto di guerra, ogni tanto di conti economici e finanziari che non tornano. Ogni sempre, invece, in catastrofi sociali e psichiche di parti consistenti degli umani.  La disuguaglianza sociale sta crescendo da decenni. Dalla crisi del 2008 non si è certo usciti invertendo la tendenza, sempre più evidente dagli anni Ottanta in poi. Basta uno sguardo alle tabelle del World Inequality Report del 2018. Se solo...

Baldesar Castiglione / Il libro del cortegiano

Il Cortegiano è stato al lungo ritenuto il trattato che per eccellenza illustra e idealizza il profilo del perfetto uomo di corte rinascimentale, la summa dell'eleganza letteraria dell'umanesimo italiano, ma anche la testimonianza della abdicazione ad ogni mandato civile da parte dei letterati italiani, Il paradigma esemplare della lunga 'decadenza' della nazione. Ma questo caposaldo della moralistica di antico regime va considerato anche libro della crisi: mentre celebra i fasti della cultura rinascimentale, del neoplatonismo e del classicismo, risuona altresì del trapasso epocale del mondo che celebra, come attesta il capitolo selezionato. Castiglione consegnava allo stampatore il suo capolavoro nell'aprile del 1527; il 6 maggio Roma veniva messa a sacco. L'opera sarebbe stata pubblicata un anno dopo, l'indipendenza degli stati italiani di lì a poco perduta. La stagione declinante del Rinascimento era ormai in corso.   Così, continuando il ragionamento di questi signori, il quale in tutto approvo e confermo, dico che delle cose che noi chiamiamo bene sono alcune che simplicemente e per se stesse sempre son...