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UE

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Promozione della lettura e difesa del mercato editoriale

Questo intervento riassume alcune considerazioni sul tema della promozione del libro e della lettura, in particolare in ambiente digitale. Si tratta delle considerazioni che ho avuto occasione di svolgere nell’aprile scorso in occasione di una audizione informale presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame della Proposta di legge Giordano e altri, A.C. 1504 del 7 agosto 2013 ("Disposizioni per la diffusione del libro su qualsiasi supporto e per la promozione della lettura"[1]).   Sono osservazioni che cercano di muovere dal generale al particolare; in questo articolo di sintesi ho comunque eliminato quelle legate alla formulazione dei singoli articoli della proposta di legge, che chiudevano il documento consegnato alla Commissione ma che hanno probabilmente un interesse più limitato per il lettore.   E’ importante tener sempre presente che, anche se si tratta di argomenti ovviamente e strettamente interconnessi e di due importanti priorità per il sistema Paese, l’obiettivo di promuovere la lettura e quello di difendere e rafforzare il mercato editoriale sono e devono essere...

Francia: un’angoscia comune

Le reazioni al voto delle municipali francesi avvenute domenica scorsa non si sono fatte attendere. Sostanzialmente le opinioni a confronto sono due: da una parte chi ritiene che quello di domenica scorsa sia un voto di protesta, e dunque un’uscita temporanea dalla casa madre; dall’altra chi ritiene, invece, che esso rappresenti l’ultima, per ora, tappa di un processo di lenta trasformazione e dunque abbia, o almeno alluda a, un aspetto più profondo. Personalmente sono più vicino ai secondi.   Certo si può dire che oggi il campo degli euroscettici è in crescita, e di sicuro una delle ragioni del successo del Front National (d’ora in poi FN) va ricercata sotto questo aspetto. Ma poi quel risultato ha un riscontro anche con la storia della Francia in età contemporanea, con la memoria di una Provincia che ha sempre guardato da lontano e spesso con rancore a Parigi (intendendo con queste due figure da una parte l’immagine della Francia autentica e nella seconda quella di una realtà in cui il dato essenziale era la presenza degli stranieri, dei “non francesi”). È la Francia del popolo...

Contro la mistica dell’austerità

Nel 2013 la Cina è cresciuta del 7,7% e nel 2014 il Pil sarà all'8,2%. Gli Usa arriveranno a +2,9%. Il Pil crescerà dello zero virgola in Italia. L’Europa e gli Stati Uniti versano in una stagnazione che durerà anni, serve una trasformazione politica e un altro paradigma per la crescita e l’occupazione.    «Uscire dall’Euro è un’idea insensata - afferma l'autore de Il colpo di stato di banche e governi (Einaudi) - occorre ridiscutere i trattati Ue e lo Statuto della Bce, riportare la finanza al servizio dell'economia reale».         Professor Gallino, la crisi è finita?   Per nulla. La Cina è un caso a parte, mentre la situazione degli Stati Uniti non è affatto quella che si dipinge. L’attuale presidente della Fed, Ben Bernanke, ha detto che ormai il tasso di disoccupazione è un parametro poco rappresentativo. Infatti la disoccupazione effettiva, che comprende sia gli «scoraggiati» o i part-time che vorrebbero lavorare a tempo pieno, è molto più elevata di quanto sembri. Gli Stati Uniti hanno potuto permettersi di pompare migliaia di miliardi di dollari nell'economia, ma i risultati sono stati abbastanza modesti. Il piano di...

Lampedusa: false tratte e false proposte

In un articolo sul Corriere della Sera del 4 ottobre, Fiorenza Sarzanini descrive così i “miliziani dei barconi”: “Tantissimi [potenziali migranti] vengono avvicinati dai trafficanti, pronti a tutto pur di avere merce umana da imbarcare, che li convincono a seguirli”.  I migranti sono quindi “merce umana” inconsapevole, uomini e donne sprovveduti e incapaci di decidere del loro futuro. Persone da proteggere e vittime credulone di trafficanti-spacciatori.   Come invece nota Andrea Segre, la lezione che questo come molti altri interventi traggono dalla vista delle centinaia di cadaveri raccolti sulla spiaggia di Lampedusa è cosi riassumibile: “La tratta di esseri umani nelle acque del Mediterraneo è un crimine contro l’umanità che va fermato con tutti i mezzi”. I criminali e l’origine del male sono loro, i trafficanti senza scrupoli, e i paesi europei hanno la responsabilità morale di unirsi per fermare questo scempio.   Questa è tristemente la posizione politica dominante su Lampedusa. La commissaria agli Affari Interni dell’Unione Europea, Cecilia...

Riuscirà la cultura a fare innovazione?

Capitale umano, contesti organizzativi, logiche burocratiche: sono tra i fattori che spiegano tanto conservatorismo. Ma le cose stanno cambiando. Se ne parlerà ad ArtLab.   Nei progetti di innovazione che hanno vinto i concorsi e i bandi promossi negli ultimi anni, la cultura c’entra sempre. In un modo o nell’altro, si ritrova spesso come mezzo, come fine, o come auspicato effetto collaterale. Il problema – o un’opportunità ancora da cogliere – è che chi oggi fa innovazione non è dentro al mondo degli operatori della cultura, pur nutrendosi di quei contenuti, di quelle competenze e di quell’immaginario. Il settore culturale - in particolare nelle sue espressioni più tradizionali come musei, teatri, archivi – esprime e produce con grande difficoltà innovazione: quando accade è episodica, marginale e dissipativa, realizzata cioè attraverso modi e percorsi che raramente contribuiscono a patrimonializzare e socializzare la creazione di valore aggiunto, a innescare cambiamenti nell’organizzazione, a migliorarne significativamente i comportamenti, i processi economici e le...

La cultura per una crescita sostenibile e solidale

La cultura è al centro della sfera economica e politica del progetto europeo. Da un lato, la cultura produce ricchezza, con un contributo di oltre il 3% al PIL europeo e la creazione di circa sei milioni di posti di lavoro (KEA 2006). Dall’altro, la cultura è anche fonte di creatività e innovazione, che favorisce il dialogo e la coesione sociale, nonché la trasmissione di valori di interesse comune.   Oggi più che mai, la rinascita dell’Europa passa dalla cultura. È senz’altro necessario ridare nuovo slancio all’economia, ma lo sviluppo senza coesione sociale rischia di essere fallimentare nel lungo periodo. Solo la cultura può aiutare i cittadini europei a riguadagnare fiducia nell’UE e a ricostruire un senso di appartenenza fondato su valori comuni.   L’attuale revisione dei programmi europei in vista del nuovo periodo di programmazione 2014-2020 offre l’opportunità di riflettere a nuove opportunità di finanziamento per la cultura, quale risorsa in grado di mantenere in vita il progetto Europa. Al di là dei programmi interamente dedicati alla cultura (...