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Chandra Candiani

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Una conversazione / Chandra Candiani. Questo immenso non sapere

“Si può andare a trovare un piccolissimo pezzo di prato, un pizzico di prato c’è sempre”. Ho aperto Questo immenso non sapere nelle sue prime pagine e davanti a me un inchino: fronte verso terra e fili d’erba da guardare, un mondo che sempre si rinnova, esercizio di incanto.  Risuonano, queste parole, con la certezza di Etty Hillesum che “esisterà sempre un pezzetto di cielo da poter guardare”. Importa poco se ci sia da guardare verso l’alto o da ricoprirsi di terra e polvere: pregare è indicare, è conoscere una vista periferica, sentire di esser parte di un mondo più grande, anche se ci sfuggono ordine e significato.    Questo immenso non sapere riprende la prosa frammentaria – ricordi, pensieri, riflessioni e scene – che già Chandra Candiani ci aveva fatto incontrare con Il silenzio è cosa viva. È popolato di animali e alberi, come se avesse chiamato a raccolta, per presentarceli, gli “abitanti della meraviglia” che abbiamo imparato, nei versi, ad ascoltare, riconoscere, seguire; a non guardarli troppo negli occhi e a non provare a capirli. Animali che salvano e che ammazzano. E poi l’erba, i fiori del melo, il ciliegio selvatico, le leggi di inquietudine. C...

Claudia Losi, Voce a vento / Tessere il canto, tessere i luoghi

Esiste nella pratica artistica delle donne una frequentazione con le pratiche relazionali, con l’immateriale del canto, con gli spazi umili e lungamente non visti del quotidiano e con il recupero di un sapere manuale parzialmente dimenticato, un sapere troppo spesso relegato al folklore e alla sottocategoria dell’artigianato, con tutti i malintesi che la divisione tra arte alta e bassa ha lungamente comportato.  Claudia Losi esplora da sempre questi ambiti e il verbo esplorare descrive con accuratezza il suo andare alla ricerca di ciò che non si conosce – un andare metaforico e fisico, perché il suo lavoro si compone anche di cammini –, la sua relazione profonda con il paesaggio e il suo farsi addentro ai luoghi. Losi declina la geografia attraverso l’arte, la trasforma e ne restituisce il senso lungamente smarrito, frainteso dalla didattica scolastica e dalla frattura che ha pericolosamente separato natura e cultura.  Come un ecosistema, il lavoro dell’artista piacentina si sviluppa seguendo tempi che contraddicono le regole del mercato dell’arte: si dedica a progetti decennali, riprende ciclicamente l’indagine verso nuclei tematici già approcciati, procede seguendo un...