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Giorgio Parisi

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Parole per il futuro / Vulnerabilità

Sono vulnerabili i fili che ci legano alla vita, e in questo sta la loro forza. Sono fluttuanti, sono ambigui quei fili. Come tutto quello che è vitale e che nella vita conta.   Che l’ombelico sia una ferita cicatrizzata è un fatto evidente e originario. Senza quella ferita non saremmo qui e da quella ferita si genera la nostra esistenza autonoma, ancorché per sempre dipendente, dagli altri e dal sistema vivente di cui siamo parte. In quanto dipendenti e vulnerabili, e perché tali, continueremo a divenire noi stessi finché saremo vivi, cercando la nostra autonomia. La vitalità di quell’autonomia sarà tale in quanto porosa: sarà sempre e comunque la sua porosità a caratterizzarne l’unicità. Che se la perdesse, quella porosità, la nostra autonomia imploderebbe in un’autistica chiusura fino alla morte.   Identificata con la ferita e con una certa accezione della ferita intesa solo come violazione del corpo e della mente, la vulnerabilità ha pagato un costo al narcisismo e a un certo modo di intendere il significato di essere umani e viventi. In tal senso è forse l’indicatore più efficace per cogliere le derive che hanno portato homo sapiens a porsi sopra le parti, fino a...

Parisi: la fisica per salvare il Pianeta

Prima che il conferimento del premio Nobel lo portasse alla ribalta, Giorgio Parisi aveva ricevuto nel 1992 un altro premio, per alcuni versi ancor più significativo, quello dedicato a Ludwig Boltzmann, il fisico tedesco strenuo difensore dell’atomismo, morto suicida nel 1906. Oltre ad aver dato fondamentali contributi nell’ambito della termodinamica, Boltzmann aveva aperto promosso, insieme a J. W. Gibbs, lo sviluppo della meccanica statistica, lo studio cioè dei fenomeni che coinvolgono grandi numeri, insiemi composti da una molteplicità di elementi in interazione, come le molecole di un gas. Non potendo determinare le singole traiettorie delle molteplici particelle che formano un sistema complesso, si deve ricorrere a metodi probabilistici, un lavoro che ha ricevuto contributi fondamentali dall’avvento dei computer. Non possiamo stabilire con esattezza il prodursi di un evento, come non possiamo prevedere la traiettoria di volo di un singolo storno fra le decine di migliaia che compongono lo stormo svolazzante nei cieli autunnali di Roma (un esempio caro a Parisi); possiamo però indicare la probabilità del prodursi di un processo, indicare la forma che potrebbe disegnare l’...

Giorgio Parisi e la complessità dell’ordine

Nello studio della fisica classica il ricorso ad esempi conta su uno spettro limitato: la caduta di un grave, lo scontro tra palle sulla tavola da biliardo, la pallina da tennis che colpisce il muro. Al netto di una fantasia ridotta, che risponde in primo luogo al bisogno immediato di una scena di vita minima cui possano associarsi informazioni complicate, questi esempi raffigurano con efficacia le caratteristiche di un sistema semplice: date certe condizioni iniziali, il sistema composto da quell’unica entità evolve secondo una data traiettoria. La fisica è lo strumento che consente di predire quella traiettoria mediante equazioni differenziali. A tal fine, gli elementi richiesti sono la posizione e la velocità iniziali del sistema d’interesse, oltre alla risultante delle forze che su di esso si esercitano. Ma proprio nella vita minima insorgono problemi che la tentazione esemplificativa si concede il lusso di tralasciare: con quali altri elementi interagisce il grave durante la sua caduta? Come si modifica la traiettoria della palla da biliardo quando ne incontra un’altra e poi un’altra ancora? Come il materiale che compone il muro incide sulla dinamica della pallina da tennis...