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Il mondo di ieri

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L'impero asburgico non è crollato / Ucronie: la storia con i "se"

Non è concessa nostalgia a chi “ha imparato l’arte preziosa di non rimpiangere il perduto”. Lo affermava lo scrittore viennese Stefan Zweig nelle prime pagine del suo capolavoro Il mondo di ieri, uscito postumo nel 1942, pochi mesi dopo il suicidio in Brasile. Eppure, c’è chi non ha mai smesso di immaginare come sarebbe stato il futuro dell’Europa, del mondo, se l’Impero austro-ungarico fosse uscito indenne dalla Grande guerra. Confrontarsi con i “se” e i “ma” della Storia, si sa, è considerato un esercizio di pedanteria fantastica. Ma questo serissimo passatempo non ha mai spaventato Guido Morselli. Basterà ricordare, infatti, che per tutta la vita lo scrittore nato a Bologna ha provato a convincere gli editori italiani che le sue non erano soltanto belle, inutili pagine da erudito grafomane. Dal momento che “il paradosso sta dalla parte dell’accaduto: dall’altra parte se ne sta, sconfitta, quella che chiamiamo (sebbene con ottimismo) logica delle cose”.     Nel 1969, mentre Einaudi pubblicava finalmente La paga del sabato di Beppe Fenoglio, scomparso sei anni prima, e nelle librerie arrivavano Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino, Una relazione di Carlo...

Erich Wolfgang Korngold / La città morta

Die tote Stadt (La città morta) inizialmente portava il titolo “Il trionfo della vita”, probabilmente una formulazione provvisoria che trova scarso riscontro nella trama dell’opera sviluppata in tre atti. Il libretto simbolista e onirico, ambientato alla fine del XIX secolo, si basa su un’opera letteraria decadente, Bruges-la-Morta di Georges Rodenbach. Ed è proprio dal romanzo che bisogna partire per riflettere su Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold. Dopo esser apparso a puntate su Le Figaro, la sua pubblicazione come libro (1892) contiene una novità, per quei tempi rivoluzionaria: 35 fotografie di scorci della città fiamminga, senza persone, e intagliate con ombre nere (la tecnica permetteva solo esposizioni monocromatiche con poche sfumature). Il testo inizia con un avvertimento: “In questo studio passionale [corsivo mio] abbiamo voluto […] principalmente evocare una Città [maiuscolo originale], la Città come personaggio essenziale, associata agli stati d’animo, che consiglia, dissuade, determina ad agire”. Il successo del libro si legò al suo carattere simbolico e sognante, dove il protagonista non è un uomo, ma lo sfondo su cui gli uomini proiettano le loro ombre....

Appunti per una storia, un’antropologia, una politica dell’acqua / Il Mondo e i mondi di acque

L’acqua è elemento trasversale, fluido, mutevole, multiforme, liquido, solido e gassoso (non si dimentichino le nevi e i ghiacci, i vapori e l’aria) che si riversa diversamente sulla terra, nella natura e nella storia. Questo carattere pervasivo, questa intrinseca, necessaria presenza dell’acqua entro ogni forma di vita del mondo non è mai uguale, non si ripete con monotona e scontata prevedibilità.  L’acqua esplica, infatti, le sue necessarie funzioni, articola e modella il suo ciclico fluire e rifluire, dando luogo a differenti geografie e storie, modificando, a seconda dei luoghi, dei tempi, delle interazioni con altri fattori fisici e storici – prima di tutto l’azione plasmatrice o distruttrice degli uomini – i suoi modi di essere, le sue presenze materiali, le sue stesse valenze simboliche. I diversi “mondi” che il nostro mondo terracqueo contiene, le configurazioni che al suo interno si susseguono nello spazio e nel tempo, altro non sono che differenti mondi d’acqua: mondi che possono rintracciare e raccontare la loro diversità, la peculiare specificità della loro stessa storia, proprio a partire dall’acqua. In questa accezione, una storia dell’acqua tende...