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La terra desolata

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“Our dead bodies must tell the tale" / Ultimo parallelo di Filippo Tuena

Era il 2007 quando Rizzoli pubblicava Ultimo parallelo di Filippo Tuena, uno dei romanzi italiani più importanti degli anni Duemila. Oggi, il Saggiatore, che aveva già ristampato il libro nel 2013, lo riporta in libreria in una versione ‘accresciuta’, che affianca al testo originale una serie di frammenti inediti e una prefazione in cui Tuena spiega come ha lavorato, e soprattutto come ha gestito la «messe spaventosa di dati» accumulati nel tempo.   Per chi oggi lo prendesse in mano per la prima volta, Ultimo parallelo racconta una storia realmente accaduta, quella di Robert Falcon Scott e degli uomini che assieme a lui, fra 1911 e 1912, tentarono la conquista del Polo Sud. I dati storici sono a disposizione di chiunque li voglia consultare, per cui non si svela niente di decisivo aggiungendo che il tentativo fallirà. Scott e i suoi arriveranno sì al Polo, ma sulla strada del ritorno perderanno la vita. Non solo. Proprio a ridosso della meta scopriranno di essere stati preceduti da un’altra squadra, quella molto più preparata e ‘performante’ capitanata dal norvegese Roald Amundsen. Doppiamente sconfitti, insomma, e non solo nello spirito.   Appoggiandosi ai diari degli...

Un verso, la poesia su doppiozero / T.S.Eliot. Il tempo che distrugge è il tempo che conserva

È un verso dei Quattro quartetti (Four Quartet) di Thomas Stearns Eliot (tolto dal terzo dei quartetti, quello intitolato al nome di un gruppo di scogli presenti al largo della costa del Massachussetts, The Dry Salvages). Il verso riprende il tema che trascorre, con le sue variazioni tonali e meditative, retoriche e argomentative, lungo tutto il testo. Dico tema riferendomi al linguaggio musicale: di fatto il componimento di Eliot, nelle sue quattro grandi partizioni e nei singoli interni movimenti, è del tutto conformato alla struttura di una composizione musicale.    Come unire meditazione e forma, teoresi e ritmo, suono del pensiero e immagine, come portare il fuoco della riflessione – con le sue domande ultime sull’intreccio tra il vivere e il morire – nel suono del verso, nei suoi indugi fantastici, nella sua libertà appunto temporale, questa è stata l’interrogazione che ha sostenuto la ricerca poetica di Eliot, da Prufrock, del 1917 e The Waste Land, del 1922, fino alle composizioni degli anni Trenta e oltre. Lo stesso teatro, che occupa molta parte della scrittura di Eliot, fedele anch’esso a un dettato modernista di scomposizione temporale del dire, di contiguità...

Tra Ottocento e Novecento / Piergiorgio Bellocchio: Un seme di umanità

Mi è capitato negli ultimi anni di incontrare Piergiorgio Bellocchio a Piacenza o d’estate in Versilia e ogni volta gli chiedevo a che punto fosse con il libro che raccoglieva le sue riflessioni, introduzioni e critiche su autori tra Ottocento e Novecento. Le risposte di Bellocchio nei primi tempi erano evasive, poi via via più convinte. Ho seguito l’iter della pubblicazione attraverso le notizie che mi davano gli amici Gianni D’Amo, a cui il libro è dedicato, e Luca Baranelli, che lo hanno fiancheggiato nelle diverse fasi. Ora finalmente possiamo leggere Un seme d’umanità. Note di letteratura (Quodlibet) ed è un avvenimento da festeggiare perché Bellocchio, pur essendo stato animatore di riviste come ‘Quaderni piacentini’ e ‘Diario’, con l’amico Alfonso Berardinelli, ha preferito restare appartato, come se uno sguardo di sbieco fosse il più efficace per comprendere il proprio tempo. Un lettore di provincia? Mi veniva in mente la formula applicata a Renato Serra, un critico dei primi del Novecento, il primo a fare kulturkritik nel nostro Paese. Solo una suggestione, anche se Bellocchio non si è mai spostato da Piacenza, dove vive in un anonimo condominio anni Sessanta. È qui che...