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Marco Balzano

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Restare o andarsene / Marco Balzano, Quando tornerò

Non esiste, ovviamente, alcuna automatica proporzione tra il rilievo sociale dei temi di cui un romanzo parla e il suo valore letterario. D’altro canto, non c’è dubbio che una delle funzioni della letteratura consista nel mettere davanti agli occhi del lettore aspetti del presente che fino a quel punto gli erano sfuggiti, o ai quali non s’era curato di prestare attenzione. Non perché siano nascosti: al contrario, perché sono troppo palesi. Ma per coglierli occorre sostare un attimo, porvi mente: considerarli. La nazionalità più rappresentata fra gli immigrati in Italia è la Romania, con oltre un milione di presenze (circa un quinto del totale). Poco meno del 60% sono donne; di queste, moltissime sono dedite ad assistere gli anziani. Fin qui, cose risapute – numeri, forse, a parte. Ma che ne è delle famiglie delle centinaia di migliaia di badanti romene? Ricevono un aiuto economico prezioso, in qualche caso provvidenziale, certo. E poi?   Gli effetti dell’emigrazione sul tessuto sociale dei paesi di partenza è oggetto di pagine memorabili nel più famoso libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli. Lì si parla di contadini lucani che andavano in America, e spesso finivano...

Un'anteprima dei libri in lavorazione / Fratelli

Inauguriamo con Marco Balzano - vincitore del Premio Campiello 2015 con L'ultimo arrivato - il nuovo speciale «Cantiere»: le opere che saranno. Una anteprima dei libri in lavorazione: incipit di libri futuri di scrittori, saggisti, filosofi e conferenzieri.     I   Quando è squillato il telefono ero a casa a tradurre. Fuori il sole abbrustoliva la città deserta. Il silenzio delle vie lo faceva rimbalzare più forte contro i muri, l’asfalto, i cartelli stradali. Mi sono affacciato alla finestra a fumare e il fiato mi si è accorciato ancora di più. Ho guardato per tutto il tempo della sigaretta la saracinesca del bar di Sergio. La notte prima l'aveva abbassata fino a farla sbattere sul marciapiede, facendo sfollare dai tavoli di plastica gli ultimi ubriachi, me compreso perché senza accorgermene mi ero scolato cinque Campari. Poi aveva tirato un sospiro di sollievo e attaccato con soddisfazione un foglio: “ci vediamo a settembre”. Gli ho fatto notare che è la frase che dicono i professori agli alunni rimandati e allora lui ha prima sorriso e poi sbadigliato. Anche quel 21 giugno ho allungato il ritorno a casa. Al posto che i soliti trenta passi ho girato attorno alla...