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Nikolaj Vasil'evič Gogol'

(8 risultati)

Racconti sentimentali e satirici / Zoščenko e il riso che fa paura

Può succedere che ci si avvicini a un testo e si pratichi la traduzione scegliendo liberamente un autore che amiamo e il cui mondo desideriamo far conoscere agli altri, e che questo autore ci tenga compagnia a lungo, senza vincoli temporali o scadenze di consegna. E così la traduzione matura, lasciando al traduttore il tempo per riflettere e rispondere agli infiniti quesiti che spesso si affacciano alla mente quando ci si muove fra due lingue e due culture, passando da un mondo artistico all’altro, prima di scegliere di percorrere le strade che, pur non potendosi mai considerare definitive, ci appaiono le più convincenti: come in una scacchiera, dove ogni scelta vincola l’altra, in un continuo spostamento mirato e ragionato in avanti, indietro, di lato, con movimenti di avvicinamento verso l’altro e poi di improvviso allontanamento; come scelte meditate e mediate, secondo quello che Jiří Levy vede come un processo decisionale.   Perché le traduzioni vivano è necessario però, così come per qualsiasi altra opera di comunicazione, che sia permessa la loro circolazione, che escano dal cassetto segreto e arrivino sugli scaffali delle librerie, mescolandosi ad altri autori e ad...

I cinocefali di Aleksej Ivanov / Uomini e bestie, contadini e santi

I santi sono permalosi e spesso vendicativi. Si offendono in particolare quando viene confuso il giorno della loro morte. Litigare con loro è pericoloso. (Aron Gurevič, Contadini e santi. Problemi della cultura popolare nel medioevo)   Un affresco effigiante San Cristoforo con la testa da cane (cinocefalo secondo la tradizione bizantina) in un rudere di chiesa di villaggio, a sua volta ridotto a brandelli, dev’essere salvato dall’incuria che disgrega la provincia russa post-sovietica e trasferito in un museo. Tre giovanotti moscoviti, scelti in base ai risultati di un algoritmo, sono incaricati dell’impresa e lasciano la capitale per la provincia. Questo è l’assunto, colmo di ottime intenzioni e lodevoli propositi, che sta alla base di una delle narrazioni più complesse, articolate e intriganti della letteratura russa contemporanea. (Aleksej Ivanov, I cinocefali, Voland, Roma 2020, € 20. Traduzione, cura e postfazione di Anna Zafesova).   San Cristoforo cinocefalo nella tradizione bizantina. Ivanov (classe 1969) scrisse il suo Psoglavcy nel 2011 e in patria fu subito grande successo. A prova del fatto, forse, che il grosso pubblico dei lettori russi ha raggiunto una...

Ogni cosa, ogni sorte, ogni persona / Marija Stepanova, memoria della memoria

Dove inizia e dove finisce il ricordo? E il ricordo è una fotografia che fissa il passato o una fantasia che lo trasfigura? Sono queste alcune delle domande attorno alle quali si muove Memoria della memoria, di Marija Stepanova (Bompiani, 2019). L’opera della scrittrice russa non è definibile come libro che inizia e libro che finisce, ma come organismo mercuriale, che il lettore coglie nella sua letterale interminabilità. Scrive Bruno Schulz rivolgendosi al poeta Lesmian: «[…] Allora siamo come libri. I libri iniziano in un secolo e poi continuano in un altro, terminano chissà dove. Le frasi si rincorrono come lepri. Ma la nuova casa c'è... una casa piena di rami carichi di uccelli variopinti [...] Solo per caso il tuo libro è fatto di parole e ha forma di libro. In realtà è aria che si appoggia all'aria delle cose, e così tutto diventa canto...». Le parole di Schulz sembrano commentare, in anticipo di un secolo, la natura inafferrabile, stregante e complessa del libro della scrittrice russa – un archivio della memoria personale che diventa archivio di una memoria storica e collettiva. Sul retro del libro, nell’edizione italiana, sono riportate tre frasi: «Mostrare tutto....

Un contagio d'irrealtà / I baffi di Emmanuel Carrère

Cominciamo con qualche citazione:   “L’assessore di collegio Kovalèv si svegliò abbastanza presto e con le labbra fece Brr…, cosa che faceva sempre quando si destava, sebbene nemmeno lui sapesse spiegare perché. Kovalèv si stirò, ordinò di dargli un piccolo specchio che stava sul tavolo. Voleva guardare un foruncoletto che la sera prima gli era spuntato sul naso; ma, con suo sommo stupore, vide che al posto del naso aveva uno spazio perfettamente liscio”. (Gogol, Il naso, trad. P. Zveteremich, Garzanti, 1967).   “– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio. – Niente – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino. Mia moglie sorrise e disse: – Credevo ti guardassi da che parte ti pende. Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda: – Mi pende? A me? Il naso? E mia moglie, placidamente: – Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra”. (Pirandello, Uno, nessuno e centomila, ed. a cura di G. Mazzacurati, Einaudi, 1994).   “Professore, perché non mi racconta bene la storia dei suoi baffi? Ma è semplicissimo. Me li lasciai crescere prima della...

Riedite da Adelphi / Le Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov

“La letteratura non ha alcuna valenza pratica, salvo nel caso specialissimo di uno che voglia diventare, per quanto incredibile sembri, professore di letteratura”, scrive a pag. 197 di Lezioni di letteratura (recentemente riedito da Adelphi dopo la prima edizione Garzanti del 1992), Vladimir Nabokov che, forse sorprendendo se stesso, professore per amore o per necessità a un certo punto della sua vita lo è davvero diventato. E di certo, a dispetto del suo innegabile snobismo, non un professore qualunque, ma un ottimo insegnante, come stanno a dimostrare gli appunti che sono poi stati riuniti per comporre queste postume Lezioni (nonché quelle sulla letteratura russa, Garzanti, 1987 e quelle sul Don Chisciotte, Garzanti, 1989). E come testimonia anche, a dispetto del disprezzo per i critici (che, di nuovo con raffinata arte della contraddizione, non gli ha impedito di annoverare per un lungo periodo tra i suoi migliori amici americani il grande critico Edmund Wilson, quello tra l’altro di La ferita e l’arco e di Il castello di Axel per intenderci, per cui si veda la corrispondenza inedita in Italia), tutta la parte critica perfettamente funzionale alla narrazione contenuta nei suoi...

I molteplici corpi del compagno Presidente / Putin il Terribile

Penseremo al futuro della nostra grande patria, al futuro dei nostri figli e agendo così senza dubbio siamo condannati al successo (V. Putin, Commento alla vittoria, 18 marzo 2018).   Quella che segue non è un’analisi politica del recente risultato elettorale russo. Non ho le competenze e non dispongo degli strumenti per procedere in quella direzione. Molte sono le interpretazioni e i commenti disponibili sulla stampa e in rete per chi fosse interessato a documentarsi. Privilegio invece il tentativo di comprendere il successo del neo-rieletto Presidente, eventuali brogli e corruzioni comprese, attraverso un’indagine dell’immagine che ha creato di sé e che lo ha progressivamente portato a crescere nel gradimento della maggioranza della popolazione russa fino al plebiscito dei giorni scorsi. Cominciamo dal fondo, dal passato remoto della Russia, rivisitato nel 1944 da Sergej Ejzenštejn su mandato di Stalin. In un’Unione Sovietica invasa dai nazisti, e governata da un leader solo apparentemente forte e sicuro, era necessario ripercorrere le tappe fondamentali dei gloriosi trascorsi del Paese per ribadirne la grandezza, riaffermarne la credibilità e, soprattutto, attestare ancora...

Donald Weber, Interrogations. Una non-fiction, una mostra e un libro

In una scena del Maestro e Margherita Bulgakov ripropone l’incontro fra Pilato e Gesù raccontato dai Vangeli, quello in cui l’uomo che rappresenta il potere di Roma nella terra di Galilea si confronta con una forma di verità altra da quella rappresentata da lui, una forma di verità che lo scrittore russo fa insinuare anche nella sua figura sotto forma di un insopportabile mal di testa. Nel suo personale interrogatorio, Pilato accusa Gesù di essere un bugiardo, di essere colpevole di ciò per cui è stato accusato e allude contro le sue ragioni al discorso della follia, in una visione simile a quella che ha spinto Lombroso alla fine dell’800 ad accomunare nel suo Atlante pazzi e criminali. D’un tratto anche Gesù sembra diventare uno di quei personaggi del popolo russo a cui ci hanno abituato Gogol’ e Dostoevskij. E mentre Gesù accusa Matteo di non trascrivere fedelmente le sue parole, anche Pilato pare iniziare a prendere le forme di un uomo della burocrazia russa. Tutta l’accusa nei confronti di Gesù si sarebbe basata su un fraintendimento: avrebbe istigato il popolo a...

Lamezia Terme, 5 maggio 2011

E invece Aristofane lo faccio aspettare ancora. Perché è successa una cosa davvero molto brutta. Sono entrati di notte dentro Palazzo Panariti, dove teniamo gli incontri di Capusutta, hanno sfasciato porte e finestre. Ladri? Ma non c’era niente da rubare, il palazzo è ancora vuoto, appena inaugurato, non ci sono attrezzature, solo due piccoli monitor per la sorveglianza. Dei balordi, può essere. E se fosse invece un brutto segno, una specie di intimidazione? Contro chi? Ci nascono strani pensieri in testa, che vorremmo ricacciare indietro.   Speriamo che non siano segnali contro Tano Grasso e il suo irruento procedere a cercare di portare novità nella cultura cittadina. In effetti non c’è un’aria rassicurante in giro: sembra da certi discorsi - sembra, ripeto - che qualcuno remi decisamente contro. “È che il teatro di ricerca qua non funziona!”, “che prima di voi c’erano altre esperienze di laboratorio teatrale, mica era il deserto!”, e argomentazioni simili. Che bisogno c’era di ricorrere a Ravenna e a Napoli, in sostanza. E in effetti, a parte le porte sfasciate, c...