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Piergiorgio Odifreddi

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Parole per il futuro / Incontro

Ora che è memoria, si può dire che l’“estate romana” fosse difficilmente prevedibile. In quell’inizio di 1977 comunque cupo, tra gli scontri di piazza all’inizio di marzo a Bologna e le manifestazioni dei primi di Maggio a Roma, immaginare un futuro come quello che si inaugurò solo qualche mese dopo, alla fine di agosto, alla Basilica di Massenzio, era a dir poco azzardato. Eppure le date sono quelle: 11 marzo l’uccisione di Francesco Lorusso nel capoluogo emiliano; 12 maggio quella di Giorgiana Masi nella capitale; il 25 di agosto, a due passi dal Foro Romano, si proietta Senso di Luchino Visconti: l’inizio di una stagione, impropriamente etichettata dell’effimero, che segnerà invece per lungo tempo il dibattito culturale e non solo di quello italiano. Ora che è memoria, molti ne sanno ricostruire la genealogia, ma la previsione di quel futuro (ancor più imprevedibile, se si pensa che meno di sette mesi dopo le BR rapiscono Aldo Moro) fu appannaggio di pochissimi e la visione, forse, solo di un giovane architetto, Renato Nicolini, che in qualità di assessore alla cultura del Comune di Roma aveva intuito che quel paese asfissiato dal grigio e dal piombo aveva bisogno di respirare...

Ringraziamenti e bilanci / Scarabocchi e altri progetti

È passata una settimana dalla fine di Scarabocchi. Il mio primo festival, realizzato insieme a Fondazione Circolo dei lettori e con il sostegno fondamentale della Città di Novara.     Le scuole della città e il Complesso del Broletto sono stati animati da laboratori, incontri, adulti e bambini. Abbiamo vissuto eccezionali esperienze: l’infinito firmacopie di Altan, che per più di un’ora e mezza ha creato e regalato disegni della Pimpa in diretta per i suoi giovani lettori; lo scarabocchio più grande del mondo realizzato dai piccoli sotto la guida di Guido Scarabottolo, che ha poi decorato il lungo muro del Broletto; e ancora i ricordi d’infanzia legati a Bruno Munari raccontati da Mario Calabresi o i ragazzi dell’Atelier dell’errore che hanno rimproverato, con grande serietà, i “normaloidi” che siamo, incapaci di guardare davvero e di accorgerci che gli scarabocchi danno forma al mondo.    La Pimpa di Altan saluta i piccoli lettori   I ragazzi dell'Atelier dell'Errore danno vita agli scarabocchi   Mario Calabresi racconta Bruno Munari   In soli tre giorni a Novara si sono dati appuntamento per scarabocchiare insieme alcuni tra i più...

Matematica mon amour

Soffriamo ancora dell’antico male di una marginalità delle scienze nel panorama complessivo della nostra cultura; eredità, certo, del classicismo umanistico su cui si sono innestati prima il neoidealismo, liberale e fascista, poi lo storicismo, ma vi sono anche responsabilità degli scienziati, spesso gelosi custodi dei propri saperi, protetti nella clausura sacerdotale di linguaggi specialistici. Uno dei primi meriti degli scritti che Claudio Bartocci ha raccolto in Dimostrare l’impossibile (Cortina 2014) è il richiamo al dovere etico di rendersi comprensibili a tutti: condizione per lo sviluppo del sapere (e della civiltà) è “fare uso pubblico della propria ragione” (Kant), senza soggiacere a coercizioni esterne. Del resto, proprio le innovazioni delle tecnologie informatiche affidano il futuro dei saperi alla condivisione. Il matematico inglese Tim Gowers decise nel 2009 di proporre in rete un difficile problema di combinatoria e furono le risposte dei lettori a condurre alla soluzione; esperimento di intelligenza collettiva, rilevante soprattutto nella prospettiva dell’etica della ricerca scientifica. La...