Il tuo due per mille a doppiozero

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Stephen King

(11 risultati)

Violenza e sesso / Giulio Mozzi, Le ripetizioni

Ho finito di leggere il nuovo libro di Giulio Mozzi, Le ripetizioni (Marsilio 2021), con uno stato d’animo controverso, misto di rammarico e di perplessità. Mozzi è un intellettuale di vaglia, uno scrittore solido, una figura di rilievo nel panorama dell’editoria italiana; e in effetti, cominciando la lettura, avevo avuto l’impressione di trovare pagine notevolissime, tra le migliori che la letteratura italiana abbia prodotto nel nuovo secolo. Purtroppo, nel seguito, altre pagine hanno stravolto il primo impatto. Non voglio tergiversare. Il punto è che a più riprese, nel corso del romanzo, ci s’imbatte in situazioni e descrizioni improntate a un’efferatezza sadica e a un’oscenità smaccata che francamente io trovo, nel senso etimologico della parola, repellenti. Respingenti. Peraltro, non essendo ignaro dei miei limiti, io sarei anche tentato di addossarmi tutta la responsabilità della delusione, e di far mio quanto Nane Oca dice di sé nell’ultimo volume della serie di Giuliano Scabia (Il lato oscuro di Nane Oca, Einaudi 2019): «Sono proprio macarón, ingenuo e chierichetto». Sono consapevole da molto tempo che il mio gusto comprende una misura non piccola e verosimilmente un po’...

Adolescenza e ossessioni / Gotico andino. Mandibula di Mónica Ojeda

Mónica Ojeda è una giovane (classe 1988) scrittrice ecuadoriana già al terzo romanzo, Mandibula (uscito nel 2018 e ora tradotto per i tipi di Alessandro Polidoro Editore), una prova assai convincente e ad alto tasso di letterarietà che mescola racconto dell’adolescenza e ossessione incestuosa, horror psicologico a schegge di creepypasta internettiani.  La trama di Mandibula si riassume facilmente: Clara, insegnante di una scuola privata per ragazzi di buona famiglia, rapisce Fernanda, un’adolescente ribelle e (con l’amica Annelise) appassionata di macabro e horror. La storia, però, è raccontata alternando continuamente i piani cronologici della vicenda, e ricorrendo a soluzioni narrative diverse: ora semplice racconto, ora pagine di dialogo tipografico, ora i monologhi di Fernanda dallo psicanalista, ora lettere, ora racconti-nel-racconto scritti dai personaggi. Anche se la trama e i temi sono in fondo quelli del thriller orrorifico, la sapienza compositiva di Ojeda e la grande varietà di mezzi impiegati fanno di Mandibula un’opera profondamente letteraria che riesce a dire molto di più di quello che le sue trecento pagine suggerirebbero.   La parte preponderante di...

Koko / L'horror di Peter Straub

Peter Straub è il più grande autore horror di cui non avete mai sentito parlare.  No, va bene, questo inizio ad effetto è vero solo in parte: perché se vi piace l’horror è impossibile che non abbiate sentito parlare di lui. Eppure c’è qualcosa di frustrante nel constatare che la fama di Straub, pure autore in passato di fortunatissimi bestseller, è oggi relegata all’ambito degli appassionati – soprattutto in Italia, dove, con l’eccezione di Ghost Story (1979, brevemente rimessa in catalogo da Bompiani nel 2013) e The Talisman (1984), scritto insieme a Stephen King, per trovare i suoi libri ci si è a lungo dovuti ridurre a esplorare le bancarelle dell’usato. Per fortuna Fanucci, da cinquant’anni baluardo degli appassionati di narrativa fantastica, ha deciso finalmente di sottrarre i lettori dall’impagabile ma non sempre agevole fardello della caccia libraia e di farsi carico della ripubblicazione di diverse opere di Straub. Il libro scelto per dare il via all’operazione è Koko (1988), e per ora sono stati annunciati Ghost Story e il velatamente lovecraftiano Mr. X (1999) (dispiace solo che per Koko sia stata lasciata da parte la copertina originale, i cui colori pastello non...

Complex Tv / The Outsider, sul lato della paura

Outsider è chi sta fuori dal lato: immobile, o in movimento. Dal febbraio 2020 siamo quasi tutti usciti dai nostri lati di ordinaria percezione, chiudendoci nel vuoto delle nostre case: c’è qualcosa, là fuori. Non aprire quella porta. Siamo nel mood dello storytelling horror, non c’è dubbio; siamo nella paura, più che nell’angoscia, perché ora sappiamo addirittura come è fatto, il nostro piccolissimo killer, sappiamo delle sue puntarelle che si incastrano ben bene nelle nostre cellule e le accoppano. Nella timeline del romanzo The Outsider (2018, tradotto da Luca Briasco per Sperling & Kupfer) si comincia precisamente dallo sbalordimento, dal contrasto irrazionale provocato dalla contemporanea presenza in location lontane dello stesso individuo: questo innesco, che paralizza le indagini di polizia su un orrendo omicidio di un bambino ritrovato sbranato in un parco suburbano, fa accedere a un secondo stadio, quello dello smarrimento. Come è possibile che questo sia accaduto? Come è possibile che videoregistrazioni stradali, DNA, impronte digitali corrispondano? Che due diversi drappelli di testimoni giurino di aver visto lo stesso uomo in due luoghi distanti? Dallo smarrimento...

Katherine Rundell / Perché leggere libri per ragazzi anche da vecchi

Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio è un magnifico pamphlet appena uscito per Rizzoli, della scrittrice inglese Katherine Rundell, classe 1987, scrittrice fin dagli esordi letteralmente seppellita sotto una grandinata di prestigiosissimi premi. Leggendo questo breve saggio, preciso, acuminato e rapido come una freccia, si capisce anche perché. Il libro si rivolge a un potenziale interlocutore, uno fra i molti possibili che, a noi che lavoriamo nell’ambito della letteratura per ragazzi, è già capitato mille volte di incontrare nella persona di un semplice conoscente, ma anche di un lettore forte, di un giornalista o di un rispettato intellettuale. Lo scopo è quello di spiegargli per quale ragione leggere (bei) libri per ragazzi costituisca uno straordinario tonico per l’intelligenza e la vita, non tanto per i ragazzi che, naturalmente, non hanno vergogna a leggere libri per ragazzi, quanto per gli adulti, afflitti da vistose lacune, forme di sorprendente ignoranza, imbarazzanti forme di snobismo, ridicole pose di indifferenza, nonché calcificati e rozzi pregiudizi.    Giustappunto, Rundell, per spazzare il campo da vaghezze e ipocrisie...

In vista del confine / Il sale della terra

Le prime righe di Il sale della terra di Jeanine Cummins, il romanzo negli Stati Uniti al centro di un esplosivo caso letterario, sembrano uscite da una pagina di cronaca. “Una delle prime pallottole entra dalla finestra aperta sopra la testa di Luca, che è in piedi davanti al water. All’inizio non capisce che è una pallottola ed è solo una questione di fortuna se non gli finisce dritta in mezzo agli occhi”.  A mettere in salvo il bambino è la madre Lydia, che lo spinge nella doccia e lo copre con il suo corpo. Intanto in cortile l’intera famiglia, sedici persone riunite per festeggiare la quinceañera della cugina Yénifer, cade sotto le raffiche impazzite dei narcos.  Prende il via da qui la disperata fuga di madre e figlio, unici due sopravvissuti, dal sud del Messico agli Stati Uniti. Al loro inseguimento, il boss mandante della strage, cliente della libreria gestita dalla donna, denunciato in un articolo dal marito di lei, il giornalista Sebastian.     Annunciato come uno dei romanzi più attesi dell’anno, Il sale della terra (Feltrinelli, traduzione di Francesca Pe’, 410 pp.) ci conduce nel cuore della crisi dell’immigrazione, lungo la rotta dei migranti...

Il vero orrore è il vicino di casa / Romero morto vivente

La lunga sequenza iniziale dell’auto che percorre strade deserte con un commento musicale inquietante doveva essere presente a Stanley Kubrick quando concepì la sequenza iniziale di Shining, dodici anni dopo The Night of the Living Dead, che George Romero aveva girato con un budget molto limitato nel 1968 (114.000 dollari), scrivendolo, dirigendolo, fotografandolo, scegliendo la colonna sonora, montandolo con una febbre artigianale essenziale a un capolavoro del cinema indipendente.   Il film, nelle sale, ebbe un successo devastante, e incassò 18 milioni di dollari. Siamo al crepuscolo: la ragazza wasp, bionda, elegante, leggermente isterica, viaggia per una campagna deserta su una strada sinuosa al fianco di un giovane uomo, che capiamo essere suo fratello, uno stronzo; si stanno recando a omaggiare la tomba del padre, sprezzato dal figlio e invece onorato ancora dalla brava fanciulla americana. La ragazza fa una considerazione “romantica” sulla dolcezza inquietante di quel crepuscolo estivo in cui ancora alle 8pm resiste una luce. Ma quella luce è il giorno che finisce, e sta per iniziare “la notte dei morti viventi”. George Romero, morto nel sonno nella notte di domenica...

Case e bambini

Chi segue Mariangela Gualtieri sa che, negli ultimi anni, le sue letture si concludono con un canto di ringraziamento dal titolo Bello mondo, incluso nella raccolta da poco uscita per Einaudi, Le giovani parole. Uno dei passaggi più belli dice: «Io ringraziare desidero […] per la quiete della casa / per i bambini che sono / nostre divinità domestiche».   In questi tre versi, il modo che hanno i bambini di abitare, il risuonare della loro presenza in muri e oggetti, acquista una dimensione portentosa. Mi sono venuti in mente leggendo la sezione Satelliti, nella raccolta Dal corpo abitato (tavole di Guido Scarabottolo; Luca Sossella Editore 2015) che l'autore, Matteo Pelliti, dedica a sua figlia Sara. In particolare la poesia In auto: Quando torniamo a casa, di notte, mentre dormi nell'auto che diventa casa del tuo sonno itinerante tra case, so che il tuo sonno sarebbe un carburante sufficiente per continuare la strada oltre ogni destinazione. Quel sonno mi veglia, mi rende attento alla strada più d'ogni caffè imbarcato prima del casello d'avvio e fa dell'abitacolo, per il tempo breve del...

Il vero Alieno in un mondo di Mostri

Quando compravo gli "Urania" della Mondadori in edicola non pensavo fossero letteratura. Mi vergognavo un po', come quando leggevo i fumetti: erano brevi, con una grafica seriale, un numero di pagine contenuto (che poi ho scoperto essere frutto anche di feroci tagli nella traduzione e nell'editing). Oggi, con la tolleranza verso il vintage, e il pop, con l'allargamento della mappa dei diritti dell'immaginario, la Guida alla letteratura di fantascienza curata da Carlo Bordoni è una mappa sterminata di temi, di titoli, di autori, di tempi diversi della scrittura e del cinema; un libro di concetti e di dati, di romanzi e di nomi, di infiniti incessanti sorprendenti estenuanti intrecci, scritto nelle varie parti da un team rigorosamente maschile come prevalentemente sempre maschile è stata la fantascienza, e sempre poco erotica: una sorta di ascesi delirante di evasioni, invasioni, illusioni.     Carlo Bordoni è sociologo, ha scritto di Stephen King, di E.T.A. Hoffmann, e dirige una delle tante incredibili riviste di sci-fi, "If", che ovviamente sarà effimera e indimenticabile come tutte le riviste di...

Cani in politica

All’improvviso, li abbiamo visti con i cani, preferibilmente cuccioli. Ci sono tutti (o quasi), Berlusconi e Monti, Bersani e Grillo. Chi sul web, chi in tv, chi in foto studiate, chi in immagini apparentemente casuali. Come i potenti d’America, Obama che ricorda il suo Bo nel discorso d’insediamento, George Bush che fa il necrologio di Barney, lo scottish terrier morto dopo otto anni di convivenza. Ma se un animale domestico alla Casa Bianca è ormai da tempo quasi obbligatorio, in Italia, invece, esibire il cane non ha precedenti (lo spiega bene Carola Vai in un curioso libro davvero anticipatorio, In politica se vuoi un amico comprati un cane, uscito nel 2011). E inoltre tutto è accaduto repentinamente, nel volgere di appena due mesi. Ha iniziato Berlusconi prima con Puggy, il carlino di Michela Biancofiore, poi con la meticcia dono di Vittoria Brambilla, quindi è arrivato Monti, con il suo Empy. Mero calcolo elettorale? Certamente è così, perché chiamare sulla scena il cane è operazione ricca di sensi, capace di evocare emozioni e di stabilire sintonie irriflesse, subliminali. Una specie di scorciatoia...

Quel MacDonald’s di Stephen King

Semiosi illimitata. (Umberto Eco, Interpretazione e sovrainterpretazione)     Nella raccolta A volte ritornano di Stephen King (ed. Bompiani) si può leggere un’introduzione firmata dallo scrittore John D. MacDonald. È un’introduzione molto piacevole scritta dall’autore del romanzo The Executioners trasposto in due versioni cinematografiche, la prima del 1962 col titolo Cape Fear interpretata da Robert Mitchum e la seconda del ’91 diretta da Martin Scorsese con Robert De Niro e un cast all star. The Executioners è grosso modo un romanzo dell’orrore, anche se John D. MacDonald, morto nel 1986, non viene certo ricordato come scrittore horror, ma piuttosto per i suoi romanzi hard-boiled, pulp e persino science-fiction. Come mai, allora, l’autore di un solo romanzo più thriller che horror ha firmato la prefazione di una raccolta di racconti dell’orrore scritta da uno scrittore dell’orrore?     Nell’introduzione, MacDonald suggerisce una risposta a questa domanda: “Per una strana coincidenza, oggi il romanzo Una splendida festa di morte di Stephen King e il mio...