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Thomas Walker

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Monteverdi a Vicenza con Iván Fischer / L’“Incoronazione” trash di Poppea

L’incoronazione di Poppea è la prima e la più celebre delle opere che non si basano su soggetti mitologici o letterari. I personaggi principali sono realmente esistiti e gli eventi della trama sono effettivamente accaduti. “Da una storia vera”, come si dice oggi: in questo caso quella – più o meno attendibile – raccontata da Tacito e Svetonio sull’imperatore Nerone. Dopodiché, è noto che il vero ha ben poco a che fare con il melodramma. E così si spiega perché questo particolare “sottogenere” sia in realtà infrequente nei quattro secoli abbondanti trascorsi da quando è stato inventato il teatro per musica. Ma ciò non fa che sottolineare l’eccezionalità, nel senso stretto del termine, del capolavoro ultimo di Claudio Monteverdi. La Poppea è infatti un’eccezione da tutti i punti di vista. Lo era per il soggetto, quando andò in scena durante il Carnevale del 1643 al teatro Grimani di Venezia, una delle sale in prima fila nel “sistema” dei teatri pubblici, nato appena sei anni prima e già assurto a vasta popolarità. Lo era nella storia creativa del suo autore, giunto alla veneranda età di 75 anni (sarebbe morto nel mese di novembre di quello stesso 1643) senza essere mai uscito prima...

Intervista a Judith Malina

Sembra molto piccola, su quella sedia a rotelle, Judith Malina, una leggenda vivente, l’allieva di Piscator, la fondatrice del Living Theatre, la moglie di Julian Beck, la rivoluzionaria pacifista, un pezzo di storia del teatro e del pensiero underground americano. Ma, a 87 anni, non ci tiene a farsi imbalsamare. Cammina con difficoltà, ma non ha perso lo smalto carismatico, e neppure una certa aria da pantera, con le unghie lunghissime dipinte di rosa squillante e tanti braccialetti freak. Si scusa per il suo italiano, “un po’ arrugginito”, ma poi, quando inizia a parlare, è precisa, pungente, anche se ogni tanto deve ricorrere all’aiuto di Thomas Walker, un altro del vecchio Living, per precisare i termini. È tornata in Italia per rappresentare The Plot is the Revolution, uno spettacolo dei Motus, in cui la trentenne Silvia Calderoni come una scolaretta rivisita la straordinaria stagione teatrale e politica del Living, rievocando pezzi di famosi spettacoli come The Brig o Paradise Now, che debordò dal teatro trasformandosi in manifestazione di piazza, con attori nudi e intervento della polizia, al festival di Avignone...