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Valter Malosti

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Alla Triennale di Milano / Cleopatràs di Giovanni Testori

L’ultima regia di Valter Malosti è di rara potenza. Porta in scena Cleopatrás, un testo di Giovanni Testori di cui ricordiamo altre due riuscite versioni di qualche anno fa: quella del 1996 con Sandro Lombardi, che vinse il premio Ubu come miglior attore per l’interpretazione, produzione i Magazzini e regia di Federico Tiezzi; e quella del 2014 Atir con Arianna Scommegna, con la regia di Gigi Dall’Aglio. Questo ultima versione del suo lavoro teatrale sulla regina testoriana aveva debuttato nel settembre 2020 al Teatro Carignano di Torino; ora in tournée, lo abbiamo rivisto al teatro della Triennale di Milano. Una Cleopatrás, quella di Malosti, interpretata magistralmente da Anna Della Rosa, che si riconferma una delle più interessanti attrici del nostro teatro di ricerca per fortuna ricco di personalità femminili di grandi qualità.   Foto Tommaso Le Pera. Far rivivere il linguaggio di questo vulcanico scrittore, drammaturgo e critico d’arte, imbevuto di retrogusti padani, non era semplice. In quanto è tutto un susseguirsi di intrecci dialettali con tinte espressionistiche, colme di neologismi, deformazioni e recuperi linguistici che da sempre caratterizzano la prosa neo...

St-Art Up Teatro: il sacro, lo sguardo

A volte è come se ci guardassimo in uno specchio, quando vediamo teatro. Non nel vecchio, vieto senso del teatro come specchio della società. Rivediamo negli spettacoli proprio noi stessi, quello vorremmo essere, ciò che ci aspettiamo di vedere, le nostre pre-visioni, i nostri pre-giudizi. Rinunciamo alla sensibilità per le smarginature, a scoprire vuoti che possano aprire sentieri, precipizi, abissi rivelatori. Questo atteggiamento si moltiplica durante un festival: bombardati da proposte, andiamo con il metro o con il machete, sempre pronti a difenderci, a misurare o a rifiutare.   Quest’anno St-Art Up Teatro, il bel festival che organizza il Crest a Taranto nel teatro TaTà, una delle residenze del sistema pugliese, consorziata con altre nella rete una.net (corresponsabile della rassegna), in agosto ancora correva il rischio di non esserci, per mancanza di fondi, per incertezza sul destino stesso dei “teatro abitati”. C’è stato un intervento del Teatro Pubblico Pugliese, che ha inserito in cartellone una vetrina della produzione regionale, Puglia Showcase, e ha intrecciato la manifestazione jonica con una...

Gli Orizzonti mediterranei di Chiusi

Mustiola ha le mani giunte in preghiera e gli occhi bassi, penitenti e remissivi, guardano il bambino Gesù. Sulla tavola conservata nel Museo della Cattedrale di Chiusi, in provincia di Siena, e attribuita al pittore Marco Bigio (XVI secolo) la giovinezza della Santa è un pallore olivastro e schivo: mai penseresti che abbia esploso una fede che è corsa dalla Roma anticristiana fino a noi. Lo capisci in barca sul Lago di Chiusi, là dove si tramanda che il 3 luglio del 274 d.C. Mustiola abbia fatto del suo mantello una zattera e di Dio il suo sposo: Silvia Frasson ha alzato gli occhi della futura patrona della città all'altezza dei suoi carnefici e non li ha abbassati fino all'ultimo silenzio, contro un sole come ricoperto di rabbia e vergogna.   La Santa, ovvero quando Mustiola volò sul Lago, della 'narratrice immaginifica' nata chiusina e formatasi alla Paolo Grassi di Milano, ci ha condotto per mano dentro Orizzonti Festival delle Nuove Creazioni nelle Arti Performative (31 luglio – 9 agosto); dentro MediTERRAnea2015, il tema di questa XIII edizione, seconda dell'era Andrea Cigni, e prima a essere...