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Anna Frank

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La giustizia necessaria / Wiesenthal, i limiti del perdono

Nel 1942, a Leopoli, un soldato delle SS rimasto gravemente ferito in combattimento chiese di poter parlare con un ebreo, uno qualsiasi. Sapeva che stava morendo, e aveva il rimorso di un crimine orrendo contro degli ebrei a cui aveva partecipato, nella città ucraina di Dnepropetrovsk, dove 400 tra uomini, donne e bambini erano stati rinchiusi in una casa poi data alle fiamme. Lui ed altri avevano avuto il compito di sparare a chi cercava di saltare dalle finestre. Aveva visto scene terribili, che lo tormentavano; in particolare il volo nel vuoto di un padre, con il fuoco già addosso e un bambino in braccio. Il tedesco morente voleva un ebreo cui chiedere perdono. Per caso venne scelto il prigioniero Simon Wiesenthal, che fu lasciato solo nella stanza con il ferito. Wiesenthal lo ascoltò a lungo, ma non lo perdonò: poteva perdonare una sofferenza inflitta a lui stesso, ma non il male, la tortura e la morte, inflitti ad altri. Non sarebbe stato giusto, non aveva il diritto di farlo. Né per quei 400, né per gli 89 famigliari uccisi negli anni del terrore nazista, né per i milioni di vittime dell’Olocausto.   Simon Wiesenthal è conosciuto come il più grande cacciatore di nazisti...

Come raccontare la Shoah? / Jojo Rabbit: il nazismo spiegato ai bambini

Da qualche tempo le mamme dei compagni della classe di Nino (quarta elementare) sono agitate. La maestra, in vista del Giorno della Memoria, ha deciso di far leggere loro Anna Frank: saranno troppo piccoli – non fanno che cincischiare nella chat di whatsapp – per assumere su di sé nella loro età spensierata le atrocità subite dalla piccola Anna, ipostasi della grande Shoah patita dal popolo ebraico? La questione sollevata dalle mamme è, in verità, al centro di un dibattito internazionale (qui un articolo appena pubblicato dal “Washington post”), che coinvolge educatori e attivisti, comitati, docenti e famiglie: come rendere a bambini piccoli l’enormità dell’Olocausto?  L’istituzione, ad opera delle Nazioni Unite, nel 2005, del giorno della memoria, il 27 gennaio, ha posto in tutto il mondo il problema della divulgazione del racconto dello sterminio di ebrei, omosessuali, rom e oppositori politici perpetrata dal nazismo, facendo nascere la domanda di nuove opere da aggiungere alla gamma di testi già disponibili e ponendo la cruciale questione narratologica del come articolare un tale racconto: con testimonianze? documentari? fiction? letteratura? usando un tono solenne? o...

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria Coop Ambasciatori (Bologna) / Conservare la memoria: i 10 libri scelti

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.   Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che...