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La società dello spettacolo

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Un'intervista / Romeo Castellucci: “Questo è il momento per tendere l’arco”

Nell’immobilità provocata dalla sospensione degli spettacoli dal vivo, gli equilibri e le geometrie del sistema teatrale cambiano silenziosamente. In tutta Italia, si avvicendano chiamate e nuove nomine, e vengono occupate posizioni di rilievo simbolico e politico. C’è una notizia che non sarà sfuggita a chi ama il teatro contemporaneo (e ama un po’ meno i volti televisivi prestati al teatro): Romeo Castellucci è stato designato Grand Invité alla Triennale di Milano per il quadriennio 2021-2024. Dietro questo titolo, che potrà forse risultare un po’ altisonante, c’è la volontà di dare un tributo a uno dei nomi più applauditi del teatro europeo ma – triste conferma di un vecchio paradigma – per lo più ignorato dalle grandi istituzioni nostrane. Il pubblico italiano, per vedere Castellucci, ha dovuto per lo più affidarsi a poche rassegne e festival attenti al nuovo (negli ultimi anni, per esempio: Vie Festival, RomaEuropa) nell’assoluta indifferenza degli Stabili e dei Nazionali. A pochi passi dal confine, al Lac di Lugano, Castellucci ha invece costruito una dimensione di prossimità con il pubblico svizzero: oltre al debutto di spettacoli (tra gli ultimi, Democracy in America nel...

Immagini come sabbia negli occhi / Rabih Mroué, Sand in The Eyes

“La pittura, per quanto silenziosa su una parete, è in grado di parlare e di recare grandissimo giovamento”. Così scriveva nel IV secolo Gregorio Nisseno alludendo a un rapporto fra arte e didattica, che, visto da una prospettiva diversa, meno ingenua o forse meno fiduciosa rispetto agli intenti dell’apparato ecclesiastico, può essere letto come relazione fra arte e propaganda politica, fra arte – in definitiva – e potere. Che l'immagine sia veicolo di propaganda e quindi rechi in sé dinamiche di potere e di violenza appare evidente anche nelle ultime settimane, quando la fotografia e il video di Silvia Romano scesa dall'aereo in abiti islamici ha creato reazioni diverse, a prima vista inspiegabili, piegate in molti casi a scopi abusanti di propaganda. L'immagine, che pare essere qualcosa di opaco e oggettivo, vuole invece parlare, dice qualcosa, esprime un messaggio veicolato che dobbiamo saper decifrare se vogliamo essere fruitori attenti e consapevoli.    Per questo è interessante e suscita interrogativi ancora aperti e quanto mai attuali Sand in the Eyes, lo spettacolo-conferenza che il regista, attore e drammaturgo libanese Rabih Mroué ha proposto lo scorso autunno...

Due nuovi libri sui media / Il capitalismo ci renderà stupidi?

I tempi di lettura si accorciano progressivamente. Le persone dedicano sempre meno tempo a leggere i libri e gli editori di saggistica negli ultimi anni si sono adeguati, riducendo via via il numero delle pagine. Ora c’è chi è arrivato più o meno alla lunghezza di un articolo accademico. È il caso dell’editore Castelvecchi, il quale, dopo aver superato alcune difficoltà economiche, si trova attualmente in una fase di rilancio e ha creato la nuova collana Irruzioni. L’ultimo volume di tale collana, tolte le pagine bianche e quelle che hanno solo dei titoli, conta 35 pagine. Il che non sarebbe in sé un problema. Il sociologo Georg Simmel con il saggio La moda e l’economista Piero Sraffa con Produzione di merci a mezzo di merci hanno dimostrato che poche decine di pagine sono sufficienti a rivoluzionare il pensiero umano. Ma i testi della collana Irruzioni di Castelvecchi non sembrano paragonabili a queste fondamentali opere. Sono piuttosto testi minori, preparati per conferenze o qualcosa di simile. Certo l’obiettivo che l’editore sembra essersi posto con questa collana è meritorio: provocare, lanciare un sasso nello stagno, stimolare la nascita di nuove idee. Per poterlo...