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Mimmo Cuticchio

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50 anni di teatro / Figli d’arte Cuticchio: innovare la tradizione

È alto e imponente, con i lunghi capelli e la barba bianchi: somiglia a Carlo Magno, a Garibaldi, a Mangiafuoco (forse a Omero). Mimmo Cuticchio ha rinnovato la tradizione dei pupi siciliani con spettacoli insieme epici e moderni, aggiungendo altre storie al repertorio dei Reali di Francia. Ha raccontato per anni le storie di Orlando il prode, il fedele, l’eroe tutto di un pezzo; di Rinaldo il ribelle, il furbo, il donnaiolo; di Astolfo, il cugino inglese strampalato, che arriva fin sulla luna a cavallo dell’Ippogrifo; di Ruggiero, di Bradamante, del giusto imperatore Carlo Magno e di Gano il vile traditore, contro cui era facile che gli spettatori lanciassero improperi o addirittura le scarpe (una volta a Gela uno comprò Gano dal puparo, lo appese a un albero e gli sparò con la lupara). Li ha fatti scontrare, secondo tradizione, con i pagani con la mezzaluna e le vesti ricercate, Ferraù, Marsilio e Agramante, Rodomonte e Gradasso.    Ha introdotto nei suoi spettacoli il cunto, una narrazione di storie ispirate al ciclo di Carlo Magno che si teneva nelle piazzette di Palermo aiutandosi solo con un bastone o con una spada. Della tradizione ha conservato il fascino e la...

L’estate dei festival / La Medusa dei Figli d’arte Cuticchio

Bisogna iniziare certe volte dai dettagli per ricostruire i quadri, specie quando illustrano oggetti complessi, stratificati. Per parlare di Medusa, l’ultima produzione di Mimmo Cuticchio, maestro di pupi e di cunti che ha portato antiche tradizioni palermitane nella modernità e nella poesia assoluta, bisogna ricordare che è una tragedia in musica, scritta dal figlio Giacomo – stesso nome del nonno, il vecchio puparo che girava la Sicilia (i fratelli di Mimmo sono nati ognuno in un paese diverso). Giacomo è un raffinato compositore poco meno che quarantenne e anche un oprante, aiutante del padre nel manovrare i pupi nel teatrino di famiglia in via Bara all’Olivella a Palermo. Strani connubi tra tradizione e contemporaneità, si direbbe, ma assolutamente fecondi. Come strano può sembrare il libretto di Medusa, scritto in settenari, ottonari, novenari, endecasillabi in una lingua arcaizzante, neoclassica da Luca Ferracane, a sua volta drammaturgo e scenografo.     La vicenda interpreta uno dei miti più strani, terribili, controversi, quello di una donna conosciuta come la terza Gorgone, Medusa, nota per la capigliatura di serpenti, per lo sguardo che impietriva e per l’...

Una macchina dei sogni / A Roncisvalle con Mimmo Cuticchio e Orlando paladino

Carissimi, poiché mi avete chiesto: ma cosa avete fatto a Roncisvalle, eccovi un sunto.   Alti, immensi, boscosi, pieni di d’acqua, gole profonde, pendii dolci, fiumi e torrenti spettacolosi sono i Pirenei. Là, appena dentro la Spagna, nel paese basco, a 1.000 metri d’altezza, c’è Roncisvalle. In basco si chiama Orreaga – che vuol dire, come Roncisvalle, la spinosa, la piena di brughi. A dicembre dell’anno passato ecco che vengono a trovarmi Mimmo Cuticchio ed Elisa sua sposa. Erano a Firenze per quello spettacolo con Virgilio Sieni. A pranzo (dal burattinaio Jellinek, alla Sinagoga) mi hanno esposto l’idea: un’azione in tre tempi, a Palermo La macchina dei sogni, a Roma dal papa per fargli Tancredi e Clorinda coi pupi, a Roncisvalle per fare il cunto là dove la leggenda dice essere morto Orlando. Vieni? Sì che vengo. E sul tovagliolo di carta gialla abbiamo buttato giù schizzi e idee, ed Elisa ha detto quella frase meravigliosa di Totò nelle Nuvole di Pasolini: La straziante meravigliosa bellezza del creato. Il titolo per la trilogia e per i giorni lassù. Negli schizzi sul tovagliolo c’era anche scritto: da Roma ai Pirenei per nave, con veliero.  E sogna e sogna,...

Mimmo Cuticchio – Virgilio Sieni / Il pupo il danzatore il cunto dell’angelo

Piove. Piove a dirotto. Il taxi entra nel vialetto tra vecchi capannoni. Sembrano tutti spenti. Il taxista si perde. Mi dice che non sa dov’è il teatro. Scendo, torno all’ingresso, alla guardiola del custode. Chiedo la strada per lo spettacolo di Cuticchio, Mimmo Cuticchio… i pupi… il cunto… con Virgilio Sieni… il danzatore... Non sa bene. Sta guardando la televisione. Giro per i Cantieri della Zisa, Palermo. Sembra un labirinto abbandonato. Buio. Una lucina. Càpito nelle prove di altro spettacolo, Orli di Tino Caspanello, con la regia di Giuseppe Massa (bello, vitale, grottesco, una gara a conquistarsi un posto al sole, seduti su un’anguria – quelle in più si spaccano – per sopravvivere da un naufragio, in mare… gli esodi, le migrazioni, l’attualità poeticamente trasposta…). Esco. Sotto la pioggia. Entro in uno stanzone buio. Qualche rumore in lontananza mi guida e poi una voce che sale. Finalmente ci sono, in questa performance mistero, alchimia di due sguardi diversi, maestri.  La serata, grazie al ritardo del mio aereo da Roma a Palermo, è già iniziata da forse mezz’ora. Mimmo Cuticchio sta raccontando l’amore di Orlando per Angelica, e la sua follia. Il pupo paladino si...

Emma Dante. Via Castellana Bandiera

Ci sono molti aspetti interessanti nell’esordio alla regia cinematografica di una regista di teatro attiva da almeno un quindicennio, acclamata all’estero, controversa ma di sicuro molto popolare in Italia, con una carriera fatta di alti (ricordo alcuni anni fa uno studio su Vita mia in un centro sociale a Palermo: la violenta fisicità degli attori, la netta impressione degli spettatori di essere di fronte a un dolore reale, vivo, che occupava letteralmente la scena) e di bassi (qualche anno dopo Cani di bancata: grande successo di pubblico, ma decisamente troppo didascalico).   Sono molti gli artisti, da Roberta Torre a Emma Dante allo stesso Cuticchio, per citare solo i più noti, che hanno – per scelta o per naturale elezione – scelto di far base in una città che oltre ad essere un vero coacervo umano è anche il luogo di cui si nutre la loro immaginazione. D’altra parte, cos’è l’immaginazione senza il luogo da cui nasce? Emma Dante, per esempio, è il direttore artistico di uno spazio, La Vicaria, “privato, autogestito, autofinanziato, indipendente, aperto, instabile,...